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Il Noir in una città spesso sottovalutata… Torino! Intervista a Stefano Sciacca

E’ stata molto difficile questa intervista, tradotta successivamente nelle dinamiche di una recensione editoriale. Non posso essere restrittivo, ne sintetico, per rispetto sia dell’autore stesso che dell’opera da lui magistralmente concepita.

Spesso mi chiedo di quanto sia indispensabile la presenza di un “recensore dei recensori”, poiché prima della critica ci si informa sul cosa ne pensano gli altri e ti si apre un mondo che a volte cozza con le tue valutazioni.

Parlare del Dott. Stefano Sciacca è stata per me un’esperienza unica, mi sono trovato di fronte ad uno specchio ma di quegli specchi trovati per caso in campagna, mentre passeggi con il tuo cane, dove a causa della rottura di un dispositivo per auto, raccogli qualche pezzettino luccicante e ti accorgi casualmente di avere un’immagine, inizialmente incuriosito dal brillare dell’oggetto, dovuto dal sole, sempre sovrano.

Stefano con il suo Noir è penetrato visceralmente in una Torino post bellica, una città di cui molti si sono dimenticati essere stata anche Capitale d’Italia e non solo.

La città della Sindone, la città delle grandi fabbriche, dell’essere operaio non per sbarcare il lunario ma per far evolvere il Sistema Paese con una manodopera densa di volontà e di riscatto sociale con al centro una famiglia da gestire e dei figli da educare.

Una città che ha saputo condire i sapori di mistero, di suspense, di intrigo, di cinismo dei suoi protagonisti, e di ricerca dell’essere, vomitati dalle parole dello stesso autore, quasi a voler manifestare al mondo, il suo stato d’animo tipico di molti, compreso il mio ed incentrato nelle stesse qualità caratteriali dei personaggi.

Come al solito non si parla del testo, questo nel nostro stile, lasciamo al giudizio dei lettori, sebbene l’opera scorre veloce, piena di adrenalina e di pathos.

Una narrativa molto ricca e ricercata nella punteggiatura, nei verbi, nei tempi, ma soprattutto, accuratamente editata da un uomo di cui si scorge, carattere per carattere, un’eccellente sapienza culturale e predisposizione per il metodo letterario. Leggere il suo curriculum mi ha infuso un nuovo credo nella vita e nuove motivazioni per alimentare il mio stato di ribelle verso le ingiustizie e quella mancata meritocrazia, sempre sulla bocca di tutti ma ovviamente e categoricamente valorizzata solo per pochi noti.

Difficilmente mi è capitato di recensire uomini di arduo intelletto, di animo profondo, di elevate capacità discorsive variegate e fuori dal comune. Mi piace esprimere le qualità dell’autore che ha saputo secondo la nostra critica, promuovere i sapori, gli odori, le sensazioni anche più personali di personaggi che hanno dato vita allo stesso Noir in una veste moderna, nonostante l’ambientazione post bellica e nonostante, cosa non da poco, il nero dei caratteri stampati.

Proprio da quelle macerie del dopo guerra, da quella città Sabauda, elegante per toni e a volte austera nel suo non verbale, da quelle tante reti idrauliche o elettriche rispristinate con le fabbriche dallo stremo operoso degli uomini per ridare vita al nucleo urbano, per farla riemergere più dignitosa di prima, per farla riemerge come desidera proprio, Stefano Sciacca, nella nostra epoca veloce e consumistica, spasmodica e digitale, di quel villaggio globale che oggi, pone molti interrogativi.

La sintesi di una recensione per suo carattere, stride con la descrizione di questo giovane autore. I contenuti e la narrazione presagiscono una preparazione di base nella lettura, verso questo genere di convivibilità letteraria che a mio avviso auspicherebbe ad una riproduzione cinematografica o ad una serie televisiva. Presupporrebbe conoscere il clima, l’etica, le mode, e le sensazioni di quel favoloso periodo italiano.

Peccato l’attuale epoca del colore, poiché leggendo il presente, non mi sono mai discostato da quell’eleganza del bianco e nero che mi accompagnava sin da piccolo nel vedere il Trench di Humphrey Bogart avvolto da quella classica e inossidabile nebbia del fumo partorito dalle sue continue sigarette. La teatralità degli spazi, la perseveranza dei gusti, di quei gusti che ti impregnano gli abiti, deputati però ad incrementare i ricordi e con essi la nostra cultura della consapevolezza dell’essere.

Peccato veramente, non poterci immaginare queste atmosfere nel reale, ma sapientemente condite dalla maestria di Stefano Sciacca ed intrise di inchiostro assorbito da un calamaio di vetro, di fatto ci sta pensando lui con la sua espressività nel valorizzarle tra le parole di un libro.

Consigliamo veramente questo bel libro, per riscoprire le particolarità espressive del noir con note di Jazz in sottofondo, e mi reputo fortunato nell’aver ascoltato in diretta i pensieri dello scrittore da cui in qualità di privilegiato riesco a scoprire anche i passaggi più misteriosi nel testo, prodotto esclusivamente per far comprendere l’animo di stesura.

Certamente le librerie acquisiranno un valore aggiunto raramente espresso negli scaffali di esse, una sensazione che vorrei condividere con tutti i nostri lettori.

Pagina facebook dell’autore

https://www.facebook.com/stefano.sciacca.scrittore

Pagina internet dell’addetta stampa

https://francescaghezzani.it

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I valori del mondo in un disco di pasta lievitata…

Abbiamo già avuto modo di intervistare il Dott. Tiziano Papagni, una mente eclettica, profonda, sensibile. Neo poeta Petrarchesco, carico di emozioni, di sensazioni a volte inquietanti ma incisive sul lettore.

La sua Addetta Stampa, la Dott. ssa Francesca Ghezzani ci ripropone un nuovo prodotto, scettici sin da subito nel leggerlo ed analizzarlo, ci abbiamo scommesso e ci si è aperto un mondo.

Un’opera prima, considerando il suo filone poetico, un cambio di rotta che ci ha stupito e che consigliamo al grande pubblico, semplicemente passando dalla materia, dalla sua lavorazione, professionale o casalinga, facendoci rammentare quanto il lievito andava a ruba in un periodo malsano che tutti noi vorremmo al più presto cancellare dalle nostre esistenze.

Una materia semplice, povera, da comporre con le nostre mani, da plasmare secondo le nostre competenze curiose di vedere il prodotto finale. Decomposto, goloso, incognite persistenti dei nostri operati.

Pochi ingredienti: Acqua, farina, lievito e colorata di pomodoro, basilico e mozzarella. Olio sale e pepe che nel famoso Q.B. ancora per molti è un’incognita… ci pone sempre un problema. Il tutto sintetizzato acronomicamente al Quanto Basta! In altre parole lo stato inconscio di ognuno di noi, le dosi necessarie per gli equilibri univoci delle nostre personalità.

Da “Scrittore Maledetto” a sensibile portavoce di una leggerezza da assaporare in un soffio di lettura, 46 pagine scorse in una manciata di minuti durante il nostro arco temporale del quotidiano.

Ma quanta poesia in questa storia della Pizza, quanto amore per l’umanità? Quanto stato d’animo apprezzato e condiviso in un uomo che con poche parole ha sfornato un nuovo capolavoro dell’editoria, unificando in una sola battuta i regionalismi italiani!

Pavese di nascita, si è addentrato, tuffato ed ha voluto esprimere un’opera d’arte culinaria di tutt’altra regione, una lotta tra meridiani e paralleli che ha nel suo significato più profondo sta per l’Eccellenza Italiana.

Quanti pianti di fronte ad una pizza, quanti momenti sublimi dopo averla gustata, quanta storia di fronte a questo piatto, baluardo essenziale del nostro sapere italico verso il mondo, ed i colori di base, ne fanno un’eccezione nazionale, apprezzata a livello planetario.

Quanta storia in questo prodotto di ingegneria umana, all’apparenza facile ma… come per miracolo, competenza e tradizione, l’hanno elevata a patrimonio dell’UNESCO.

La Pizza!

Bassa e senza cornicione come vuole la tradizione Romana. Anche Fredda come citerebbe il nostro Amico Sergio Friscia. Da asporto, al taglio, col cornicione ripieno o meno come da tradizione Partenopea ed anche fritta.

Dietro di essa le mani instancabili di uomini e donne che da secoli le hanno dedicato tempo per alleggerire i nostri palati e le nostre vite. Tiziano Papagni ha racchiuso queste sensazioni nel suo elaborato, disponibile on-line ed in tutte le librerie.

Un libro che si gusta in un fiato. Un libro che oltre a far bene all’editoria, alimenta in “danni collaterali” positivi, altre realtà percepite da ognuno di noi in un forte periodo di COVID.

La Pizza ci viene in soccorso sempre, quando stanchi di cucinare e di pensare a cosa preparare, ritorniamo provati da una giornata no! Aggregatrice di riunioni conviviali, di momenti spot che caratterizzano le nostre esistenze, in altre parole la nostra esistenza.

Grazie a Francesca Ghezzani http://www.francescaghezzani.it e a Tiziano Papagni, l’autore oggi, probabilmente, apprenderemo qualcosa in più di un capolavoro dell’inventiva umana: la Pizza!

Trattare il bullismo: tra rabbia e dolore! di Manuela Chiarottino.

Autrice già intervistata con un’opera eccelsa e con estremo piacere la ritrattiamo. Si presenta sul mercato con argomenti moderni e purtroppo di chiara diffusione: il Bullismo!

La scrittrice torinese Manuela Chiarottino esce sul mercato editoriale con il nuovo libro “La stessa rabbia negli occhi”, la quarta pubblicazione dell’autrice in questo 2020, disponibile su Amazon dal 20 luglio scorso.

Un romanzo intriso di dolore ma anche di rabbia verso il mondo. Tre adolescenti, la forza dell’amicizia e la scoperta dell’amore, una storia d’amore intensa che affronta tematiche come il bullismo, il cutting, il rapporto tra adolescenti e adulti, la paura di essere se stessi e la difficoltà nell’imparare ad amarsi, ma non solo.

Analizza la parte psicologica di ognuno di noi, incide il privato, quel privato confermato da lei stessa, composto da luci ed ombre che in qualche modo rende unici e allo stesso tempo uguali, tutti gli individui. Quell’analisi convulsa verso la ricerca della perfezione, una perfezione che non esiste e come ci ripetiamo spesso, secondo l’indipit di Ferrarotti: “la perfezione è del nulla!”.

Perché la perfezione non esiste e ognuno di noi ha la sua luce, deve solo lasciarla brillare, ricercarla ed affidarsi talvolta, al progress degli eventi.

“‘La stessa rabbia negli occhi’ è una storia di amicizia e di amore, ma anche una storia di formazione per le tematiche affrontate. Ho voluto parlare di come ognuno di noi possegga una parte d’ombra e una di luce e come occorra saperle accettare entrambe, il Leitmotiv delle nostre vite. 

A volte ci si rifugia nella prima perché si ha paura di mostrare la propria luce, altre perché non si crede di possederla.  La verità è che la perfezione non esiste e bisogna amarsi per come si è. Un libro dai sapori didattici che con fermezza vengono espressi in questa denuncia benevola.

È quello che imparerà Luna, già ferita dalla vita nonostante la giovane età, in cerca della verità e, in fondo, dell’amore, tra le protagoniste del testo.

Ombre e luci in ognuno di noi e tutti tendono a vedere gli altri come luci perfette quando poi nessuno è perfetto. Una riflessione neutra su ciò che molti di noi, lettori compresi non riescono a vedere, ad immaginare.

Anche brillare può far paura, sostiene l’autrice, aprendo un capitolo monotematico su ciò che poi traspare nei social e nei tanti comportamenti sprovveduti volti al solo intento di appparire e non comunicare.

Karatebloginternational ringrazia l’inossidable Addetta Stampa Dott. ssa Francesca Ghezzani, raggiungibile dal sito:

http://www.francescaghezzani.it

ed ovviamente l’autrice Manuela Chiarottino sempre disponibile e prodiga nel confezionare, al di là delle stampe, un parere personale per comprendere di più:

https://www.facebook.com/manuelachiarottinoautrice/

Buona lettura!

Super Pippo… in arte, un uomo! – Super Goofy… in art, a man!

 

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E’ molto difficile tessere le lodi per un “membro della famiglia”, mi consigliava mio padre di non incorrere mai in questo errore tant’è che da piccolino, cercando la sua approvazione nelle mie performance calcistiche, sosteneva sempre che mi trovassi nella norma e non nel talento… ma io, non capivo!

Ad un tratto poi, ti trovi a collaborare con un’organizzazione afferente al CONI, al sistema sportivo nazionale e dopo anni che ti ritrovi nel sistema, a mente lucida puoi fare solo valutazioni, far emergere le differenze, scoprire chi ha veramente talento.

Ho la fortuna di conoscere questo atleta, ancora oggi lo posso definire tale non per le imprese agonistiche sviluppate nel suo periodo più rigoglioso di adrenalina e di una muscolatura efficiente ma soprattutto in questo, quel periodo che prima o poi caratterizzerà tutti gli uomini di sport che manifestano il loro talento con la dirigenza, con l’organizzazione e le sue buone prassi.

Vederci in quel di Bologna, presso il Centro Studi per l’Educazione Fisica è stato nuovamente come ritrovare un padre, un confessore, un uomo capace di togliersi le vesti (e lo fa sempre!) per ascoltare, nascondendo bene i suoi sentimenti veri in quell’immagine un po’ Naif di altre epoche passate ma non trascorse.

Rimango sempre sorpreso di quanto il Prof. Giuseppe Cindolo dia peso al valore umano, alla persona. Sono stato a Bologna per una pseudo riunione ritagliata verso la nostra realtà del Nord Italia, quel Nord Italia fermo come mezzo mondo per Covid ma capitanato sapientemente dalla Prof. ssa Olga Cicognani.

Insieme a Pippo, Super Pippo, presente la moglie Gloria Pironi anch’essa facente parte del Consiglio Nazionale FIEFS.

Dove rimango stupito? Rimango stupito nel vedere un uomo che volge le sue priorità, prima ancora dei contenuti, sul rassicurare i suoi collaboratori nel facilitare sensorialmente il dovuto economico per gli spostamenti di servizio. Una partita a carte giocata senza rilancio, da una parte la mia timidezza nel giustificare la missione, dall’altra una flebile risata che mi ha fatto solo comprendere quanto e come ha capito il mio comportamento verso il mio eccesso di zelo, nel non voler chiedere.

Pippo è un uomo a tutto tondo ed i suoi difetti da mortale che in qualche modo caratterizzano tutti noi esseri umani, si annientano di fronte a questa cultura da lui sempre manifestata dal momento della nostra conoscenza.

Un capo, un leader carismatico, un buon politico (per quanto le due parole possono entrare in conflitto), un umile servitore di competenze trasversali capaci di sostenere questa splendida realtà sportiva, al servizio dello sport e della scuola verso nuove generazioni, veramente in maniera atipica e lodevole.

Anche lui in questi giorni è entrato nel mondo degli orfani di uno o due genitori, ci sta, è la vita, mi sento di rubare uno spazio alle informazioni per sostenere la nostra vicinanza dal presidio Lombardia ed Emila Romagna.

Ti vogliamo bene!

Di seguito alcune info di questo grande uomo di sport!

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Cindolo

It is very difficult to weave the praises for a “member of the family”, my father advised me never to incur this mistake so much that as a child, seeking his approval in my football performances, always maintained that I was in the norm and not in talent… but me, I didn’t understand!

All of a sudden, you find yourself collaborating with an organization related to CONI, the national sports system and after years that you find yourself in the system, in lucid mind you can only make assessments, bring out the differences, find out who really has talent.

I am fortunate to know this athlete, even today I can define him as such not for the competitive enterprises developed in his most lush period of adrenaline and efficient musculature but especially in this, that period that sooner or later will characterize all sportsmen who manifest their talent with the management, with the organization and its good practices.

Seeing us in that of Bologna, at the Center for Studies for Physical Education was again how to find a father, a confessor, a man able to take off his clothes (and he always does!) to listen, hiding well his true feelings in that image a little Naif of other past eras but not passed.

I’m always surprised at how much Prof. Giuseppe Cindolo gives weight to human value, to the person. I was in Bologna for a pseudo-meeting cut to our reality of Northern Italy, that Northern Italy stopped as half the world for Covid but expertly captained by Prof. Olga Cicognani.

Along with Goofy, Super Goofy, present his wife Gloria Pironi also part of the FIEFS National Council.

Where do I be amazed? I am astonished to see a man who turns his priorities, even before the content, on reassuring his employees in sensory facilitating the economic due for service travel. A game of cards played without a raise, on the one hand my shyness in justifying the mission, on the other a faint laugh that only made me understand how much and how he understood my behavior towards my excess of zeal, in not wanting to ask.

Goofy is an all-round man and his mortal flaws that somehow characterize us human beings, are annihilated in the face of this culture that he has always manifested since the moment of our knowledge.

A leader, a charismatic leader, a good politician (as much as the two words can come into conflict), a humble servant of cross-skills capable of supporting this wonderful sporting reality, in the service of sport and school to new generations, truly in an atypical and laudable way.

He too has entered the world of the orphans of one or two parents, there is, is life, I feel to steal a space to information to support our proximity from the garrison Lombardy and Emila Romagna.

We love you!

Below are some info from this great sports man!

https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Cindolo

Il Rinascimento Italiano riparte da Alzano Lombardo grazie a Simona Occioni! – The Italian Renaissance starts again from Alzano Lombardo thanks to Simona Occioni!

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Dal prossimo 11 Luglio all’8 Agosto 2020 presso la Fondazione Mazzoleni iniziamo a respirare la vita e “senza mascherina”.

Simona Occioni è una donna di successo, una giovane imprenditrice italiana, che vede nell’arte un dialogo serrato per il rinnovamento della vita stessa.

Mi sono trovato spesso, in periodo di contingenza Covid, nel dedicare sulla cuspide dello svincolo del Casello Autostradale di Bergamo, un mio selfie per omaggiare questa città, ed in particolare Alzano Lombardo, tra gli epicentri più infausti di un inverno che vorremmo tutti dimenticare. Il fil rouge è l’ANIOMRID, l’Associazione Nazionale Insigniti all’Ordine e al Merito della Repubblica Italiana e Decorati, un entità sobria che vede in questo evento organizzato proprio da Simona la partecipazione di molti di noi.

Il Dott. Davide Pagnoncelli presentatore per l’occasione, la Prof. ssa Katia Brugnolo in veste di espositrice, l’imprenditrice Amelia Facchinetti delegata per la provincia di Brescia ed io.

Tutto in progress e tutto in corsa e i tanti delegati che arricchiscono la nostra Regione e che apprendono ora di questo evento, saranno i benvenuti nell’accompagnare Simona in questo viaggio sensoriale ed artistico che ci vede tutti uniti al suo fianco ma soprattutto, alle sue modalità di rinascita che non potevano scegliere via migliore che quella dell’arte, dello spirito espressivo umano, dell’estro, del rinnovamento, dell’inventiva, della rinascita tramite la creazione artistica.

Simona, ci attende, in questa inaugurazione spazio temporale, voluta, sentita, generata, per uscire da un tunnel di forti motivazioni contingenziali causate da un virus subdolo e pauroso che ci ha caratterizzato.

Karatebloginternational sarà presente per effettuare un’attenta cronaca del palinsesto ma al contempo, per augurare a Simona Occioni, una vera rinascita meritocratica, grazie all’arte!

http://www.fondazionemazzoleni.com/

From next July 11th to August 8, 2020 at the Mazzoleni Foundation we begin to breathe life and “without a mask”.

Simona Occioni is a successful woman, a young Italian entrepreneur, who sees art as a close dialogue for the renewal of life itself.

I have often found myself, in the period of Covid contingency, in dedicating on the cusp of the junction of the Bergamo Highway Toll, a selfie of me to pay homage to this city, and in particular Alzano Lombardo, among the most infamous epicentres of a winter that we would all like to forget. The fil rouge is the ANIOMRID, the National Association awarded to the Order and Merit of the Italian Republic and Decorated, a sober entity that sees in this event organized by Simona the participation of many of us.

Dr. Davide Pagnoncelli presenter for the occasion, Prof. Katia Brugnolo as an exhibit, entrepreneur Amelia Facchinetti delegated for the province of Brescia and I.

All in progress and all in the race and the many delegates that enrich our Region and who now learn about this event, will be welcome to accompany Simona on this sensory and artistic journey that sees us all united by her side but above all, to her ways of rebirth that could not choose better than that of art, of the human expressive spirit , of inspiration, of renewal, of inventiveness, of rebirth through artistic creation.

Simona, awaits us, in this inauguration time space, desired, felt, generated, to get out of a tunnel of strong contingential motivations caused by a devious and fearful virus that characterized us.

Karatebloginternational will be present to make a careful chronicle of the schedule but at the same time, to wish Simona Occioni, a true meritocratic rebirth, thanks to art!

http://www.fondazionemazzoleni.com/

 

 

 

 

 

 

Luca Maris… un cantautore Partenopeo – Luca Maris… a Parthenon singer-songwriter

 

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In una bella giornata assolata mi sono imbattuto in un artista contemporaneo, un poeta della musica, un visionario dei contenuti dei testi. A volte, proprio come in queste interviste mi sorprendo ancora, di quanto i percorsi di vita ci accomunano in modo semplice ma drammaticamente sconvolgente, su analogie di esperienze comuni e da li ne traggo spunto.

Sono bastati pochi minuti di conversazione per tirare fuori da uno spartito immaginario, note comuni delle reciproche vite. I nostri padri Capitreno, esperienze simili, seppur condotte in strade diverse.

Luca Maris, snocciola un sapore campano in maniera molto trasversale, passando dal melodico, al pop, al rock, alla word music, ad altre tendenze e stili musicali con lo stesso filo conduttore prezioso, coraggioso, arduo, che forse solo nella letteratura riuscì a comporre, divenendo testo per l’umanità, tale Luigi Pirandello, nell’enfatizzare le tante maschere e tanti volti che caratterizzano le nostre esistenze, con le sue opere.

Entra nel mondo artistico a gamba tesa, esordendo tra i tanti aspetti a soli 8 anni al Teatro Cinema Gelsomino di Afragola (Città Metropolitana di Napoli in Campania) come attore nel personaggio di Lucariello in un format divenuto poi caposaldo della commedia partenopea “Natale in casa Cupiello”.

Tra glorie e riconoscimenti che lo arricchiscono nel mercato globale, le sue ultime importanti partecipazioni in Italia sono state in gara al Festival di Napoli 2019 e come ospite a Sanremo 2020 per il Premio Ufficiale Lucio Dalla, ma soprattutto da cantautore indipendente, riesce a farsi valere e conoscere a livello internazionale, con numeri e classifiche scalate da vera star, tanto che lui stesso ci confida come il mercato discografico estero, sia per certi aspetti più meritocratico rispetto al nazional popolare nostrano.

Vi invitiamo ad ascoltare il suo “viaggio musicale” nei vari link posti a valle di questo articolo, ma vi invitiamo anche nel prendere nota di Luca Maris, artista poliedrico che sta tramandando come uno dei testimonial viventi, lo zoccolo duro della forte fucina di artisti napoletani in tutto il mondo.

Arricchiscono il suo percorso musicale molti importanti premi che ci fanno comprendere quanto il coraggio, la forza, nel diffondere un verbo costellato da note e parole, possa tramandare un patrimonio culturale notevole per le generazioni future.
On a beautiful sunny day I came across a contemporary artist, a music poet, a visionary of the contents of the lyrics. Sometimes, just as in these interviews I am still surprised, of how the paths of life unite us in a simple but dramatically upsetting way, on analogies of common experiences and from them I draw inspiration from them.

It took just a few minutes of conversation to pull out of an imaginary score, common notes of each other’s lives. Our Capitreno fathers have similar experiences, albeit in different paths.

Luca Maris, pits a Campania flavor in a very cross-cutting way, going from melodic, to pop, to rock, to word music, to other trends and musical styles with the same precious, courageous, arduous common thread, which perhaps only in literature managed to compose, becoming text for humanity, such Luigi Pirandello, in emphasizing the many masks and faces that characterize our lives. , with his works.

He enters the artistic world with a tense leg, debuting among the many aspects at the Teatro Cinema Gelsomino in Afragola (Metropolitan City of Naples in Campania) as an actor in the character of Lucariello in a format that later became the cornerstone of the

Neapolitan comedy “Christmas in the House Cupiello”.

Between glories and awards that enrich him in the global market, his last important participations in Italy were in competition at the Naples Festival 2019 and as a guest at Sanremo 2020 for the Official Lucio Dalla Award, but above all as an independent singer-songwriter, he manages to assert himself and get to know each other internationally, with numbers and rankings climbed by real stars, so much so that he confides to us as the foreign record market , both in some respects more meritocratic than the national popular of the same.

We invite you to listen to his “musical journey” in the various links downstream of this article, but we also invite you to take note of Luca Maris, multifaceted artist who is passing on as one of the living testimonials, the hard hoof of the strong forge of Neapolitan artists all over the world.

Many important awards enrich his musical journey that make us understand how courage, strength, in spreading a verb dotted with notes and words, can pass on a cultural heritage remarkable for future generations.

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Addetta Stampa: Dott. ssa Francesca Ghezzani di cui al sito: http://www.francescaghezzani.it

Quel maledetto rumore mattutino del pota siepi… That morning noise of the hedge pota…

Ciò che ricorderò maggiormente di questo anno assurdo e di lock down forzato, non è il pericolo e la paura avvolti in un unico vestito, o meglio divisa, che mi hanno accompagnato nel rendermi partecipe di un contenimento nazionale.

Ciò che più mi rimarrà impresso nella memoria sono i rumori, i tanti frastuoni causati dalle fobie delle persone che pur di riacquisire la libertà, vedono nei loro giardinetti minuscoli, le fastose vestigia della Reggia di Caserta o di Versailles.

Aree di incontaminato splendore casalingo che solo con una forbice da barbiere avresti potato.

Tradotto in altri termini, questo è lo Smart Working, capace di annullare i tempi lavorativi professionali per una più semplice ed illusoria realtà bucolica. Incitati da sprazzi di sole che questo 2020 ci sta omaggiando in pillole,  decine di vicini di casa si cimentano come provetti giardinieri che nemmeno Edward mani di forbice avrebbe osato tanto.

Rumori, passeggiate convulse quasi nel voler riscoprire un domani di ritrovati sapori romantici sulla tecnica pittorica dell’En plein air.

Rumore, solo rumore? No! Lo Smart Working ha mischiato le carte, ha destrutturato tempi e modi tra vita privata e professionale. Ha ricondizionato il tutto secondo un nuovo linguaggio ancora non del tutto traducibile. Ci manca il propedeutico, non assolto per mancanza di tempi e per emergenza vissuta.

Qual è il senso di tutto questo? Chi può dirlo! Gare sportive non in presenza, zoom, meeting, Webinar, Skype, piattaforme deposte ad una formazione condivisa che ad un tratto si sono rivestite di contenitori volti ad andare avanti, senza considerare i rischi e le percezioni umane generate da un Dio proprio per essere tali: il battito del cuore, il sudore, la percezione visiva, i sentimenti, le passioni che avvengono son o in presenza di nostri simili, senza una mascherina imposta da uno Stato traballante e7o dall’amico o amica che non vedi da tempo.

Un’altra ondata è ipotizzabile nel prossimo autunno, un gioco infausto che assume i colori di una roulettes posta al centro della nostra esistenza. Solo il tempo darà ragione ma a chi…. non lo sappiamo ancora.

Solo guardando gli occhi della MIA CUCCIOLA ricado nella convinzione che è meglio vivere senza farsi problemi!!!

What I will remember most about this absurd year and forced lock down, is not the danger and fear wrapped in a single dress, or rather divided, that have accompanied me in making me participate in a national containment.

What will remain imprinted in my memory are the noises, the many fragments caused by the phobias of people who, in order to regain freedom, see in their tiny gardens, the sumptuous vestiges of the Palace of Caserta or Versailles.

Areas of pristine home splendor that only with a barber’s scissors would have pruned.
Translated in other words, this is the Smart Working, capable of cancelling professional working times for a simpler and more illusory bucolic reality. Incited by flashes of sunshine that this 2020 is paying homage to us in pills, dozens of neighbors try their hand like proven gardeners that not even Edward scissors would have dared so much.

Noises, walks convulsed almost in wanting to rediscover a future of new romantic flavors on the pictorial technique of En plein air.

Noise, just noise? №! Smart Working has shuffled the cards, deconstructed times and ways between private and professional life. It has refurbished everything according to a new language that is not yet fully translatable. We lack the propedeutic, not acquitted for lack of time and for lived emergency.

What’s the point of all this? Who can say that! Sports competitions not in presence, zoom, meeting, Webinar, Skype, platforms deposed to a shared formation that suddenly have covered themselves with containers aimed at moving forward, without considering the risks and human perceptions generated by a God precisely to be such: the heartbeat, sweat, visual perception, feelings, passions that take place are or in the presence of our fellow human beings , without a mask imposed by a shaky state and by the friend or friend you haven’t seen in a long time.

Another wave is conceivable next fall, an infamous game that takes on the colors of a roulette placed at the center of our existence. Only time will give reason but to whom…. we don’t know yet.

Only by looking into the eyes of MY Little Dog do I fall into the belief that it is better to live without getting trouble!!!

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Il Primo Fuoco e altre Novelle di Gabriele D’Annunzio a cura della Prof. sa Ilaria Anna Lucini

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Tra i vantaggi di far parte di una grande organizzazione planetaria come quella di Croce Rossa e la sua componente militare, scopri per curiosità o semplicemente contatti comuni sui social, menti preziose, atipiche a volte e molto spesso fuori contesto contemporaneo.

Illusioni di un contemporaneo che si manifestano reali ed in linea con i nostri tempi semplicemente scoprendo il Vate, in altre parole Gabriele D’Annunzio. Quasi un caso nella mia vita, poiché un altro amico Alex Pietrogiacomi si occupa da anni di questo illustre scrittore e non solo.

Ilaria Anna Lucini è una collega di Croce Rossa Italiane, una donna che mette a disposizione il suo tempo per gli altri, tra gli scampoli ritagliati con l’insegnamento nella scuola, con la famiglia, i figli e con la cultura, quella cultura che oggi appare demodé, spesso fuori luogo e che solo chi ha il coraggio di esprimerla in un locale di Cremona, configurando il tutto come aperitivo letterario, riesce a distinguersi e produrre terreno fertile per le nuove generazioni: basta crederci ed avere il coraggio di cambiare punto di vista!

Karatebloginternational non si esime nel diffondere scampoli importanti, laddove vede con lungimiranza un nettare capace di distrarre e far riflettere dedicando un po’ di tempo ad altro. Curiosità, impressioni, sentimenti, stati d’animo potrebbero trovare risposta in questi incontri a nostro avviso utili e corroboranti per il proseguimento della vita.

Un modo diverso, apparentemente meno appagante della concorrenza digitale di cui siamo fermamente convinti e di un valore forte e pungente per il benessere dell’individuo.

Invito i nostri lettori ad un sabato diverso, alternativo, diffondendo sul nostro format un impegno con alto valore aggiunto non solo verso la cultura ma verso la ripresa della socialità, dello stare insieme, del vivere comuni.

Augurando la buona riuscita dell’evento ci rimettiamo nel fornire tutte le info necessarie per chi fosse interessato all’iniziativa, nonché il sito gestito da Ilaria per la sua mission terrena.

D’ANNUNZIO, IL PRIMO FUOCO E ALTRE NOVELLE: aperitivo letterario
❗️Vogliamo ripartire, come si è soliti dire in questo periodo, anche se non ci siamo mai fermati!
❗️Quindi:
🔶#Novelle#IlPrimoFuoco#D’Annunzio#🔶
🖌Prefazione di Ilaria Anna Lucini#
✒️Postfazione di Federico Mantovani#🎶
#AlterEgoEdizioni📜
📌Cremona27GiugnoAperitivoOre18#
🍾🥂BarCampi🍹
📚LibreriaDelConvegno#PaoloBonini#IlariaSpotti📚
#perLaSicurezza#ConfermaLaTuaPresenza#
☎️3387969769#
📝#ilaria@altamentefactory.it#
Data
27 giugno 2020 ore 18
Target

Location
Bar CAMPI – CREMONA

Prezzo
5 euro bevanda calda; 8 aperitivo
Note
prenotazione obbligatoria per garantire le norme di sicurezza

http://www.altamentefactory.it/

 

 

Spazio Virus – Diario di una pandemia, di Nando Balzarro – Space Virus – Diary of a Pandemic, by Nando Balzarro

 

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Come non approfittare di un periodo di costrizione volto alla prevenzione sanitaria sia personale e sia pubblica, cercando di ottimizzare il tanto tempo a disposizione nel dedicare scritti?

Il Maestro Nando Balzarro ovviamente è stato presente, apre una delle finestre di casa e l’aria primaverile che ha caratterizzato un brutto periodo buio della nostra epoca, fa da complice ai suoi elaborati, alle sue riflessioni. Per più di due mesi emergono nelle personalità di ciascuno squilibri, paure, perdite d’identità, insonnia, solitudine, noia, spaesamento, difficoltà di immaginare il futuro… Tutto alle spalle? Tutto finito?

Parole queste ultime tratte dal suo stesso incipit in grassetto. Per la prima volta facciamo i conti di persona, conti non per tutti uguali poiché in questo caso il Virus non è stato democraticamente corretto, si è abbattuto cinicamente su alcune regioni d’Italia più che su alcune altre. Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e dati alla mano, la spesa umana nonché sanitaria è stata ingente. Mi trovo a condividere i pensieri di un uomo che ha voluto lasciare nero su bianco quanta della sua esperienza ha maturato in lock down.

Certamente non siamo mai preparati per affrontare emergenze di questa portata, cerestie, pandemie, guerre, ecc. Questa volta il nemico ha scelto l’impalpabilità di un Virus rendendo un sistema sociale e sanitario totalmente impreparati per affrontarlo: “Chi? Che cosa?”.

Prende corpo in questo delirio mondiale, Spazio Virus, scritto in perfetta sintonia quotidiana con il blocco totale imposto dallo stato italiano su tutto il territorio nazionale, scandendo i momenti drammatici affrontati da moltissime nazioni, non solo la nostra.

Si genera un racconto quotidiano viscerale, delicato e colmo di sentimenti facendo trasparire nel contempo la solitudine malinconica dello stesso autore, quella solitudine fisica e psicologica che negli anni lo ha caratterizzato in una quotidiana dicotomia tra la rappresentazione fisica, del corpo e della bellezza umana, degli sport estremi e degli estremi marziali, sempre studiati e calibrati per la formazione dell’altro, tra il bene verso gli animali e i ricordi di un cielo terso che sempre in solitudine lo vedeva protagonista in ambito del paracadutismo.

Karatebloginternational invita come sempre verso l’approfondimento letterario e verso questo nuovo prodotto non figlio della solitudine, ma compagno di viaggio cartaceo che ha supportato Nando in questi delicati mesi d’inerzia e che oggi ci viene offerto da leggere.

Ulteriori info al sito:

https://www.omedizioni.it/spazio-virus.html

How can we not take advantage of a period of coercion aimed at health prevention both personal and public, trying to optimize the long time available in dedicating writings?

Master Nando Balzarro was obviously present, he opens one of the windows of the house and the spring air that characterized a bad dark period of our time, is an accomplice to his elaborate, his reflections. For more than two months, imbalances, fears, loss of identity, insomnia, loneliness, boredom, disorientation, difficulty in imagining the future emerge in the personalities of each person… All behind? All finished?

These last words taken from his own incipit in bold. For the first time we do the math in person, not for all the same because in this case the Virus was not democratically correct, it cynically fell on some regions of Italy more than on some others. Lombardy, Veneto, Piedmont, Emilia Romagna and hand-to-hand, human and health spending has been huge. I find myself sharing the thoughts of a man who wanted to leave as much of his experience on lock down.

Certainly we are never prepared to deal with emergencies of this magnitude, cerestie, pandemics, wars, etc. This time the enemy has chosen the impalpability of a Virus making a social and health system totally unprepared to face it: “Who? What?””

It takes shape in this world delirium, Space Virus, written in perfect daily harmony with the total blockade imposed by the Italian state throughout the country, marking the dramatic moments faced by many nations, not just ours.

It generates a visceral daily story, delicate and full of feelings, while transpiring the melancholy solitude of the same author, that physical and psychological solitude that over the years has characterized him in a daily dichotomy between the physical representation, the body and human beauty, extreme sports and martial extremes, always studied and calibrated for the formation of the other , between the good for animals and the memories of a clear sky that always in solitude saw him protagonist in the field of skydiving.

Karatebloginternational invites as always towards the literary deepening and towards this new product not the child of solitude, but a paper travel companion who has supported Nando in these delicate months of inertia and that today is offered to read.

More info to the site:

https://www.omedizioni.it/spazio-virus.html

Città “fantasma”? No, siamo noi ora il fantasma – “Ghost” city? No, we are now the ghost (by Federica Cairoli)

Questa situazione di “isolamento” ed “interruzione”, mi porta a riflettere ed immaginare, pur immersa in un Reale invadente ma proficuo.

Come privi di alibi, maschere, Altro a cui dare colpe o di cui esaudire il desiderio…siamo “costretti” a rimanere soli, noi e il nostro fantasma, nel luogo che dovrebbe essere il più “familiare”, la nostra casa, le nostre città.

In questo momento non sono le nostre città il “fantasma” da attraversare, siamo noi.
Ritrovarsi con noi, forzatamente soli anche in compagnia, è questa la “grande fatica” da affrontare, non l’isolamento o la limitazione, ma la convivenza con noi in relazione all’Altro, senza una “giostra” che giri.

Un Altro spesso dimenticato, dato per scontato, amato, odiato, assente ma inserito in una giostra in perenne movimento. Ora ferma.
Soli quando si desidera non esserlo, con l’Altro quando si desidera essere soli. Tutto ciò a “giostra ferma”.

Immagino donne con compagni violenti che respiravano solo nei momenti di assenza, costrette a presenze ingombranti, sconosciute o fin troppo conosciute.

Immagino uomini che non sono mai scesi dalla giostra, che hanno dato tutto per salirci, ritrovarsi a casa come stranieri, trasparenti per figli e mogli che hanno imparato a non soffrire più per la loro assenza.

Immagino ragazzi e ragazze, con routine e adulti mal sopportati, rivalutare quella routine e quegli scambi così faticosi fra loro e il Mondo.

Immagino bambini che non sono mai riusciti a scendere dalla loro giostra e fermarsi, non comprendere perché tutto si debba fermare così e proprio ora.

Immagino genitori che vorrebbero risalire su quella giostra per alleggerirsi e poter anche delegare ogni tanto, senza che i morsi del senso di colpa si tramutino in nervosismo, proprio come quello dei loro bambini.

Immagino tanto altro, bello e brutto, come quando si rimane incantati a guardare le finestre illuminate di palazzi sconosciuti con dentro la vita.

Nonostante io immagini, in questi giorni prende il sopravvento il Reale, il fantasma.
Ed ecco che ritorno, per deformazione e formazione, a pensare che come il percorso di un’analisi può permettere un nuovo inizio , anche questa situazione ci “obbliga” e ci obbligherà ad un nuovo inizio.

L’analisi non promette e non illude su come sarà, semplicemente ci mostra che c’è.
Questo periodo non sappiamo cosa ci riserverà, ma sono certa che se avremo la pazienza e l’umiltà di affidarci (come in un’analisi), non ci sarà sottratto nulla.

Mi piace immaginare, e questo era chiaro, che questo sia un passaggio che ci preparerà a ciò che ci aspetta, per seguire, con più forza e determinazione di prima, il nostro Desiderio.

Mi piace immaginare che “gli angeli” che stanno lavorando (lavorare è un eufemismo) per salvarci rinnovando il loro giuramento ogni giorno nonostante la sofferenza, la disperazione, i lutti e le vittorie, avranno un nuovo inizio radioso, con i cuori talmente colmi di soddisfazione, che non conosceranno più fatiche.

This situation of “isolation” and “interruption”, leads me to reflect and imagine, even if immersed in a Real intrusive but profitable.

As devoid of alibis, masks, Other to blame or to be fulfilled desire… we are “forced” to be alone, us and our ghost, in the place that should be the most “familiar”, our home, our cities.

Right now our cities are not the “ghost” to cross, it’s us.

To be with us, forcibly alone even in company, this is the “great effort” to face, not isolation or limitation, but coexistence with us in relation to the Other, without a “joy” that turns.

Another often forgotten, taken for granted, loved, hated, absent but inserted into a carousel in perpetual movement. Now stop.
Alone when you don’t want to be, with the Other when you want to be alone. All this at “firm ride.”

I imagine women with violent companions breathing only in moments of absence, forced into cumbersome presences, unknown or all too well known.

I imagine men who never got off the merry-go-round, who gave everything to climb, to find themselves at home as strangers, transparent for children and wives who have learned not to suffer anymore for their absence.

I imagine boys and girls, with routines and poorly endured adults, re-evaluating that routine and those so tiring exchanges between them and the World.

I imagine children who have never managed to get off their carousel and stop, not understand why everything has to stop like this and right now.

I imagine parents who would like to go back to that merry-go-round to lighten up and even delegate occasionally, without the bites of guilt turning into nervousness, just like that of their children.

I imagine so much more, beautiful and ugly, as when you are enchanted to look at the illuminated windows of unknown buildings with life inside.
Although I imagine, these days the Royal, the ghost, takes over.

And here I return, by deformation and formation, to think that as the path of an analysis can allow a new beginning , this situation also “forces” us and will force us to a new beginning.

The analysis does not promise and does not delude us about how it will be, it simply shows us that there is.

This period we do not know what will be in reserve, but I am sure that if we have the patience and humility to rely on ourselves (as in an analysis), nothing will be taken away from us.

I like to imagine, and this was clear, that this is a step that will prepare us for what lies ahead, to follow, with more strength and determination than before, our Desire.

I like to imagine that “angels” who are working (working is an understatement) to save us by renewing their oath every day despite suffering, despair, bereavement and victories, will have a new radiant beginning, with hearts so full of satisfaction, that they will no longer know fatigues.

Dietro… “quel poco che…” un viaggio di sensazioni! – Behind it… “that little bit that…” a journey of sensations!

Samuela inizia a scrivere da ragazzina, gia riversando le sue impressioni nel famoso diario segreto, tipico di un’età non multimediale. Il suo primo libro verso i 17 anni, “Vuoto fino all’orlo”, un’opera dove descrive accuratamente le sensazioni degli adolescenti quando si sentono imprigionati in un sistema che probabilmente non riescono a comprendere nemmeno loro, anch’esso tipico di quella dimensione auxologica.

Un libro di scelte, di esperienze che conducono ad una scelta, magari come spesso accade, complice la mancanza di esperienza dove le stesse scelte diventano azzardate, fuori luogo e spesso in contrasto con i genitori.

Nel suo secondo libro “Quel poco che basta”, Samuela gioca sempre con il contrario dei detti comuni, focalizzando il contenuto raccontato ancora sulle scelte e sulla ricerca del nostro posto del mondo, della crescita personale, quella crescita che specie nei giovani nasce da una fuga indirizzata verso un’auto-realizzazione.

Voci di questi sentimenti, nell’ultimo libro, li ritroviamo negli stessi protagonisti, in Sebastiano e Nada, due giovani che si lanciano in un progetto di vita sballato inciampando spesso nel destino.

Le loro vicende personali, le loro scelte, in apparenza leggere, e i loro fragili sentimenti di giovani innamorati si rivelano strettamente intrecciati, loro malgrado, alla Storia con la s maiuscola, quella dell’Undici Settembre che ha cambiato il volto del mondo e che contribuisce, in questa narrazione dall’impostazione teatrale, a mettere un prematuro punto al programma semirivoluzionario di due esistenze insoddisfacenti.

Un libro quasi profetico (oggi) dove Samuela descrive personalmente quel tumulto di emozioni e pensieri provato nei giorni in cui un altro tumulto scuoteva il mondo con il crollo delle Torri Gemelle, l’attacco all’Occidente con le sue paure globali.

Pensieri molto simili all’attuale storia mondiale dove il male non è manifestato da un attacco terroristico, ma da un nemico invisibile, lo stesso nemico che Samuela da Medico Anestesista si trova ad affrontare in prima linea oggi: il Covid-19!

Ho riflettuto molto nell’intervista con Samuela, paure, ansie e dubbi spesso scoperti con le esperienze della vita. Una similitudine mi ha fatto maggiormente pensare proprio per via di alcune sue passioni come la conoscenza del vino e la sua professione da anestesista. Due realtà apparentemente distanti ma dense di un sapore comune… le sensazioni.

Bere per ubriacarsi porta inevitabilmente ad un rallentamento dei riflessi, del percepito, il nostro cervello entra in uno stato diverso dalla razionalità quotidiana, dalla lucidità che dovrebbe caratterizzarci nel percepire invece il sapore, il gusto e l’armonia di un prodotto naturale: il vino. Sensazioni spesso ritrovate prima di un intervento chirurgico con lo stato indotto dai farmaci che garantiscono un’anestesia.

Entriamo in uno stato soporifero ma vigile, una sorta di anestesia cosciente, il momento, i tratti che precedono un intervento chirurgico o che alleggeriscono le sensazioni di un gusto, mai come oggi vorremmo tutti entrare in questo loop mentale per sfuggire ad una realtà che probabilmente ci inquieta terrore, facendoci perdere quei punti di riferimento razionali ed aumentando l’impulsività giovanile nell’effettuare delle scelte: il sunto della sua tesi.

Foto Samuela Pierucci 1

Intrecci Cop Pierucci1 okStampa

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L’AUTRICE

SAMUELA PIERUCCI, originaria di un piccolo paese toscano, vive oggi a Sesto Fiorentino, e lavora come anestesista all’ospedale Careggi. “Tutto è collegato” – dalle microstorie alla macrostoria – è il credo all’origine di Quel poco che basta, il suo secondo romanzo. Con Intrecci ha già pubblicato Vuoto fino all’orlo.

 CASA EDITRICE

Siamo nati nel 2015, grazie alla volontà di Lucia Pasquini e alla sua passione per l’editoria e la letteratura. Il nostro team è composto da persone con esperienza decennale in questo settore. Proprio la nostra esperienza e il confronto con altre realtà editoriali ci ha portato ad elaborare un nuovo progetto, analizzando ciò che nel mondo editoriale non ci piaceva proprio. Da lì siamo partiti.

Siamo un editore con idee nuove ma soprattutto con la voglia di ascoltare ciò che gli autori e in particolare i lettori hanno da dirci, perché ascoltandoli e coinvolgendoli potremo riuscire a cogliere tutta la forza che un libro può sprigionare.

Altre info sull’autrice:

https://www.facebook.com/samuela.pierucci

Un ringraziamento particolare all’Addetta Stampa Dott. ssa Francesca Ghezzani di cui al sito:

http://www.francescaghezzani.it

Samuela began writing as a young girl, already pouring her impressions into the famous secret diary, typical of a non-media age. His first book at the age of 17, “Empty to the Edge”, a work where he accurately describes the feelings of adolescents when they feel trapped in a system that they probably can’t understand even, also typical of that auxological dimension.

A book of choices, experiences that lead to a choice, perhaps as often happens, thanks to the lack of experience where the same choices become risky, out of place and often at odds with parents.

In his second book”” “What Little Enough”, Samuela always plays with the opposite of the common sayings, focusing the content told again on the choices and the search for our place in the world, personal growth, that growth that especially in young people it arises from an escape directed towards self-realization.

Voices of these feelings, in the last book, we find them in the same protagonists, in Sebastiano and Nada, two young people who embark on a project of life busted often stumbling into destiny.

Their personal affairs, their choices, apparently light, and their fragile feelings of young lovers are closely intertwined, in spite of themselves, to History with the capital s, that of September 11th that changed the face of the world and that it contributes, in this theatrical narrative, to put a premature point to the semi-revolutionary program of two unsatisfactory existences.

An almost prophetic book (today) in which Samuela personally describes that tumult of emotions and thoughts felt in the days when another uproar shook the world with the collapse of the Twin Towers, the attack on the West with its global fears.
Thoughts very similar to the current world history where evil is not manifested by a terrorist attack, but by an invisible enemy, the same enemy that Samuela as Anesthesiologist Doctor is facing on the front line today: the Covid-19!

I reflected a lot in the interview with Samuela, fears, anxieties and doubts often discovered with the experiences of life. A similarity made me think more precisely because of some of his passions such as the knowledge of wine and his profession as an anesthesiologist. Two seemingly distant realities but dense with a common flavor… sensations.

Drinking to get drunk inevitably leads to a slowdown of reflexes, of perceived, our brain enters a state different from daily rationality, from the lucidity that should characterize us in perceiving instead the taste, taste and harmony of a natural product: wine. Feelings often found before surgery with the drug-induced state that guarantee an anesthesia.

We enter a soporific but alert state, a kind of conscious anesthesia, the moment, the traits that precede surgery or that lighten the sensations of a taste, never as today we would all like to enter this mental loop to escape a reality that probably worries us terror, making us lose those rational reference points and increasing the youthful impulsiveness in making choices: the summary of his thesis.

THE AUTHOR

SAMUELA PIERUCCI, originally from a small Tuscan town, now lives in Sesto Fiorentino, and works as an anesthesiologist at careggi hospital. “Everything is connected” – from microstories to macrostory – is the creed at the origin of What Little Enough, his second novel. With Intrecci has already published Void to the brink.
PUBLISHING HOUSE

We were born in 2015, thanks to the will of Lucia Pasquini and her passion for publishing and literature. Our team is made up of people with decades of experience in this area. Our experience and comparison with other publishing realities led us to develop a new project, analyzing what we really did not like in the publishing world. That’s where we started.

We are a publisher with new ideas but above all with the desire to listen to what the authors and in particular the readers have to say, because by listening to them and involving them we will be able to grasp all the strength that a book can unleash.

More about the author:
https://www.facebook.com/samuela.pierucci

A special thanks to the Press Officer Dr. Francesca Ghezzani referred to the website:
http://www.francescaghezzani.it

 

Contributo dello Psicoterapeuta Dott. Davide Pagnoncelli

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karatebloginternational diffonde due utili contributi del Dott. Davide Pagnoncelli membro ANIOMRID Lombardia Provincia di Bergamo.

Nel contesto della nostra rete, approfittiamo del momento vissuto di forte criticità per qualche spazio alle letture.

Nei link sottostanti il contributo di un uomo già da noi intervistato per il suo libro e di cui oggi anche membro di ANIOMRID per la provincia di Bergamo.

http://www.familymagazine.it/notizia/orfani-del-noi-perche-dobbiamo-ritrovare-un-sentimento-sociale

https://www.notizienazionali.it/notizie/salute-e-alimentazione/24459/tecnologici-ma-dipendenti-ce-lo-spiega-lo-psicologo-e-psicoterapeuta-dott-davide-pagnoncelli

è possibile approfondire ulteriori notizie del dott. Pagnoncelli sulla sua pagina Facebook personale:

https://www.facebook.com/davide.pagnoncelli.140

Grazie alla Dott. ssa Francesca Ghezzani owner iniziale di questa conoscenza

http://www.francescaghezzani.it

 

 

Una donna con due ombre. Intervista a Rita Guardascione

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Rita Guardascione nasce a Monte di Procida, in provincia di Napoli, nel 1964. Diplomata, insegna prima nella scuola elementare, poi si dedica al commercio. Ama il teatro e le favole, rappresentando la sua passione con la pièce Una condizione assolutamente privata (teatro Leopardi 1994) (Castello aragonese di Baia1996) (Benevento città spettacolo rassegna 1997).

Pubblica Il lago rapito (Homoscrivens, 2003), la filastrocca La particella Universale (2005) e nel 2006 vince il concorso internazionale “Una poesia per l’Alzheimer” con il racconto L’assenza. Nel 2017 pubblica il romanzo Donna con due ombre edito da Homoscrivens, oggetto della nostra intervista.

Una trama coinvolgente suggerita in parte dal titolo del libro. Una donna con una doppia vita ma caratterizzata dalla stessa personalità mai inquinata o condizionata nel suo agire quotidiano. Un percorso narrativo dicotomico della protagonista compone l’ossatura del romanzo sin dall’inizio costituendo la centralità stessa dell’opera, caratteristiche della personalità di una donna rendendole componenti principali della sua stessa esistenza, plasmando il suo stesso essere tra il desiderio di diventare un’eccellente Psicoanalista ed una determinata killer, spinta negli atti illegali da nobili motivazioni e sempre con assoluta fermezza nonché lucidità di azione.

Sebbene l’opera di Rita è ovviamente il frutto della sua inventiva fantasiosa, l’autrice ci tiene ad evidenziare quanto si sia documentata con rigore scientifico da specialisti del settore che hanno contribuito nel supportare il delineamento del profilo psicologico della protagonista. Un racconto strutturato in uno scenario composto da luoghi tutti reali, conosciuti e vissuti.

Dettagliati pensieri tesi ad elogiare una terra amata che tuttavia nel corso degli anni è stata abusata e macchiata da azioni di forte impatto sociale nell’ottica della delinquenza, dell’incuria e dell’abbandono. Una terra, come sostiene lei stessa, che grazie alle nuove generazioni ora, sta via via cambiando aspetto, con un’ottimistica direzione di rinascita socio culturale ed ambientale. Una terra che lei ama profondamente e non si ritrae nell’ esaltare, enfatizzando, la sua bellezza!

Ulteriori info sull’autrice:

https://www.facebook.com/GuardascioneRita/

Un ringraziamento particolare all’Addetta Stampa Dott. ssa Francesca Ghezzani di cui al sito:

http://www.francescaghezzani.it

 

 

“Cambia la comunicazione ma la domanda è sempre la stessa…” (di Federica Cairoli) – The communication changes, but the question is always the same…” (by Federica Cairoli)

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Si, la comunicazione è cambiata, i Social hanno cambiato il modo in cui ci relazioniamo.
No, non è l’ennesimo artico su “si stava meglio quando si stava peggio”, “una volta sì che i giovani sapevano come comunicare, oggi tutti con questi cellulari in mano e neanche si guardano negli occhi…”.

No, non amo le analisi sociali superficiali e generalizzanti.

Con un messaggio whatsapp si può scrivere un vissuto che può essere poesia per chi lo legge, chi è lontano può ascoltare la voce di una persona che ama grazie ad un “vocale”.
Certo, si può anche trasmettere odio con un messaggio, ma questo si è sempre fatto, anche scrivendo sui muri o mandando una lettera.

Quando andavo al Liceo (Artistico), qualche decina d’anni fa, si cambiava aula ogni materia, era usuale scrivere sui banchi, disegnare, creazioni artistiche ma anche epiteti. Amavo un ragazzo di un’altra sezione, sapevo che l’ora successiva sarebbe entrato nella mia aula, scrivevo sui banchi messaggi d’amore, (firmandomi masochisticamente) regolarmente le risposte ai miei messaggi erano una raffica d’insulti. Ed io piangevo ma continuavo imperterrita ad esternare il mio amore.

Non vi rivelerò se le mie ostinate esternazioni diedero dei frutti.

I banchi erano lo schermo del cellulare. Stessa cosa, solo più tangibile e meno virtuale.

Le canzoni le dedicavamo dalla radio anziché inviare un link.

Ma si amava, odiava, ci si arrabbiava esattamente come oggi.

Qualcosa di differente forse c’è però, e lo dico da persona che ha vissuto l’adolescenza e giovinezza pre-social, e l’età “adulta” Social.

Sempre parlando di whatsapp, ma pensando anche a facebook, ( purtroppo non sono affatto pratica di altri social network e sono rimasta un po’ quella che scrive sul banco) sono nate modalità e processi mentali che probabilmente si manifestavano in altro modo, ma non riesco ad individuare quale.

Come facevamo a “bloccare” una persona (come si “usa” fare su whatsapp) per rendere evidente ed immediato il fatto di voler chiudere una relazione? Di qualunque fosse la natura della relazione e indipendentemente dalla convinzione reale di voler “chiudere”.
Come facevamo a mettere sullo “stato” frasi per colpire o ferire una persona in particolare (che oggi legge tutta la rubrica, compreso il fruttivendolo che ci porta la frutta a domicilio ed il Medico di base)?

O a mettere foto dove siamo tutti bellissimi ed in forma, anche se poco realistiche.
Come facevamo a cambiare la foto profilo mettendo quella con il nuovo fidanzato in modo che l’ex vedesse che ci eravamo già consolati?

Come facevamo a “postare” un’idea, un messaggio, con la convinzione che tutti siano interessati a ciò che pensiamo, magari influenzati dallo stato d’animo del momento e senza avere il tempo di riflettere, dichiarando pubblicamente amori eterni, o grandi conflitti, che forse non lo sono affatto?

Come facevamo a far sapere all’amica invidiosa che eravamo alle Maldive e ci stavamo divertendo un casino? Si, mandavamo la cartolina che arrivava dopo un mese, quando avevamo già fatto pace con l’amica o l’avevamo persa definitivamente. ( e non la si poteva sbloccare o ricontattare su facebook).

Forse la vera differenza è il tempo. I mezzi di una volta non ci permettevano di esternare le nostre emozioni ed i nostri vissuti in tempo “reale”, dovevamo attendere, aspettare.
I meme erano le barzellette sulla Settimana Enigmstica di mia nonna.

Ma con ciò non voglio passare il messaggio che era meglio prima., non sono ancora così vecchia per farlo e probabilmente neanche da anziana lo farò perché non mi appartiene.
Forse non sono nati amori che oggi sarebbero nati grazie ad un messaggio su whatsapp. Forse aiuta l’ autostima avere consensi per una nostra bella foto.

Forse esternare a caldo le emozioni ci rende più immediati ed istintivi.

Forse ci aiuta e c’è un fondo di verità che “bloccando” una relazione in modo “evidente” si elaborerà più in fretta la sofferenza di una fine.

L’importante è essere pronti ad affrontare il rovescio della medaglia, il dissenso, la critica (non sempre costruttiva), le banalità, le volgarità, i luoghi comuni, tutti sentimenti che appartengono all’essere umano da sempre.

Cambiano i processi mentali, l’utilizzo dell’immagine, l’importanza del gruppo, le modalità di comunicazione, ma i SENTIMENTI, le EMOZIONI belle e brutte che siano, ci appartengono da sempre e, per fortuna, non cambiano e non cambieranno.

In tutti noi c’è un po’ di “coloro che scrivono sul banco”, anche nelle generazioni più recenti.

Non sarà un banco ma un tatuaggio o un segno sulla pelle, un graffito su un muro, un messaggio da uno schermo, sempre e da sempre alla ricerca di chi ci risponda, e sarà, come sempre e da sempre il senso, il garbo ed il contenuto della risposta a fare la differenza, non la modalità né la domanda, che è sempre una: domanda d’amore.

Yes, communication has changed, social media has changed the way we relate.
No, it is not yet another Arctic on “it was better when it was worse”, “once young people knew how to communicate, today everyone with these cell phones in hand and not even look into the eyes…”.

No, I don’t like superficial and generalizing social analysis.
With a whatsapp message you can write a life that can be poetry for those who read it, those who are far away can hear the voice of a person who loves thanks to a “voice”.
Of course, you can also convey hate with a message, but this has always been done, even writing on walls or sending a letter.

When I went to the High School (Artistic), a few decades ago, we changed every subject, it was usual to write on desks, draw, artistic creations but also epithets. I loved a guy from another section, I knew that the next hour he would come into my classroom, I would write messages of love on the desks, (signing me masochistically) regularly the responses to my messages were a barrage of insults. And I was crying but I kept undaunted to express my love.

I will not tell you if my stubborn remarks paid off.

The desks were the cell phone screen. Same thing, only more tangible and less virtual.

We dedicated the songs to the radio instead of sending a link.

But he loved himself, he hated, he got angry just like he is today.

Something different maybe there though, and I say this as a person who lived through pre-social adolescence and youth, and “adult” social.

Always talking about whatsapp, but also thinking about facebook, (unfortunately I’m not at all practical of other social networks and I’m a bit the one who writes on the counter) were born modalities and mental processes that probably manifested themselves in other way, but I can not identify which one.

How did we “block” a person (how do you “use” it on whatsapp) to make it obvious and immediate that you want to close a relationship? Whatever the nature of the relationship and regardless of the real belief that you want to “close”.

How did we put on the “state” phrases to hit or hurt a particular person (who today reads the entire address book, including the greengrocer who brings us the fruit home and the GP)?

Or to put photos where we are all beautiful and fit, even if unrealistic.

How did we change the profile picture by putting the one with the new boyfriend so that the ex would see that we had already consoled each other?

How did we “post” an idea, a message, with the belief that everyone is interested in what we think, perhaps influenced by the mood of the moment and without having time to reflect, publicly declaring eternal loves, or great conflicts, that maybe they’re not at all?
How did we let our envious friend know we were in the Maldives and we were having a blast? yes, we sent the postcard that came after a month, when we had already made peace with the friend or lost it for good. (and you couldn’t unlock it or contact it on facebook).

Maybe the real difference is time. The means of the past did not allow us to externally express our emotions and our experiences in “real” time, we had to wait, wait.
The memes were the jokes about my grandmother’s Riddle Week.

But with that I don’t want to pass the message that it was better before., I’m not that old yet to do it and probably not even as an old woman I will because it doesn’t belong to me.
Perhaps no loves were born that today would have been born thanks to a message on whatsapp. Maybe it helps the self-esteem to have acclaim for our beautiful photo.

Maybe expressing emotions warmly makes us more immediate and instinctive.

Perhaps it helps us and there is a bottom of truth that “blocking” a relationship in an “obvious” way will process more quickly the suffering of an end.

The important thing is to be ready to face the downside, dissent, criticism (not always constructive), banality, vulgarities, clichés, all feelings that belong to the human being forever.

The mental processes, the use of the image, the importance of the group, the ways of communication change, but the SENTIMENTI, the good and ugly EMOTIONs that are, have always belonged to us and, fortunately, do not change and will not change.
In all of us there is a bit of “those who write on the bench”, even in the most recent generations.

It will not be a bench but a tattoo or a mark on the skin, a graffiti on a wall, a message from a screen, always and always looking for who answers us, and it will be, as always and always the meaning, the grace and the content of the answer to make the difference , not the mode nor the question, which is always a question of love.

L’enigma vitale di Davide Buzzi. Un cruciverba di qualitativa bellezza narrativa

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Raccontare Davide non è per nulla facile. Un ostacolo brillante, piacevole che nel mio percorso di vita è stato capace di farmi riflettere, azzerare il tutto e superarlo assorbendo le sue caratteristiche. Nel parlare con lui, mi è venuto in mente un videogioco anni ’80, si chiamava Snake! Un serpentello costretto a strisciare sempre più velocemente in un labirinto, mentre ad ogni pallina di cibo ingerita si allungava sempre di più, compromettendo i movimenti e rischiando di mordersi la coda nelle insidie strutturali del dedalo stesso…

Davide è un pezzo di vita che mi mancava, una forza pura, giunta da “oltre confine”, offerta semplicemente e solarmente per raccontare se stesso nelle opere discografiche e letterarie che produce.

Cantautore svizzero, musicista, lontano parente di Fiorenzo Magni, storico campione del ciclismo internazionale. Fotografo già dagli anni ’90  con un’esperienza nel  Corpo delle guardie di Confine (la nostra Guardia di Finanza) una similitudine giuridica italiana con la Polizia Giudiziaria.

Il suo spirito libero e per certi versi ribelle, lo accompagna nel ’98 nel settore assicurativo per poi approdare al marketing, ma la sua vera indole è l’arte per la musica e la composizione dei testi. Grazie a queste qualità, vola per tutta Europa incidendo dischi.

Svizzero di nascita con qualche radice italiana, vive in una valle adiacente a Bellinzona, forse la stessa che lo ha ispirato rendendolo così sensibile ed intelligente nei suoi contenuti, nei suoi progetti.

La passione per la scrittura lo conduce successivamente a fare il giornalista, la spinta per la scrittura, la forte esigenza di voler dire qualcosa al mondo, generata da fatti strettamente personali lo proietta nel mondo della vera conoscenza con se stessi.

Continua a scrivere anche in un periodo tormentato della sua vita, dapprima con qualche problema familiare di natura affettiva e successivamente con la conoscenza della malattia, del dolore e di tutte le terapie messe in atto nel tempo, per la risoluzione della stessa.

Nei suoi scritti spreme con forza il suo tormento privato, interiore, consentendo di sbriciolare tutte le negatività ed infatti l’aura positiva che lo illumina è riuscita a colpire anche il sottoscritto durante l’intervista.

Mi ha fornito talmente tanto materiale morale e di profondi contenuti mediatici che gli spunti di riflessione e la nuova linfa vitale per le motivazioni che accompagnano il mio agire quotidiano, si sono resi subito fruibili.

Non solo l’approccio da uomo positivo con le vicissitudini forti e sconvolgenti della vita, ha consentito a Davide di esternare in modo coinvolgente le sue opere (libri, dischi, pensieri incisi in essi) ma in parallelo ha ricevuto un altro canale di supporto manifestato da una conoscenza quasi per caso con l’Avvocato Giovanni Martinez, difensore di Bernardo Provenzano. Forse un regalo ricevuto dall’alto per premiare le sue progettualità!

Grazie a questa conoscenza avvenuta, come spesso accade nei bei progetti, per caso, riceve un forte stimolo nell’inquadrare il suo libro, nel dargli forma e contenuti, confezionando il tutto con quello che in ambito giornalistico/editoriale viene definito Spoof.

Un incontro casuale durante il festival di Sanremo a cui era stato invitato come giornalista. Nel suo cammino, conosce l’Avv. Giovanni Martines già difensore di Bernardo Provenzano nel processo per l’omicidio del giornalista Mario Francese.

In quell’occasione i due si parlano, emerge la bellezza di una storia da raccontare tra l’impulso narrativo di Davide ed i consigli tecnici giuridici di Giovanni. Prende corpo l’inizio del libro ed una sorta di format immaginario offerto da Giovanni, nel favorire Davide alla composizione strutturale della sua opera tanto da renderla vera nella sua falsità e provocatoriamente falsa nella sua verità dove pure le fonti, oggettivamente attendibili, rimangono intrise del mistero dovuto alla ricerca.

Davide mi racconta il suo libro, un libro che già dalla prima di copertina lascia spiazzato il neofita lettore… “Antonio Scalonesi, si inizia a leggere, poi il titolo, poi la firma dell’autore”. Per i pochi attenti, attimi di dubbio nell’incomprensione tra il chi scrive e il chi è l’autore e qui, nasce la prima originale veste del racconto: una biografia di un personaggio inesistente che utilizza l’autore per confidare la sua storia…

Davide ci tiene molto nel coinvolgere i lettori in un percorso di sviluppo meditativo verso la ricerca del nero più profondo delle anime che caratterizzano spesso ognuno di noi.

Un interrogativo perenne dell’essere umano nel vedere quello spartiacque personale tirato da una cordicella sui modi e comportamenti che adottiamo nel corso della nostra esistenza. Sempre leciti? Sempre giusti? Rabbia? Rancori? Gestione del dolore, dello stress, adeguamento al vivere comune? Conformismo standardizzato?

Davide con questo testo effettua una ricerca psicopedagogica forte e abissale dell’essere umano ipoteticamente capace di uccidere, di sfogare i suoi istinti in qualsiasi periodo temporale dell’esistenza, ritornando come in questo caso ad assumere una posizione neutra e normale rispetto alla comunità, tanto da risultare difficilmente indagabile.

Un viaggio fantastico quello di Antonio Scalonesi, attuale, democratico, imprevedibile, un viaggio che fa zampillare problematiche già in essere nella nostra società e a tal proposito Davide, mi invita nel riflettere sul fenomeno del Bullismo e del Cyberbullismo, sulle vittime che queste “piattaforme insane” mietono ogni anno.

Sulle ripercussioni ipotetiche che potrebbero gravare nel comportamento di chi le ha vissute, modificando gli stessi nell’aspetto criminale programmando… nuovi Antonio Scalonesi.

Mi congedo da Davide con la promessa di vederci, trovarci magari insieme alla sua Addetta Stampa la Dott. ssa Francesca Ghezzani che come al solito ci foraggia di personaggi fantastici con i quali approfondire la vita e non solo la loro arte.

Di seguito alcune note dell’Autore

Davide Buzzi nasce il 31 dicembre 1968 ad Acquarossa (Svizzera). Cantautore e autore, inizia la sua carriera artistica nel 1982 accanto a Giampiero Albertini e Franco Diogene nel film in “L’oro nel camino”. Nel 1993 pubblica il suo primo cd, “Da grande”, cui seguiranno “Il Diavolo Rosso: Romaneschi” (1998), “Perdo pezzi” (2006), “Non ascoltare in caso d’incendio” (2017) e, nei prossimi mesi, “Radiazioni sonore artificiali non coerenti”.

Nel 2013 pubblica il suo primo libro di racconti dal titolo “Il mio nome è Leponte… Johnny Leponte” e nel 2017 il racconto breve “La Multa”.

Negli anni ottiene importanti riconoscimenti internazionali quali la “Targa Città di Milano” (1997), il “Premio Città San Bonifacio” a Verona (2000) e il “Premio Myrta Gabardi” a Sanremo (2002).

Nel 2012 ottiene due nomination agli ISMA Award di Milwakee (USA) per la canzone “The She Wolf”.

Nel 2013 ottiene una nomination i NAMMY Award di Niagara Falls (USA) per la canzone “The She Wolf”.

Fotografo di formazione, è attivo anche nel campo del giornalismo come membro di redazione del mensile “Voce di Blenio” e, da diversi anni, come inviato speciale di Radio Fiume Ticino al Festival di Sanremo.

La casa editrice

96, Rue de-La-Fontaine Edizioni è una casa editrice che si inserisce nel complesso panorama editoriale italiano con coraggio e decisione. Valuta opere letterarie che rientrino nell’ottica di un lavoro di qualità sia dal punto di vista dei contenuti, che della forma, senza chiedere la tassa di lettura.

Effettua, una volta stipulato il contratto di edizione, la correzione bozze, la realizzazione dell’impaginato e della copertina. Investe sull’opera, crede in un progetto e lo porta avanti soltanto se, insieme all’aspetto qualitativo del testo, sente esserci collaborazione e fiducia da parte dell’autore. Pubblicare un libro non è come andare dal tipografo, pagare e ritirare il libro stampato. Pubblicare un libro è un processo lungo e ricco di difficoltà che richiede grandi competenze da parte dell’editore e dello staff della casa editrice, e una relazione di qualità tra l’autore e l’editore.

Twitter: Davide1268

https://youtu.be/9pZ9AmN7ojk

http://www.myspace.com/davidbuzzi

http://dischitalia.it/

https://www.facebool.com/davide.buzzi1

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https://www.facebook.com/dischitalia.it

http://www.francescaghezzani.it

 

 

 

 

United Against Violence Against Women – Friday 17 April 2020 at 21:00 – Uniti Contro la Violenza sulle Donne – Venerdì 17 Aprile 2020 ore 21:00

On April 17, 2020, from 9:00 pm, a “United Against Violence Against Women” themed meeting will be held. The event was organized in the Council Chamber of the Municipality of Curtatone (MN) in Piazza Corte Spagnola, 3.

FIEFS and ANIOMRID are pleased to grant sponsoring support to free initiatives for sharing specific objectives and purposes on the topics covered. In the poster all the organizational info.

Il prossimo 17 aprile 2020 dalle ore 21:00 sarà svolto un incontro a tema “Uniti Contro la Violenza sulle Donne”. L’evento è stato organizzato presso l’Aula Consiliare del Comune di Curtatone (MN) in Piazza Corte Spagnola, 3.

FIEFS ed ANIOMRID  sono liete di concedere il supporto patrocinante alle iniziative gratuite per condivisione degli obiettivi e delle finalità specifiche sulle tematiche trattate. Nella locandina tutte le info organizzative.

 

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Presentazione libro della Dott. ssa Raffaella Bertoglio – Domenica 8 Marzo 2020 – Presentation of the book by Dr. ssa Raffaella Bertoglio – Sunday 8 March 2020

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Karatebloginternational nel corso dell’ultimo mese ha avuto modo di intervistare la Dott. ssa Raffaella Bertoglio, il solito contatto passato dalla Dott. ssa Francesca Ghezzani con la quale collaboriamo ormai da tempo.

Una ricerca di talenti, di sensazioni, di sapori letterari evaporati tra le pieghe di coraggiosi scrittori che credono nelle bellezze sensoriali di un libro. Raffaella sarà con noi il prossimo 8 Marzo 2020 dalle ore 16:30 presso il Caffè Letterario PrimoPiano in via Cesare Beccaria 10, a Brescia.

Raffaella affiderà i concetti, desiderosi di esplodere dal suo racconto, alla Vecchia che caramellava le mele e li affiderà tessendo una trama apparentemente non facile da comprendere, una sfida in più nella lettura di questo testo intriso di Razionalità scientifica e Spiritualità mentale.

Quando la Chiave di Volta di ogni fenomeno vivente volge lo sguardo all’attendibilità scientifica condotta nella ricercatezza del nostro essere, Scienza ed Anima si fondono alla perfezione permettendo probabilmente di sorreggere quell’architrave della nostra esistenza che forma il senso della vita.

Una tesi che pone al centro le figure femminili non a caso protagoniste assolute della giornata di presentazione: 8 Marzo!

Abbiamo voluto condividere il progetto editoriale della Dott. ssa Raffaella Bertoglio fornendo i nostri patrocini tipici ed indirizzati, ciascuno per le proprie aree di applicazione ma con un attenzione particolare all’uomo ed alla donna.

Buona lettura!

Over the past month, Karatebloginternational has had the opportunity to interview Dr. ssa Raffaella Bertoglio, the usual contact passed by Dr. ssa Francesca Ghezzani with whom we have been collaborating for some time.

A search for talents, sensations, literary flavors evaporated between the folds of courageous writers who believe in the sensory beauty of a book. Raffaella will be with us on March 8, 2020 from 16:30 at the PrimoPiano Literary Cafe in via Cesare Beccaria 10, in Brescia.

Raffaella will entrust the concepts, eager to explode from her story, to the old woman who caramelized apples and will entrust them by weaving a plot apparently not easy to understand, an additional challenge in reading this text imbued with scientific rationality and mental spirituality.

When the Keystone of every living phenomenon turns its gaze to the scientific reliability conducted in the refinement of our being, Science and Soul merge perfectly, probably allowing to support that architrave of our existence that forms the meaning of life.

A thesis that focuses on female figures not by chance absolute protagonists of the presentation day: March 8!

We wanted to share the editorial project of Dr. ssa Raffaella Bertoglio by providing our typical and addressed sponsors, each for its own areas of application but with particular attention to men and women.

Enjoy the reading!

MEETING WITH THE ALFA COMMANDER – INCONTRO CON IL COMANDANTE ALFA

 

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MEETING WITH THE ALFA COMMANDER

The Municipality of Concesio (BS) in collaboration with the Historical Outline Association and the Comprehensive Institute organized for the next 17 March 2020 at 20:30 the meeting with the Commander Alfa founding member of the GIS (Special intervention group of the Carabinieri weapon).

I welcome the invitation from the municipal representatives and from the protagonist of the evening, to be able to represent with my participation three organizations that have sponsored the initiative and in this case represent the synthesis of a precious resource in the fight against organized crime in as an invisible but active servant of our state.
Care in maintaining physical and mental well-being with the FIEFS (Italian Federation of Physical and Sports Educators – Honored by CONI).

Enhancement of men and their exceptional work with ANIOMRID (National Association of the Order of Merit of the Italian Republic and Decorates.
Fight against Bullying, Cyberbullying and violence of all kinds for the National Center Against Bullying – Bulli Stop.

Realities humbly represented by me for Northern Italy for which I can confirm regardless of participation as a physical sign of closeness and sharing of ideals towards this precious man and an integral example for all of us.

Among the many activities of the Alpha Commander we mention his books, a chronicle of a long operational and active life path and his full-bodied curriculum where they appear:

• A Mauritian Medal of Merit of ten years of military career;
• An Afghan Loya Jirga Medal presented by President Hamid Karzai for Operation Corona;
• A Memorial Cross for International Relief Activities in Iraq;
• A Memorial Cross for Peacekeeping in Afghanistan.

As well as receiving military praise for its various missions, including:

• Kabul (Afghanistan)
• IFOR Mission and SFOR Mostar Mission (Bosnia and Herzegovina)
• Ancient Babylon Mission Nassiriya (Iraq)
• NTM mission – I Baghdad (Iraq).

With numerous institutional awards:

• Knight of the Military Order of Italy (the highest Italian military honor)
• Golden Cross for the merit of the Carabinieri weapon
• Commander of the Order of Merit of the Italian Republic
• Officer of the Order of Merit of the Italian Republic
• Knight of the Order of Merit of the Italian Republic

Prof. Pippo Cindolo President and Prof. ssa Olga Cicognani respectively the first National President of FIEFS and the second Commissioner Pro Tempore Lombardia, Prof. ssa Giovanna Pini President of the National Center Against Bullying – Bulli Stop and the President ANIOMRID Dr. Francesco Frazzetta took over as well as authorizing the sponsorships granted, to bring through my participation direct greetings to the Alpha Commander.

Thanking the Municipality of Concesio (BS) we inform our contacts that the presentation of the book will be carried out at the Lino Monchieri di Concesio Auditorium in the Sant’Andrea location – Middle Schools Via Camerate, 5 from 20:30, as specified above the next 17 March 2020. Free admission.

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Il Comune di Concesio (BS) in collaborazione con Associazione Cenni Storici e l’Istituto Comprensivo ha organizzato per il prossimo 17 Marzo 2020 alle ore 20:30 l’incontro con il Comandante Alfa membro fondatore del GIS (Gruppo d’intervento speciale dell’Arma dei Carabinieri).

Accolgo l’invito da parte dellle rappresentanze Comunali e dello stesso Protagonista della serata, nel poter rappresentare con la mia partecipazione tre organizzazioni che hanno concesso il patrocinio all’iniziativa ed in questo caso rappresentanti la sintesi di una risorsa preziosa nella lotta alla criminalità organizzata in qualità di servitore invisibile ma attivo del nostro Stato.

Cura nel mantenimento del benessere fisico e mentale con la FIEFS (Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI).
Valorizzazione degli uomini e del loro operato eccezionale con l’ANIOMRID (Associazione Nazionale Insigniti Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Decorati.
Lotta al Bullismo, Cyberbullismo e violenze di ogni genere per il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop.
Realtà da me umilmente rappresentate per il Nord Italia per le quali posso confermare a prescindere la partecipazione come segno fisico di vicinanza e condivisione di ideali verso quest’uomo prezioso e di esempio integerrimo per tutti noi.

Tra le tante attività del Comandante Alfa rammentiamo i suoi libri, cronaca di un lungo percorso operativo e di vita attiva e del suo corposissimo curriculum dove compaiono:

• Una Medaglia Mauriziana al Merito di dieci lustri di carriera militare;
• Una Medaglia Afghana Loya Jirga consegnata dal presidente Hamid Karzai per l’Operazione Corona;
• Una Croce Commemorativa per l’Attività di soccorso internazionale in Iraq;
• Una Croce Commemorativa per il Mantenimento della pace in Afghanistan.
Nonchè ha ricevuto elogi militari per le sue varie missioni, tra cui:
• Kabul (Afghanistan)
• Missione IFOR e Missione SFOR Mostar (Bosnia Erzegovina)
• Missione Antica Babilonia Nassiriya (Iraq)
• Missione NTM – I Baghdad (Iraq).

Con Numerosi riconoscimenti istituzionali:

• Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (la più alta onorificenza militare italiana)
• Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri
• Commendatore dell’ Ordine al Merito della Repubblica italiana
• Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana
• Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana

Il Prof. Pippo Cindolo Presidente e la Prof. ssa Olga Cicognani rispettivamente il primo Presidente Nazionale FIEFS e la seconda Commissaria Pro Tempore Lombardia, la Prof. ssa Giovanna Pini Presidente del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop ed il Presidente ANIOMRID Dott. Francesco Frazzetta si sono fatti carico oltre che di autorizzare i patrocini concessi, di portare tramite la mia partecipazione i saluti diretti al Comandante Alfa.

Ringraziando il Comune di Concesio (BS) informiamo i nostri contatti che la presentazione del libro sarà effettuata presso l’Auditorium Lino Monchieri di Concesio località Sant’Andrea – Scuole Medie Via Camerate, 5 dalle ore 20:30, come sopra specificato il prossimo 17 Marzo 2020. Ingresso Libero.

Donne al centro. Cos’è la Difesa Personale femminile? Analisi di un contesto! – Women in the middle. What is Women’s Personal Defense? Analyzing a context!

 

 

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Appuntamento a Flero (BS), perdere qualche ora per guadagnare in consapevolezza.

Analisi sulla Difesa Personale Femminile, quando è efficace e come praticarla.

Di fronte a tanti venditori di fumo un focus sull’importanza delle agenzie educative che fanno veramente la differenza.

Evento Patrocinato da FIEFS, Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop ed ANIOMRID.

Appointment in Flero (BS), lose a few hours to gain awareness.

Analysis on Female Personal Defense, when it is effective and how to practice it.
In front of so many smoke sellers a focus on the importance of educational agencies that really make a difference.

Event Sponsored by FIEFS, National Center Against Bullying – Bulli Stop and ANIOMRID.

 

Stage con il Maestro Nando Balzarro – Internship with Master Nando Balzarro

Il prossimo 16 Febbraio 2020 come da indicazioni in locandina allegata, sarà effettuato uno stage di karate Shotokan con il Maestro Ferdinando Balzarro. L’iniziativa è aperta a tutti i praticanti di karate dalla cintura marrone in su.

L’argomento dello stage sarà ,o studio del kata Chinte.

Per info e prenotazioni seguire le indicazioni nell’immagine riportata.

Noi di karatebloginternational riceviamo e diffondiamo notizie

On February 16, 2020, as indicated by the poster attached, an internship of Shotokan karate will be carried out with Master Ferdinando Balzarro. The initiative is open to all karate practitioners from the brown belt up.

The topic of the internship will be, or study of the Chinte kata.

For info and reservations, follow the directions in the image below.

We at karatebloginternational receive and spread news

 

 

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Gestire il primo soccorso tra il coraggio e la paura facendolo col Cuore! – Manage the first aid between courage and fear by doing it with the Heart!

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Nella giornata di ieri si è svolto presso il locale Centro Sportivo di Castenedolo sede anche della Yoshitaka Karate Club Castenedolo una bellissima iniziativa organizzata dal Gruppo Divulgatori della Croce Bianca di Brescia, organizzazione con più di 130 anni di storia.

Non si finisce mai di imparare nemmeno da adulti ma soprattutto è bene evidenziare quanto il nostro amato Paese, l’Italia, vive sulla manodopera di centinaia di migliaia di volontari che si adoperano quotidianamente nello sport, nel sociale, nella politica, nel sanitario, ecc.

In questa occasione abbiamo conosciuto una coppia che a seguito di un trauma violento, la perdita dei loro due figli giovanissimi, hanno reso la loro vita straordinaria seguendo eventi sportivi e non con l’Associazione Fallo col Cuore Paolo Quaini e Erica Mabellini, impegnandosi nella raccolta fondi per distribuire Defibrillatori ad altre associazioni. Paolo, visibilmente commosso e senza parole a stento è riuscito nel descrivere l’impegno che li ha accompagnati nel corso di questi anni nel donare 13/14 defibrillatori.

Un corso atipico che grazie alla volontà del Maestro Giorgio Capuccini e di sua figlia Chiara, Istruttore presso la Croce Bianca di Brescia, mi ha coinvolto con una docenza relativamente agli aspetti psicopedagogici volti ad informare i presenti sulle particolarità che caratterizzano tutti noi nell’ambito della paura e del coraggio.

Il corso totalmente gratuito ha ricevuto il patrocinio oltre che del Comune ospitante Castenedolo anche dell’ANIOMRID – Associazione Nazionale Insigniti all’ordine al merito della Repubblica Italiana e Decorati Presidente Dott. Francesco Frazzetta, del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop Presidente Prof. ssa Giovanna Pini, della FIEFS Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI Presidente Prof. Giuseppe Cindolo e dell’Albero Verde della Vita Dott. ssa Mariagrazia Mazzaraco.

L’iniziativa è stata la promotrice di altre forme collaborative volte a sensibilizzare la Provincia di Brescia nell’ambito dell’Educazione verso la persona.

Yesterday, a beautiful initiative organized by the Divulgatori Group of the White Cross of Brescia, an organization with more than 130 years of history, took place at the local Castenedolo Sports Centre, also home to the Yoshitaka Karate Club Castenedolo.
We never stop learning even as adults but above all it is good to highlight how our beloved country, Italy, lives on the workforce of hundreds of thousands of volunteers who work daily in sport, social, politics, health care, etc.

On this occasion we met a couple who, following a violent trauma, the loss of their two very young children, have made their lives extraordinary following sporting events and not with the Association Foul with the Heart Paolo Quaini and Erica Mabellini, committing to fundraising to distribute Defibrillators to other associations. Paul, visibly moved and speechless, barely managed to describe the commitment that has accompanied them during these years in donating 13/14 defibrillators.

An atypical course that thanks to the will of Maestro Giorgio Capuccini and his daughter Chiara, Instructor at the White Cross of Brescia, involved me with a teaching on the psychopedagogical aspects aimed at informing those present about the particularities that characterize all of us in the field of fear and courage.

The totally free course has received the patronage as well as of the host municipality Castenedolo also of the ANIOMRID – National Association Awarded to the order of merit of the Italian Republic and Decorated President Dr. Francesco Frazzetta, of the National Center Against Bullying – Bulli Stop President Prof. dr Giovanna Pini, of the FIEFS Federation Italian Physical and Sports Educators – Deserved by CONI President Prof. Giuseppe Cindolo and the Green Tree of Life Dr. Mariagrazia Mazzaraco.

The initiative was the promoter of other collaborative forms aimed at raising awareness of the Province of Brescia in the context of Education towards the person.

 

La mela stregata, in altre parole: l’epigenetica! Intervista alla Dott. ssa Raffaella Bertoglio – The haunted apple, in other words: epigenetics! Interview with Dr. Raffaella Bertoglio

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Da Romano non posso che ricordare, a due passi da Castel Sant’Angelo, un bar che aveva lanciato il gusto culinario della Mela Stregata. Una leccornia alimentare venduta di sovente in quelle che furono le bancarelle che affollavano Piazza Navona nelle particolari e fredde festività che fanno da contorno al Natale e si concludono con la Befana, tradizione tipicamente Romana.

La Mela Stregata era anche un dolce da passeggio, una mela Annurca rivestita da una glassa violacea che ne evidenziava il colore ed il gusto. Per me non amante dei dolci era comunque un simbolo che identificava Roma e le sue esoteriche realtà invisibili che caratterizzavano quel particolare quartiere storico tanto decantato da Dan Brown negli scritti successivi al ben più famoso Codice Da Vinci.

Passano gli anni e ti ritrovi catapultato in quelle quelle giornate dove comprendi come la realtà a volte è spesso frutto della fantasia, ma anche viceversa. Razionalità e sentimento, due parole che cozzano per molti ma non per tutti ed in particolare per chi, sensibile al benessere dell’individuo nella sua totalità di essere, ne fa un’estensione della sua professionalità medica e scientifica a vantaggio della salute globale.

Basta poi un aperitivo al bar con un amico e dopo un giorno di stand by per capire come redigere questa recensione e tutto si fa chiaro, s’illumina grazie alla Mela Stregata ma soprattutto grazie alla Dott. ssa Raffaella Bertoglio, professionista conosciuta nella giornata di ieri. Medico di Medicina Generale, Oftalmologo, Omotossicologo, ideatrice dell’Oftalmo-Omotossicologia, Tutor Tirocinio Esame di Stato Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Brescia, insomma, referenza importanti e certificati volte nel favorire la lettura di una favola in pura realtà.

Poche parole tecniche hanno contribuito in forma minore nel far scoperchiare una realtà diversa, parallela, ma sostanzialmente e rigorosamente fondata sulla sperimentazione scientifica, fondata, quella per capirci, sensibile alle prove, agli esperimenti, ai dati inconfutabili.

La Dott. ssa Bertoglio è un fiume in piena, una donna che prima di manifestare la sua professione di medico è capace di farti capire e far comprendere l’importanza di affidarsi a soluzioni alternative, ideatrice della oftalmo-omotossicologia ma non solo…

Si tratta di un metodo innovativo, che tiene in considerazione l’uomo nella sua totalità: le malattie oculistiche vengono studiate, analizzate e curate con una visione olistica dell’individuo, elaborando un’anamnesi accurata alla ricerca dell’elemento scatenante della patologia oculare, perché “un medico cosciente e consapevole sa, perfettamente, di non poter guarire, ma possiede la capacità di curare”.

Una terapia in supporto alle cure convenzionali delle patologie oculari, non sostitutiva e, riempie cioè quei vuoti sia di tempo che di farmaci per dare al paziente risposte scientificamente certe.

L’oftalmo-omotossicologia viene definita una metodica medica nell’area delle medicine alternative, basata sullo studio di presunti fattori tossici per l’uomo, detti anche omotossine, identificati come cause di tutte le malattie. Questo metodo ha l’obiettivo di liberare l’organismo dai fattori tossici attraverso la detossificazione e il drenaggio, pratica in cui si stimolano gli organi emuntori (reni, fegato, intestino, polmoni, pelle) per facilitare l’escrezione delle tossine.
Questa metodica fu ispirata dall’omotossicologia, che si sviluppò in Germania negli anni ‘30 grazie agli studi del medico omeopata Hans H. Reckeweg. Alla luce delle nuove conoscenze in campo biochimico e immunologico, Reckeweg reinterpretò le teorie hahnemanniane (Samuel Hahnemann fu un medico tedesco vissuto nella seconda metà del ‘700, fondatore di una medicina alternativa chiamata omeopatia), identificando nelle “omotossine” la causa principale di malattia. Nel 1936 fondò a Baden Baden la società Heel, che divenne un punto di riferimento importante dei nuovi sistemi di terapia biologica e dove furono studiati i primi farmaci antitossici compositi.

Le omotossine possono essere di origine endogena, derivanti dai rifiuti tossici del metabolismo, non drenati ed espulsi dagli organi emuntori (reni, fegato, intestino, polmoni, pelle) oppure esogene e comprendono batteri, virus, farmaci sintetici, additivi alimentari, coloranti, conservanti, insetticidi, pesticidi. Normalmente l’organismo lotta contro queste sostanze attivando i meccanismi di autoguarigione naturale, ma tutto dipende, secondo Reckeweg, dalla predisposizione costituzionale e dall’evoluzione diatesica, cioè la predisposizione, congenita o acquisita, che indica la capacità reattiva dell’organismo a determinati stimoli, sufficienti a scatenare reazioni anomale o malattie. Tutto ciò che è omotossico, viene neutralizzato, espulso, o depositato nel tessuto connettivo.

Dal 2007 Raffaella Bertoglio ha focalizzato l’attenzione soprattutto su problematiche retiniche, legate nello specifico alla Degenerazione Maculare Legata all’età (DMLE), malattia retinica che provoca un’alterazione e riduzione della funzionalità della zona centrale della retina (la macula) fino a una perdita della visione centrale, correlato più comunemente al processo d’invecchiamento dell’occhio, causato dalla morte delle cellule retiniche. Questa patologia è la prima causa di cecità nei Paesi di maggior benessere e la terza in assoluto. Si prevede che, nel 2020, circa 196 milioni di persone saranno colpite da DMLE, una cifra che è destinata a crescere con l’invecchiamento demografico mondiale.

Per questa patologia non esiste ancora “una terapia” ma solo molti approcci. Dopo molti anni di lavoro sul campo e tanto studio basato anche sull’anatomia, embriologia e fisiopatologia è nato un prodotto unico (con formula depositata e brevettata) per i disturbi del comparto coroide-retina. Questo rimedio sarà uno dei primi della categoria R.A.G.U.F. rimedi atti al Riequilibrio Armonico Generale Uniforme Facilitato.

La nuova metodologia ha portato ottimi risultati anche in altre patologie oculari: degenerazioni retiniche, sindrome dell’occhio secco, disturbo oculare, dovuto ad una ridotta produzione lacrimale (ipolacrimia), dovuto a eccessiva evaporazione lacrimale o ad un’alterata qualità e composizione lacrimale (dislacrimia). In Italia ne soffre il 25% della popolazione, in maggioranza femminile, dopo i 45 anni (50%) e in menopausa (90%). Per quanto riguarda la sindrome dell’occhio secco la terapia, che prevede la somministrazione di elementi omeopatici e 5/6 sedute con uno speciale apparecchio ha portato alla risoluzione del problema al 100%.

Per meglio comprendere la filosofia dell’oftalmo-omotossicologia è nata Runa Arte di Vivere, società deputata allo sviluppo, allo studio, alla diffusione della terapia, che si occupa di Ben-Essere a 360° e che sostiene, fermamente, che l’Uomo e non il Paziente sia al centro del suo disagio. Infatti nello studio si effettuano sedute di massoterapia medica, medicina estetica non invasiva, riequilibrio psico emozionale, terapia fisica vascolare, valutazione dietologica per affrontare la vita con una nuova consapevolezza e un nuovo corpo.

E’ impensabile sostenere gli scritti della Dott. ssa Bertoglio senza partecipare anche come visitatori nei suoi tanti corsi erogati, corsi che sono incentrati sull’Integrated Epigenetic of Happiness: Innovative Medicine, di fatto, una Medicina Innovativa.

Questo non perché sia “nuova” o “diversa” ma perché parte da un presupposto poco considerato: la sopravvivenza.

Il verbo sopravvivere deriva dal latino “supravivere”: “vivere sopra”… vivere sopra gli altri=vivere di più o più lungamente.

Ogni essere vivente deve “restare vivo”, deve “continuare a vivere”, deve “conservarsi”. Lo scopo della vita è la vita stessa.

Tutto quello che noi facciamo nella nostra giornata è finalizzato al nostro proseguire.
Per sopravvivere, tutti gli organismi hanno bisogno di rifornirsi con sostanze nutritive e di energia perché altrimenti non è possi-bile lo svolgimento dei processi metabolici. Ma dobbiamo anche essere in grado di espellere i prodotti di rifiuto.

Il mondo che circonda gli esseri viventi è, poi, un mondo pieno di insidie e da queste dobbiamo saperci difendere.

L’uomo e i mammiferi in generale hanno la necessità di confrontarsi con gli esseri viventi. Nasce, quindi, l’esigenza dell’ingaggio. Noi dobbiamo, ogni istante della nostra vita, con-frontarci. Ma chi ci sta di fronte come lo “posso conquistare?”, come posso fare a “sopravvivere contro o rispetto a lui?”.

Il nostro corpo mette, quindi, in atto tutta una serie di meccanismi deputati alla sopravvivenza.

L’uomo, a differenza degli altri animali, non riconosce la sua vita come “mera sopravvivenza” ma elabora una serie di schemi che considera liberi da “influenze”.

Il lavoro dell’IEH inizia proprio da lì e da lì ritorna.

Quando si parla di Epigenetica si parla di “stimoli ambientali” che condizionano l’insieme delle attività cellulari, quindi di tutti i possibili cambiamenti per farci adattare meglio alla vita, farci, appunto, sopravvivere.

Ma se parliamo di Epigenetica Integrata andiamo oltre. Imparia-mo i meccanismi che ci permettono di adattarci. Impariamo gli strumenti necessari per poterci adattare nel migliore modo possi-bile.

L’Integrated Epigenetic of Happiness riesce addirittura ad arrivare a modulare i meccanismi fisiologici che sottintendono alla “Felicità”.

Dobbiamo riprendere l’etimologia del termine per comprendere che non è un concetto astratto ma anzi una normale evoluzione dell’Epigenetica Integrata. Questo perché “essere felici” significa “produrre” “fare” “essere” “generare”. La sua radice sanscrita “BHU” infatti è “essere” “diventare” “essere in divenire”.

La ricerca di IEH ha portato all’utilizzo di quelle materie che permettono questa trasformazione.

Con IEH noi “sopravviviamo” trasformandoci grazie alla capacità di arrivare ad innescare il meccanismo della “felicità”.

In questo modo noi possiamo asserire che IEH riequilibra il corpo e lo riporta al suo normale stato di Salute pronto, quindi, ad affrontare la sua sopravvivenza.
Runamed organizza corsi IEH. Il corso si divide in quattro Moduli Formativi e un Incontro Esperenziale. Ogni modulo fornisce basi operative indipendenti.
Oltre ad approfondire l’Epigenetica e trasformarla in Integrated Epigenetic of Happiness tratteremo la neuromodulazione, la teo-ria poligale, il trattamento neuromodulante, la terapia fisica va-scolare, la terapia mitocondriale, la PNEIs, l’ipnosi in relazione alla nostra Persona. Grazie a pratiche quali i mura, la vicariazio-ne, la Spagiria e la Floriterapia ci renderemo conto di quanta im-portanza hanno per ottenere la Salute Globale riappropriandoci del Pensiero Occidentale.

La Teoria Polivagale si basa sulla conoscenza dei fondamenti neurofisiologici legati alle emozioni, alla nostra comunicazione, al riuscire ad autoregolarsi e neuromodularci. Basi, queste, utili ad imparare il Trattamento Neuromodulante esclusiva dei Corsi Runamed perché ideato, studiato e insegnato solo da noi. È un massaggio unico nel suo genere che lavora sia dal punto di vista fisico che energetico.

Conoscere la Terapia Fisica Vascolare, che per noi è la base fisica della Salute Globale, ci ha permesso di integrare lo studio sulla PNEI anche su base fisica tangibile e dimostrabile. Nei nostri corsi, infatti, noi parliamo di PNEIs.

Si scoprirà, poi, che l’Occhio non è solo guardare. L’OftalmOmotossicologia ci permetterà di Vedere e di curare patologie oculari in maniera innovativa.

La Cucina Medica ci aprirà le porte ad una nutriceutica applicabile con piacere alle patologie sistemiche più importanti.

La Teoria Mitocondriale ci permetterà di arrivare alla Consapevolezza di Chi siamo e delle nostre vere potenzialità per raggiungere l’Happiness del Nostro Percorso Formativo.

Nell’Incontro Esperenziale, della durata di due giorni, si “vivrà” nel Silenzio e nella consapevolezza di Esso. Un Incontro che dovrebbe essere “vissuto” da Tutti! Per questo motivo Runamed ha deciso che la partecipazione ad esso è indipendente dal Percorso Formativo. Imparare a Sentirsi è una esperienza che difficilmente verrà dimenticata.

Tra le tante interviste proposte dalla Dott. ssa Francesca Ghezzani raggiungibile dal sito

http://www.francescaghezzani.it

Quest’ultima verso il dialogo con la Dott. ssa Raffaella Bertoglio è stata tra le più illuminanti ed il suo libro ancora di più nell’essenza certosina di mettere in chiaro proprio il benessere dell’individuo nella sua totalità di persona.

Spesso le problematiche del quotidiano si risolvono con un’accurata facoltà nell’essere curiosi, una facoltà che dovrebbe spingere ogni individuo nel comprendere il mondo circostante visto il più delle volte ma osservato poco. E’ proprio nell’osservazione visiva che a volte tralasciamo dettagli importanti utili per il nostro vivere bene

Da parte mia ritengo opportuna questa lettura poiché espressione di codici non spesso decifrabili per apatia e coercizione linguistica, elementi contro producenti nella lettura della vita.

E’ possibile comprendere di più dalla pagina Facebook

https://www.facebook.com/raffaellabertoglio?fref=profile_friend_list&hc_location=friends_tab

Ringrazio la Dott. ssa Raffaella Bertoglio per un pezzo di vita non ancora conosciuto nella mia esperienza terrena.

At Romano I can only remember, a short walk from Castel Sant’Angelo, a bar that had launched the culinary taste of the Witch Apple. A food delicacy often sold in what were the stalls that crowded Piazza Navona in the particular and cold holidays that serve as a side dish to Christmas and end with the Befana, a typical Roman tradition.
The Haunted Apple was also a walking cake, an Annurca apple covered with a purple icing that highlighted its color and taste. For me, not a lover of sweets was, however, a symbol that identified Rome and its esoteric invisible realities that characterized that particular historical district so much praised by Dan Brown in the writings following the much more famous Da Vinci Code.
Years pass and you find yourself catapulted into those days where you understand how reality is sometimes the result of fantasy, but also vice versa. Rationality and feeling, two words that are difficult for many but not for everyone and especially for those who, sensitive to the well-being of the individual in its entirety, makes it an extension of its medical and scientific professionalism for the benefit of global health .
Just an aperitif at the bar with a friend and after a day of stand by to figure out how to write this review and everything becomes clear, it lights up thanks to the Haunted Apple but above all thanks to Dr. Raffaella Bertoglio, professional known in the day yesterday. Doctor of General Medicine, Ophthalmologist, Homotoxicologist, creator of Ophthalmology-Homotoxicology, Tutor Internship State Examination Medicine and Surgery University of Brescia, in short, important and certified references aimed at promoting the reading of a fairy tale in pure reality.

A few technical words have contributed in a lesser way in uncovering a different reality, parallel, but essentially and strictly based on scientific experimentation, founded, that to understand us, sensitive to evidence, experiments, data Irrefutable.
Dr. Bertoglio is a river in flood, a woman who before manifesting her profession as a doctor is able to make you understand and make you understand the importance of relying on alternative solutions, creator of ophthalmology-homotoxicology but not only…
It is an innovative method, which takes into account man in its entirety: eye diseases are studied, analyzed and cured with a holistic view of the individual, developing an accurate history in search of the trigger of eye pathology, because “a conscious and conscious doctor knows, perfectly, that he cannot heal, but possesses the ability to cure”.
A therapy in support of conventional treatments of eye diseases, not substitute and, that is, fills those gaps in both time and medication to give the patient scientifically certain answers.
Ophthalmo-homotoxicology is defined as a medical method in the area of alternative medicines, based on the study of alleged toxic factors for humans, also called homotoxins, identified as causes of all diseases. This method aims to free the body from toxic factors through detoxification and drainage, a practice in which the emuntor organs (kidneys, liver, intestine, lungs, skin) are stimulated to facilitate the excretion of toxins.
This method was inspired by homotoxicology, which developed in Germany in the 1930s thanks to the studies of homeopathphysician Hans H. Reckeweg. In light of his new founding in biochemistry and immunology, Reckeweg reinterpreted the Hahnemannian theories (Samuel Hahnemann was a German physician who lived in the second half of the 1700s, founder of an alternative medicine called homeopathy), identifying homotoxins are the main cause of the disease. In 1936 he founded the Heel company in Baden Baden, which became an important reference point of the new biological therapy systems and where the first composite antitoxic drugs were studied.

Homotoxins can be of endogenous origin, derived from toxic waste of metabolism, not drained and expelled from the emunator organs (kidneys, liver, intestines, lungs, skin) and include bacteria, viruses, synthetic drugs, food additives, dyes, preservatives, insecticides, pesticides. Normally the organism fights against these substances by activating the mechanisms of natural self-healing, but it all depends, according to Reckeweg, on constitutional predisposition and diather evolution, that is, the predisposition, congenital or acquired, which indicates the reactive ability of the organism to certain stimuli, sufficient to trigger abnormal reactions or diseases. Anything that is homotoxic, is neutralized, expelled, or deposited in the connective tissue.
Since 2007 Raffaella Bertoglio has focused mainly on retinal problems, specifically related to Age-Linked Macular Degeneration (DMLE), retinal disease that causes an alteration and reduction of the functionality of the central area of the retina (the macula) until a loss of central vision, more commonly related to the process of aging the eye, caused by the death of retinal cells. This pathology is the first cause of blindness in countries of greatest well-being and the third ever. In 2020, some 196 million people are expected to be affected by DMLE, a figure that is expected to grow as the world’s population ages.
For this pathology there is not yet “a therapy” but only many approaches. After many years of field work and a lot of study based also on anatomy, embryology and physiopathology a unique product was born (with deposited and patented formula) for disorders of the choroid-retina sector. This remedy will be one of the first in the R.A.G.U.F. category remedies for the General Harmony Rebalancing Facilitated.
The new methodology has also brought excellent results in other eye diseases: retinal degeneration, dry eye syndrome, eye disorder, due to reduced tear production (ipolacrimia), due to excessive tear evaporation or impaired quality and tear composition (dislacrimic). In Italy, 25% of the population suffers, mostly female, after the age of 45 (50%) menopause (90%). With regard to dry eye syndrome, the therapy, which involves the administration of homeopathic elements and 5/6 sessions with a special device has led to the resolution of the problem 100%.

To better understand the philosophy of ophthalmology, Runa Arte di Vivere was born, a society dedicated to development, study, diffusion of therapy, which deals with Ben-Being in 360 degrees and which firmly maintains that Man and not the Patient is at the center of his uneasiness. In fact, in the study we carry out sessions of medical massotherapy, non-invasive aesthetic medicine, psycho emotional rebalancing, vascular physical therapy, diethological evaluation to face life with a new awareness and a new body.
It is unthinkable to support the writings of Dr. Bertoglio without also participating as visitors in her many courses, courses that focus on the Integrated Epigenetic of Happiness: Innovative Medicine, in fact, an Innovative Medicine.
This is not because it is “new” or “different” but because it starts from a poorly considered assumption: survival.
The verb survive comes from the Latin “supralive”: “live on top”… living on top of others – living longer or longer.
Every living being must “stay alive”, “continue to live”, must “preserve”. The purpose of life is life itself.
Everything we do on our day is aimed at our continuation.
In order to survive, all organisms need to replenish themselves with nutrients and energy because otherwise metabolic processes are not possible. But we must also be able to expel the waste products.
The world that surrounds living beings is, then, a world full of insity and from these we must know how to defend ourselves.
Man and mammals in general need to confront living beings. Therefore, the need for engagement arises. We must, every moment of our lives, confront each other. But who is in front of us as “can I conquer it?”, how can I “survive against or compared to him?”.
Our body therefore puts in place a whole range of mechanisms for survival.

The verb survive comes from the Latin “supralive”: “live on top”… living on top of others – living longer or longer.
Every living being must “stay alive”, “continue to live”, must “preserve”. The purpose of life is life itself.
Everything we do on our day is aimed at our continuation.
In order to survive, all organisms need to replenish themselves with nutrients and energy because otherwise metabolic processes are not possible. But we must also be able to expel the waste products.
The world that surrounds living beings is, then, a world full of insity and from these we must know how to defend ourselves.
Man and mammals in general need to confront living beings. Therefore, the need for engagement arises. We must, every moment of our lives, confront each other. But who is in front of us as “can I conquer it?”, how can I “survive against or compared to him?”.
Our body therefore puts in place a whole range of mechanisms for survival.
Man, unlike other animals, does not recognize his life as “mere survival” but elaborates a series of patterns that he considers free from “influences”.
The work of the IEH starts right there and from there it comes back.
When we talk about Epigenetics we talk about “environmental stimuli” that affect the whole of cellular activities, then all possible changes to make us better adapt to life, make us, in fact, survive.
But if we talk about Integrated Epigenetics, we go further. We learn the mechanisms that allow us to adapt. We learn the tools we need to be able to adapt as well as we can.
The Integrated Epigenetic of Happiness even manages to modulate the physiological mechanisms that imply “Happiness”.

In this way we can claim that IEH rebalances the body and restores it to its normal state of health ready, therefore, to face its survival.
Runamed runs IEH courses. The course is divided into four Training Modules and an Experiential Meeting. Each module provides independent operating bases.
In addition to deepening Epigenetics and transforming it into Integrated Epigenetics of Happiness we will deal with neuromodulation, polygal theo-ria, neuromodulating treatment, va-school physical therapy, mitochochoderial therapy, PNEIs, hypnosis in relation to our Person. Thanks to practices such as walls, vicarage, Spagiria and Floritherapy we will realize how much im-portance they have to obtain Global Health by reappropriating Western Thought.
Polyvagal Theory is based on knowledge of the neurophysiological fundamentals related to emotions, our communication, being able to self-regulate and neuromodular us. These are useful to learn the exclusive Neuromodulating Treatment of Runamed Courses because it was conceived, studied and taught only by us. It is a unique massage that works both physically and energetically.
Knowing the Physical Vascular Therapy, which for us is the physical basis of Global Health, has allowed us to integrate the study on PNEI also on a tangible and demonstrable physical basis. In our courses, in fact, we talk about PNEIs.
It will be discovered, then, that the Eye is not just looking. OphthalmOmotoxicology will allow us to see and treat eye diseases in an innovative way.
The Medica Kitchen will open the doors to a nutriceutic that is applicable with pleasure to the most important systemic pathologies.
Mitocondrial Theory will allow us to arrive at the Awareness of Who We Are and our true potential to achieve the Happiness of Our Educational Path.

In the two-day Experiential Encounter, one will “live” in Silence and in the awareness of It. An Encounter that should be “lived” by everyone! For this reason Runamed has decided that participation in it is independent of the Training Path. Learning to Feel is an experience that is unlikely to be forgotten.
Among the many interviews proposed by Dr. Francesca Ghezzani reachable from the website

http://www.francescaghezzani.it

The latter towards the dialogue with Dr. Raffaella Bertoglio was among the most enlightening and her book even more in the essence certain to make clear precisely the well-being of the individual in its entirety.
Often the problems of everyday life are solved with an accurate faculty in being curious, a faculty that should push each individual into understanding the surrounding world seen most often but observed little. It is precisely in the visual observation that we sometimes leave out important details useful for our living well
For my part, I think this reading is appropriate because the expression of codes that are not often decipherable for apathy and linguistic coercion, elements against the reading of life.
You can understand more from the Facebook page

https://www.facebook.com/raffaellabertoglio?fref=profile_friend_list&hc_location=friends_tab

I thank Dr. Raffaella Bertoglio for a piece of life not yet known in my mortal experience.

Gianluca Stival: Scriverò di te. Degustando un giovane autore

 

Facciata copertina Scriverò di te

Lo scorso 18 novembre è uscito sul mercato editoriale “Scriverò di te” dell’autore Gianluca Stival, pubblicato da Editrice Veneta. Abbiamo raggiunto il giovane scrittore e con molta curiosità e fantasia ci siamo addentrati nella sua terra, nei suoi vigneti ascoltando il silenzio della maturazione degli acini d’uva per poi, dopo un’attenta elaborazione, approdare in un bicchiere di nettare divino o di vino.

Vista, gusto, olfatto, ne di più ne di meno le sensazioni che il giovane dottore laureato in lingue alla prestigiosa Ca’ Foscari con un Master in sviluppo e gestione delle attività culturali del cinema e del teatro in particolare ha saputa sdradicare dalla sua famiglia con particolare riferimento ad un nonno novantenne di cui si sorprende per la sua modernità mentale, fonte primaria d’ispirazione.

Gianluca vive di emozioni, le vuole descrivere, racconta le violenze e gli sfruttamenti sulle donne ed in particolare in alcuni Paesi Arabi, racconta poeticamente parlando, quanta mancanza di cultura analogamente esiste in quest’ambito parafrasando quasi la degustazione di un vino, forse ispirato inconsciamente da mille bollicine che salgono dal fondo in cerca di ossigeno, di libertà per poi scoppiare, evaporare.

Ogni sensazione racchiusa in meno di un millimetro di aria immerse in un liquido da gustare: la vita.

Una ribellione femminile che non ci ha fatto pensare ad altro, mondi paralleli capaci di rappresentare le stesse emozioni.

Alla base di tutto, la cultura e coltura di una terra che da una parte, se saputa egregiamente coltivare, produrrà del buon vino, dall’altra farà fermentare di dignità umana ed in questo caso femminile, verso civiltà più progredite e paritarie.

Gianluca grazie a tutti i racconti della vita di suo nonno Mario è riuscito ad entrare nel vissuto, nei viaggi e nel lavoro di un uomo che ha lottato per i propri ideali e che ha sempre dimostrato che i valori sono alla base di tutto. È il nonno con cui tutti dovrebbero parlare e confrontarsi!

Sinossi “Scriverò di te” – Gianluca Stival

“Scriverò di te” è un’opera composta da svariati racconti con protagonista principale Mario, il nonno.

I racconti contengono sia episodi vissuti in prima persona, che considerazioni sulla società odierna, dall’allontanamento dei giovani dalla Chiesa all’impatto del progresso.

All’interno del libro viene raccontata la vita di un bambino che cresce in una famiglia di imprenditori agricoli e a cui viene trasmesso sia rigore per lo studio che il rispetto per il lavoro, lo stesso che gli ha permesso di fondare una delle maggiori aziende agricole del triveneto, l’Azienda Agricola Moletto di Motta di Livenza (TV) e di cui noi abbiamo fatto trasudare l’operato con l’incipit iniziale.

Una realtà diversa semplicemente ascoltando e sorseggiando un buon bicchiere di vino e recependo in questo gesto quanta cultura, tradizione e motivazioni permeano in un prodotto con una duplice veste composta da dipendenza o da piacere e se còlta, ognuno di noi riuscirà con la cultura e la meditazione a trarne il giusto compiacimento.

Ringraziamo Gianluca Stival raggiungibile dalla pagina Facebook

https://www.facebook.com/GLCSTV/

e la nostra addetta stampa Dott. ssa Francesca Ghezzani complice nel farci conoscere queste perle di letteratura:

http://www.francescaghezzani.it

 

 

 

La bellezza egoistica della comunicazione sportiva. FIEFS LOMBARDIA, Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop Nord Italia e ANIOMRID Lombardia vi augurano delle serene festività. – The selfish beauty of sports communication. FIEFS LOMBARDIA, National Center Against Bullying – Bulli Stop North Italy and ANIOMRID Lombardy wish you a happy holiday.

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Comunicare è difficile, nel corso della nostra mission non contiamo più i giorni presi di ferie al lavoro e l’impegno consolidato per un ideale.

Rettori di Università, Medici, Psicologi, Architetti, Campioni sportivi di conclamata fama, Dirigenti delle più importanti realtà imprenditoriali del nostro Paese. Politici, Assessori, Sindaci, elencarli tutti diverrebbe un’impresa ardua e difficile. Un viaggio veramente particolare che ha portato karatebloginternational al raggiungimento di 40000 visitatori in soli tre anni e senza indicizzazioni.

Il cambiamento passa da questo, dall’apprendimento delle competenze di altre realtà, non in ultimo nel corso dell’anno, il nula osta dell’Ambasciata Russa per il consolidamento e l’incipit da parte dello stesso Premier Vladimir Putin nel parlare di lui, del suo sport, del suo amore verso gli animali, un riconoscimento internazionale veramente gradito.

E’ impossibile elencare il tutto in formato casalingo ma ci proviamo. Ognuno di noi, la nostra storia, il nostro privato. Un grazie prioritario dobbiamo elargirlo a chi ha avuto fiducia in noi e null’altro.

Alla FIEFS, dal Presidente Nazionale Prof. Pippo Cindolo, alla Prof. ssa Giovanna Pini del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop, alla Presidente dell’Albero Verde della Vita Dott. ssa Mariagrazia Mazzaraco, al Presidente Dott. Francesco Frazzetta dell’Associazione Nazionale Insigniti all’Ordine e al Merito delle Repubblica Italiana e Decorati Dott. Francesco Frazzetta, alla nostra Responsabile Prof. ssa Olga Cicognani di FIEFS Lombardia che ci è stata accanto in ogni occasione organizzata. Questa la nostra mission, che volge sempre al merito e ai fatti.

Preferiamo un giorno qualunque, il 29 dicembre come nostra abitudine, nel ringraziare coloro che ci seguono nel totale anonimato ma il 29 dicembre è stato anche l’avvio di questo progetto, silenzioso, politico, veritiero, sportivo, con la prima intervista importante ad un dirigente FIJLKAM Tiziana Costa.

La vita è composta da attimi di dialogo reali e non da aforismi sterili copiati e incollati per lodare il nostro ego. Un ringraziamento particolare alla Dott. ssa Francesca Ghezzani che grazie ad una collaborazione condivisa sin da subito, ci ha fatto conoscere il mondo dell’editoria composto da scrittori ed editori coraggiosi capaci ancora di sorprendere nel nostro mondo digitale con la carta stampata.

Che il 2020 possa veramente partecipare per tutti all’ambizione di un consolidamento personale, comune e per tutti verso obiettivi sempre più appaganti e nuovi, premianti e sfidanti.

Buon proseguimento delle festività…

Communicating is difficult, during our mission we no longer count the days taken holidays at work and the consolidated commitment to an ideal.

Rectors of Universities, Doctors, Psychologists, Architects, Sports Champions of Acclaimed Fame, Executives of the most important entrepreneurial realities of our country. Politicians, Councillors, Mayors, listing them all would be a difficult and difficult task. A truly special journey that has led karatebloginternational to reach 40,000 visitors in just three years and without indexing.

The change comes from this, from learning the skills of other realities, not least in the course of the year, the main opposition of the Russian Embassy for the consolidation and incipit by The Prime Minister Vladimir Putin himself in talking about him, his sport, of his love for animals, a truly welcome international recognition.
It is impossible to list everything in home format but we try. Each of us, our history, our private. We must give a priority thank you to those who have trusted us and nothing else.

At FIEFS, by National President Prof. Goofy Cindolo, to Prof. Dr. Giovanna Pini of the National Center Against Bullying – Bulli Stop, to the President of the Green Tree of Life Dr. Mariagrazia Mazzaraco, to President Dr. Francesco Frazzetta of the National Association Of Insignia to the Order and Merit of the Italian Republic and Decorators Dr. Francesco Frazzetta, to our Head Prof. Ssa Olga Cicognani of FIEFS Lombardy who has been close to us on every occasion organized. This is our mission, which always turns to merit and facts.

We prefer any day, December 29th as our custom, in thanking those who follow us in total anonymity but on 29 December was also the start of this project, silent, political, truthful, sporting, with the first important interview to fiJLKAM executive Tiziana Costa.

Life is composed of real moments of dialogue and not sterile aphorisms copied and glued to praise our ego. A special thanks to Dr. Francesca Ghezzani who, thanks to a collaboration shared from the beginning, introduced us to the world of publishing composed of courageous writers and publishers still able to surprise in our digital world printed paper.

That 2020 can truly participate for all in the ambition of personal consolidation, common and for all towards increasingly fulfilling and new goals, rewarding and challenging.

Happy continue of the holidays…

 

 

 

Primo stage dell’anno con il M° Nando Balzarro – 12 Gennaio 2020 c/o Sport Village Via San Donato, 146 Bologna – First internship of the year with Maestro Nando Balzarro – 12 January 2020 at Sport Village, via San Donato, 146 Bologna

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Primo appuntamento del prossimo anno con il Maestro Nando Balzarro “dal Gedan Barai al Kumite libero”. Un nuovo evento volto ad inaugurare l’attività dello studio del karate presso lo Sport Village di Bologna, via San Donato, 146.

Un primo stage basico che riparte dalle origini, dalla matrice di un verbo fisico e mentale per tutti i praticanti di ogni ordine e grado. Un inizio soft ma denso di significato per inaugurare il nuovo anno sportivo e culturale.

Per info è possibile contattare il n. 3490612682 tramite whatsapp ed sms.

Un appuntamento da calendarizzare nella splendida cornice della “Dotta”.

First event of the Venezuelan year with Master Nando Balzarro “from Gedan Barai to Kumite free”. A new event aimed at inaugurating the karate activity at the Sport Village in Bologna, via San Donato, 146.
A basic first stage that starts from the origins, from the matrix of a physical and mental verb for all practitioners of order and degree. A soft cultural but full of pro capiturcoare the sporting new year and.
For info you can contact 3490612682 via whatsapp and sms.
An appointment to give the calendar in the frame of the “Dotta” “.

 

 

Bullismo e Cyberbullismo una lettura di Cinzia Capitanio: la memoria dell’anima.

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Parlare con Cinzia Capitanio ci è stato apparentemente facile almeno per l’aspetto relativo al fatto che condividiamo le stesse problematiche sociali. Cinzia è un’ addetta ai lavori, insegna ma è anche madre e scrittrice, in pratica con le attività portate avanti, non in ultimo la pubblicazione del libro “La memoria dell’anima” completa a tutto tondo da esperta, ogni sfaccettatura illuminata del Bullismo e del Cyberbullismo.

Siamo lieti di promuovere per Karatebloginternational la lettura di questo nuovo testo tra l’altro arricchito con un’ulteriore dispensa dedicata volta ad analizzare il fenomeno e fornire consigli pratici nel contrastarlo.

Come nostra tradizione non recensiamo il testo ma poniamo il faro sulla scrittrice così da indurre la curiosità del contenuto senza il nostro personale giudizio, specie in testi che trattano argomenti di forte impatto sociale ma che in particolare, come in questo caso, sviscerano alcuni aspetti del disagio giovanile: la pratica dei Daredevil Selfie.

Parlare di Bullismo oggi non è facile poiché nel corso dei secoli, questa malsana abitudine prevaricatoria ha mutato pelle evolvendo assieme alla tecnologia, la moda del momento e la società contemporanea (il Cyberbullismo è un esempio).

I ragazzi e il loro disagio spesso sono trascinati ad aumentare la realtà vissuta finendo quasi inconsapevolmente nel commettere atti pericolosi per se stessi e per gli altri, Cinzia coglie egregiamente questi nessi, distribuendoli con semplicità ad un pubblico fortunatamente non omogeneo, traducendo un libro senza tecnicismi, senza dottrine ma con l’uso di un discorsivo appetibile e di immediata comprensione.

E’ possibile reperire ulteriori info sull’autrice nel suo sito:

http://www.cinziacapitanio.it

o sulla pagina personale di facebook

Nell’ambito di un progetto da me ideato e sostenuto, nel 2010, è stato pubblicato, da Confartigianato Impresa Famiglia, il libro “Luce, colore e fantasia. I bambini scoprono e raccontano Giovan Battista Tiepolo” di cui sono stata la curatrice.

Nel 2012 uno dei miei racconti, “Matite colorate in fondo al mare”, si è classificato fra i finalisti (terzo posto) del Premio Letterario “Il Battello a Vapore”.

Nel 2013 ho svolto il ruolo di referente didattica per un progetto presentato nel POFT (Piano Offerta Formativa) territoriale del Comune di Vicenza “COME SARANNO NEL 2030 VICENZA E DINTORNI? IDEE, SOGNI E SPERANZE PENSANDO AL FUTURO”. Questa iniziativa si è concretizzata con la pubblicazione di un libro promosso e finanziato da OGEP (Osservatorio Giovani dell’Economia e delle Professioni).

Nel novembre 2013 il racconto inedito “Maschio o femmina?” si è aggiudicato il riconoscimento in quanto opera segnalata nel Premio Nazionale Arpalice Cuman Pertile ed è stato pubblicato nell’Antologia di racconti.

Nel novembre 2013 “Scintilla”, uno dei miei romanzi per ragazzi si è classificato fra i finalisti (terzo posto) del Premio Letterario “Il Battello a Vapore”.

Nell’aprile 2014 il racconto “Il bambino di nessuno” è stato segnalato nel Premio Letterario Nazionale “Voci Verdi” di Bassano del Grappa – Vicenza (narrativa per adulti) e pubblicato nella raccolta “Voci Verdi 2014” con ISBN 978-88-85349-87-2.

Nel mese di maggio 2014 il racconto per l’infanzia “Siamo amici?” è risultato vincitore del terzo premio al Concorso Letterario “La casa della fantasia” 2014 nella sezione “I fiori”.

Nel mese di aprile 2015 il mio racconto inedito per adulti “Il tempo di Luna e Sole” si è classificato al terzo posto del Premio Letterario Giacomo Zanella ed è stato pubblicato nell’Antologia di racconti.

Nel mese di ottobre 2015 il mio racconto “Ti vedo” ha ricevuto il primo premio assoluto nell’ambito del Premio Letterario Narrativa Infanzia Anna Osti.

Nel mese di aprile 2018 il racconto inedito per adulti “Acqua di mare… specchio dell’anima” si è classificato fra i finalisti del Premio Letterario “Giacomo Zanella”, 13° edizione, ed è stato pubblicato nell’Antologia di racconti.

Il 17 maggio 2019, il racconto edito “Sulle ali del falco“, votato da una giuria composta da più di 4000 bambini e ragazzi, ha vinto il Premio dei Giovani Lettori “SCEGLILIBRO”, promosso dalle Biblioteche pubbliche trentine.

Nel mese di novembre 2019, il racconto inedito “1, 2, 3 nonna!” è stato segnalato dalla giuria del Premio Letterario Nazionale “Marostica Città di Fiabe – Arpalice Cuman Pertile” ed è stato pubblicato nell’Antologia di racconti.

Nel mese di ottobre 2013 è stato pubblicato il mio racconto “MATITE COLORATE IN FONDO AL MARE”, editrice MOL (Mamme on line ora Matilda Editrice).

Nel mese di marzo 2015 ho pubblicato “LO SCRIGNO DELLE FARFALLE” con la casa editrice Raffaello. Con l’omonimo progetto legato alla tematica dell’alimentazione, ho ottenuto il prestigioso patrocinio di EXPO MILANO 2015.

Nel mese di aprile 2015 il racconto “BANNI TRA TERRA E CIELO” riceve il 1^ premio al Concorso Letterario Internazionale La Dama Castellana Racconta e viene pubblicato dalla casa editrice Tredieci.

Nel mese di maggio 2016, con la casa editrice Piemme, ho pubblicato “SCINTILLA”, collana Il Battello a Vapore.

Nel mese di luglio 2016 ho pubblicato “SULLE ALI DEL FALCO”, ed. Einaudi, collana Storie e Rime.

Nel mese di settembre 2016 è uscito in libreria “LA CAREZZA DEL VENTO”, ed. Raffaello, collana scientifica.

Nel gennaio 2017 sono stati pubblicati:

“IL SUONO DELLE STELLE”, ed. Tredieci;

“L’ORLANDO FURIOSO”, ed. Raffaello, collana Classici.

Nel mese di settembre 2018 è stato pubblicato:

“ARIA”, ed. Il Ciliegio, collana Teenager.

Nel mese di novembre 2019

“LA MEMORIA DELL’ANIMA”, ed. Raffaello, Collana Futuro Presente

 

 

Resilienza… anche no! (di Federica Cairoli) – Resilience… Not even! (by Federica Cairoli)

Era un po’ di tempo che volevamo scrivere qualche saggio concetto sulla resilienza ma non avevamo il supporto necessario, denso di esperienza ed anni di psicoterapia. Ci ha pensato la nostra Psicologa clinica la Dott. ssa Federica Cairoli che a seguito di numerosi incontri ha sinteticamente esposto la sua tesi.

Spesso, le “parolone”, i nuovi paradigmi, rivestono quell’affascinante aurea che trae in inganno molte persone che tradotto in termini di mercato, sono spinte a fare corsi di formazione e rientrando nelle loro case si riempiono la bocca di concetti nuovi, affascinanti, ma non analizzati come dovrebbero.

Dopo un lungo viaggio all’estero per aggiornarsi la Dott. ssa Federica Cairoli si esprime nel suo nuovo articolo per karatebloginternational e noi le diamo voce poichè crediamo fermamente in questo paradigma di crescita.

Della Dott. ssa Federica Cairoli

Sono sempre un po’ “critica” e prevenuta (mio limite probabilmente) verso quei termini di origine scientifica adottati e trasformati in parole di uso “psico-comune” che stanno bene in ogni discorso, un po’ come il tubino nero per le donne, che va bene per ogni occasione, o la risposta “ovvio” ad un messaggio che può assumere significato ironico, sintetico e non impegna.

Resilienza, oltre a significare la capacità di elasticità di un oggetto e la contrazione in seguito ad un urto, indica anche la capacità di un corpo di riassumere la forma originaria una volta sottoposto ad una deformazione.

Ed è proprio per quest’ultima definizione che non amo confondere l’oggetto con il soggetto.

Il soggetto, l’individuo, non potrà mai tornare alla forma originaria dopo aver subito un “impatto” e una “deformazione”.

Questo è il bello e l’affascinante dell’essere umano, del suo mondo interno e della sua psiche.

Gli impatti e gli urti della vita ci cambiano, ci trasformano, non ci fanno mai tornare quelli di prima… per fortuna aggiungo io.

Questa non è una sentenza, questa è pulsione di vita.

Ogni esperienza, soprattutto quelle negative, apportano una modifica, una ruga (metaforica e non) in più, che ci servirà per ogni “impatto” successivo.

Siamo plastici, ce lo dicono le neuroscienze, ma plastici non vuol dire non scalfibili.

Essere “scalfibili” non è una debolezza, è una risorsa.

Ogni segno lega dei significanti che si legano ad altri in una catena, catena non intesa come limite ma come continuità, percorso, crescita, maturità.

Siate scalfibili, curate e lasciatevi curare le ferite, non nascondete le cicatrici, arrabbiatevi, attraversate le frustrazioni ma non tornate mai quelli di prima.

Siate molto di più e ciò che all’apparenza parrebbe aver sottratto qualcosa del nostro essere, in realtà scopriremo che ci avrà arricchito di qualcos’altro.

Le esperienze, le opportunità, o le mancanze nascondono sempre una possibile e inedita rinascita.

Ce lo insegna la psicologia, la psicoanalisi e la psicoterapia. Il terapeuta e l’analista ci conducono per mano in una nuova scrittura della nostra storia.

Quindi…non siate (solo) resilienti, ma costanti, perseveranti, accogliendo le debolezze e gli “inciampi” in ogni ambito di vita: lavorativo, sportivo, scolastico, relazionale.

It’s been a while since we wanted to write some wise concepts about resilience but we didn’t have the support we needed, full of experience and years of psychotherapy. Our Clinical Psychologist Dr. Federica Cairoli, who has briefly presented her thesis following numerous meetings, has thought about it.

Often, the “parolone”, the new paradigms, cover that fascinating aura that misleads many people who translated in terms of the market, are driven to do training courses and re-entering their homes fill their mouths with new, fascinating concepts , but not analyzed as they should.

After a long trip abroad to update, Dr. Federica Cairoli expresses herself in her new article for karatebloginternational and we give her a voice because we firmly believe in this paradigm of growth.

By Dr. Federica Cairoli

I am always a little “critical” and prevented (my limit probably) towards those terms of scientific origin adopted and transformed into words of “psycho-common” use that are fine in every speech, a bit like the little black dress for women, which is fine for every occasion, or the “obvious” response to a message that can take on ironic, synthetic and non-engaging meaning.

Resilience, in addition to signifying the elasticity of an object and contraction following a collision, also indicates the ability of a body to summarize the original form once subjected to a deformation.
And it is precisely for this last definition that I do not like to confuse the object with the subject.

The subject, the individual, will never be able to return to its original form after suffering an “impact” and a “deformation”.
This is the beautiful and fascinating of the human being, of his inner world and of his psyche.

The impacts and shocks of life change us, transform us, never make us return those of before… luckily I’ll add.

This is not a judgment, this is life drive.

Every experience, especially the negative ones, make a change, a wrinkle (metaphorical and not) more, which we will need for every subsequent “impact”.

We’re plastic, neuroscience tells us, but plastics doesn’t mean we’re not scratchy.
Being “scratchy” is not a weakness, it is a resource.

Each sign binds significants that bind to others in a chain, chain not understood as a limit but as continuity, path, growth, maturity.

Be unhinged, heal and let your wounds be healed, do not hide the scars, get angry, go through frustrations but never return to the wounds of before.

Be much more and what seems to have subtracted something of our being, we will actually find that it will have enriched us with something else.
Experiences, opportunities, or shortcomings always hide a possible and unprecedented rebirth.

Psychology, psychoanalysis and psychotherapy teach us this. The therapist and the analyst lead us by the hand in a new writing of our history.

So… do not be (only) resilient, but constant, persevering, welcoming weaknesses and “stumbles” in every area of life: work, sports, school, relational.

It’s been a while we wanted to write some wise concepts about resilience but we didn’t have the support we needed, full of experience and years of psychotherapy. Our Clinical Psychologist Dr. Federica Cairoli, who has briefly presented her thesis following numerous meetings, has thought about it.

Often, the new paradigms, cover that fascinating aura that misleads many people who translated in terms of the market, are driven to do training courses and re-entering their homes fill their mouths with new, fascinating concepts , but not analyzed as they should.

After a long trip abroad to update, Dr. Federica Cairoli expresses herself in her new article for karatebloginternational and we give her a voice because we firmly believe in this paradigm of growth.

FIEFS e Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop a Piadena Grizzona: 16 e 30 Novembre 2019 ore 15.30 – 18:00 -FIEFS and National Center Against Bullying – Bulli Stop in Piadena Grizzona: 16 and 30 November 2019 at 15:30 – 18:00

LOCANDINA PRESENTAZIONE PIADENA_NOVEMBRE 2019 AGGIORNATA AL 10 NOVEMBRE 2019

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I prossimi 16 e 30 Novembre 2019 il neonato Comune di Piadena Grizzona (CR) ha organizzato un corso dedicato alla sua comunità coinvolgendo la FIEFS (Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI e il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop.

Due appuntamenti presso il Teatro Don Ennio Sozzi della locale Piazza Garibaldi che faranno luce sul ruolo delle famiglie e delle agenzie educative principali come la Scuola e lo sport.

Il tutto generato da un compagno di palestra, consigliere per lo stesso Comune che, sensibile alle problematiche espresse ha sensibilizzato l’intera forza politica cittadina per organizzare questi due appuntamenti: Emanuele Magni.

Nello specifico tratteremo, fornendo supporto concreto con le istituzioni rappresentate, le buone prassi educative che dovrebbero essere generate da una sana cultura generazionale, primo deterrente verso la sconfitta del bullismo e promotore principale verso la pratica dello sport indirizzata al benessere psico-fisico dell’individuo.

Domani, 12 novembre 2019, a tre anni dalla nascita di karatebloginternational, saremo presso l’omonimo Comune per la conferenza stampa di rito, fino a scivolare negli eventi attesi di cui ci auguriamo una partecipazione massiva.

Il Nord Italia, nonostante i numerosi impegni e le diverse richieste ricevute cerca di presenziare per queste buone azioni che certamente contribuiscono ad elevare i valori dello sport soprattutto nella consapevolezza delle organizzazioni che rappresentiamo.

Insieme a noi, la PROVINCIA DI CREMONA, LA FONDAZIONE GIOVANNI PAOLO II PER LO SPORT con il Presidente Prof. Edio Costantini, l’ANIOMRID con il Presidente Dott. Francesco Frazzetta, l’ALBERO VERDE DELLA VITA con la Presidente Dott. ssa Mariagrazia Mazzaraco che grazie ai loro patrocini hanno appesantito di responsabilità il nostro mandato.

The next 16 and 30 November 2019 the newborn Municipality of Piadena Grizzona (CR) organized a course dedicated to its community involving the FIEFS (Italian Federation of Physical and Sports Educators – Merit from CONI and the National Center Against Bullying – Bulli Stop .

Two appointments at the Don Ennio Sozzi Theatre of the local Piazza Garibaldi that will shed light on the role of families and major educational agencies such as School and Sport.
All generated by a gym buddy, adviser to the same municipality that, sensitive to the issues expressed, raised awareness of the entire political force of the city to organize these two appointments: Emanuele Magni.

Specifically, we will discuss, by providing concrete support with the institutions represented, good educational practices that should be generated by a healthy generational culture, the first deterrent to the defeat of bullying and the main promoter towards sport aimed at the psycho-physical well-being of the individual.

Tomorrow, 12 November 2019, three years after the birth of karatebloginternational, we will be at the eponymous Municipality for the press conference of rite, until we slip into the expected events of which we hope a massive participation.

Northern Italy, despite the numerous commitments and the different requests received, tries to attend for these good actions that certainly contribute to elevate the values of sport especially in the awareness of the organizations we represent.

Together with us, the CREMONA PROVINCY, THE PAOLO II FONDATION FOR THE SPORT with President Prof. Edio Costantini, the ANIOMRID with President Dr. Francesco Frazzetta, the ALBERO GREEN OF LIFE with President Dr. Mariagrazia Mazzaraco who thanks to their patronages have weighed down our mandate.

Tra le note di un libro un horror dai colori Salentini – Among the notes of a book a horror with colors of Salentini

 

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Sergio Calcagnile è stato una pura scoperta. Un autore capace, nel vero senso della parola, di trasformare le note musicali in caratteri e adagiarle sui libri, inciderne le pagine fino a farle vibrare di suoni e sensazioni. Vi invito a visitare la sua pagina Facebook per comprendere di cosa stiamo parlando.

Artista a tutto tondo nel produrre scritti e musica omaggiando l’ascolto e la lettura, foraggiando l’immaginario collettivo ed avvicinando queste due nobili arti in una poesia per le persone restituendole ad una sola Musa.

Sentendo uno dei suoi pezzi ci siamo immaginati di parcheggiare l’auto, durante una gita in Scozia, sulle rive del lago di Lockness in un tardo pomeriggio di dicembre mentre tra il parcheggio ed il locale illuminato di tonalità ocra ed arancioni, la luce si fa spazio in una fitta nebbia tipica del posto. Lo sentiamo già cantare, al di la’ dell’entrata, lo sentiamo citare i suoi scritti in compagnia di una chitarra ed una voce calda e morbida che ci accompagna oniricamente all’entrata.

Un locale tipico di oggetti locali: un bersaglio, per qualche sfida con le freccette appeso al muro, dove si concorre con gli amici che stanno a malapena in piedi per qualche birra di troppo, noi inclusi. Fumi di tabacco e sapori di una cucina posta nel retro bottega dove qualche panciuto cuoco sta preparando l’Haggis che non a tutti piace.

Sergio canta una nenia che ti coinvolge, mescolando il desiderio di leggere i suoi libri e ascoltare le sue canzoni, magari leggendo i suoi prodotti con la sua voce in sottofondo potrebbe essere già un buon compromesso.

Collaboratore presso uno studio legale, due figli di due e sette anni, una Moglie… Gisella! Altro nome atipico per a nostra società ma calzante in tutto per il suo stile di vita.

Sergio scrive libri accompagnato dal suono che compone ed esprime con il fratello nella band “Fatti cosi” ancra attiva. Non si accontenta ed amplia il parterre di presenza musicale con un’altra realtà: i Megapixel con l’amico Luca detto l’Indianino.

Mescola i suoi pensieri in un grosso pentolone nero ubicato al centro di un bosco come quello dei Saba delle streghe (quasi in tema in questi giorni) dove le braci ed il ribollire opalescente del contenuto fanno evaporare fumi di Horror per i lettori che ormai seguono le sue storie da più di cinque anni. Nell’ultima miscela di fantasia e forse realtà aumentata, nasce URU la sua recente pubblicazione.

E’ impossibile descrivere Sergio Calcagnile in altri modi, la sua stessa esistenza è l’odore tipico delle pagine dei suoi libri e le note del suo vibrare musicale.

https://www.facebook.com/sirj.calcagnile

https://www.facebook.com/SiRj66/

Grazie alla Dott. ssa Francesca Ghezzani – Addetto Stampa

https://francescaghezzani.it

Sergio Calcagnile was a pure discovery. An author capable, in the truest sense of the word, of transforming musical notes into characters and placeing them on books, engraving their pages until they vibrate with sounds and sensations. I invite you to visit his Facebook page to understand what we are talking about.

An all-round artist in producing writings and music, paying homage to listening and reading, foraging the collective imagination and bringing these two noble arts into a poem for people by returning them to a single Muse.

Hearing one of his pieces we imagined parking the car, during a trip to Scotland, on the shores of Lake Lockness on a late December afternoon while between the parking lot and the room lit with ochre and orange hues, the light makes room in a dense fog typical of the place. We already hear him singing, beyond the entrance, we hear him quote his writings in the company of a guitar and a warm and soft voice that accompanies us honoraly at the entrance.

A typical local place: a target, for some challenge with darts hanging on the wall, where you compete with friends who are barely standing for a few beers too, we included. Tobacco fumes and flavors of a kitchen placed in the back shop where some bellies cook is preparing the Haggis that not everyone likes.

Sergio sings a nenia that engages you, mixing the desire to read his books and listen to his songs, maybe reading his products with his voice in the background could already be a good compromise.

Co-worker at a law firm, two children aged two and seven, a wife… Gisella! Another atypical name for our society but fitting in everything for his lifestyle.

writes books accompanied by the sound he composes and expresses with his brother in the band “Facts So” active ancra. He is not satisfied and expands the parterre of musical presence with another reality: megapixels with his friend Luca called the Indian.

He mixes his thoughts in a large black pot located in the middle of a forest like that of the Sabas of the witches (almost on the subject these days) where the embers and the opalescent boiling of the contents evaporate horror fumes for readers who now follow his sto more than five years. In the latest blend of fantasy and perhaps augmented reality, URU is born its recent publication.

It is impossible to describe Sergio Calcagnile in other ways, his very existence is the typical smell of the pages of his books and the notes of his musical vibrate.

https://www.facebook.com/sirj.calcagnile

https://www.facebook.com/SiRj66/

Thanks to Dr. Francesca Ghezzani – Press Officer

https://francescaghezzani.it

 

 

Una difficile intervista… A difficult interview…

 

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Un intervista a Tiziano Papagni come molti autori ed editori proposti da Francesca Ghezzani. Durante il dialogo con lui, una voce dentro di me disturbava la concentrazione, era la mia voce che verso Francesca, l’Addetta Stampa gliene stava dicendo di tutti i colori al punto di maledirla (si fa per dire). “Perché questo autore? Perché questa conoscenza? Non dovevi farmi questo Francesca! La prossima volta… se non mi fai il quadro completo e la possibilità di accettare o meno un’intervista, non ti rivolgo la parola. Fine della nostra collaborazione”.

Comunque…

Tiziano Papagni è un brillante scrittore forse atipico per la nostra era ma saggio uomo coraggioso capace di investire nei versi e nella poesia di quella poesia viva e penetrante sullo stile del Leopardi e del Petrarca, un esteta del pensiero.

Siamo a Pavia cittadina caratterizzata da umidità e un po’ più di nebbia rispetto ad altre città lombarde e da un proliferare di zanzare che di certo non aiutano la scrittura e la concentrazione, complici le risaie, habitat naturale per queste “graziose” bestiole impertinenti. Forse in qualche modo questa città ha contribuito alla crescita di Tiziano più solare, amante dei colori del sud e dell’eccellente cucina di un’Italia marinara.

Tiziano si racconta in un condensato ricco e sereno all’interno di un’infanzia travagliata forse per via di una eccessiva morbosità genitoriale, una dicotomia strana ma geniale che in qualche modo gli ha formato il carattere e l’intelletto. Tiziano ci confida anche della sua disabilità sopraggiunta in età adolescenziale, una continua prova di forza che lo ha condotto ad alimentare certamente la scrittura e dove in essa ne sta traendo forza e coraggio per vivere. Ci dice:

“Nella mia vita, vige anche la tristezza famigliare.

Si, proprio così, ci sono episodi violenti che mi racchiudono, l’unica “casa”  è la scrittura. 
Questo inizia sin dalla mia età adolescenziale, quando avevo crisi amicali e affettivi.
Non ho mai provato un amore duraturo. A dirla tutta, sì, c’è stato un amore ma…io a nord e lei a sud. Dovevamo sposarci ma il destino ha pronunziato ” no “.
Amo il sud… Il sole,  mare, la gente ospitale e come non amare il cibo?
Forse, se abitassi in meridione non sarei triste e praticherei una vita diversa.
Ora sono qui, scrivo, ma già mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa.
Mi sono preso, se così vogliamo dire, una mini rivincita che spero durerà e sarà molto più grande.
La dedico, a chi non ha creduto in me, a chi mi diceva ” tu non vali nemmeno un po’ più di niente “.
A mano a mano, si ricrederanno.
Questa intervista mi pesa, mi urta, portare il dialogo fino alla fine è stato pesante.
Tiziano si descrive come uno scrittore d’altri tempi e non solo per l’aspetto cattedratico che manifesta, Tiziano descrive anche il suo linguaggio sempre premuto sul tasto dell’Arcaico e di note malinconiche dettate dalle sue sensazioni, dalla sua rabbia.
La sua poesia in realtà è profonda ed impegnativa, traccia per intenditori e motivo per noi di stare li ad ascoltarlo.
Questa intervista mi pesa, mi urta, non vorrei apparire maleducato ma non vedo l’ora di chiudere la telefonata.
Letta la sua sinossi, rapito ed a volte preso da contenuti forti, travolgenti, sintetizzati con le doti dei poeti tra sintesi e parole dense di significato, da ricercare per i più su vocabolari impolverati di biblioteche storiche.
Questa intervista continua a pesarmi ma faccio finta di nulla, si sa! Comunque dobbiamo dare professionalità e credo.

Tiziano continua a raccontarsi, ci descrive le sue passioni oltre che per i libri anche per lo sport… secondi di pausa tra noi quasi a voler calibrare un dialogo dove lui stesso nota la mia irrequietezza nello stare ad ascoltare.

Vado avanti, promuovo quest’uomo saggio, profondo ed intelligente, amante della musica e della nostra lingua, di quella classica e a tratti desueta.

Fine di un’intervista mi posso finalmente liberare…
Tiziano ha una passione calcistica, ma la vive da Juventino, e questo ha prodotto in me quel peso e quel disagio che ho evidenziato nell’ascoltarlo ovvero… ho intervistato un Gobbo!
Sinossi:

Una donna si sposa e la sua vita conosce la felicità all’ennesima potenza, come non mai provata. L’uomo che l’ha sposata, però. poco dopo la lascia e lei cade nel vortice della depressione. Ripensa a lui, ai suoi odori, alle sue carni ma, anche, alle parole odiose. La sua salvezza è una: la prole. Dà tutto per loro, finché…

Tiziano Papagni, nato a Pavia il 20 maggio del 1979, ha una vita adolescenziale travagliata a causa dei litigi famigliari.
Cresce in una fase di stallo con i suoi amici, non recepisce la gioia di tutti gli altri adolescenti e si rifugia nella scrittura. Scrive poesie, la sua casa è quella, libero da tutti i pensieri negativi. Ama usare stili arcaici ed ermetici, ma usa anche stili contemporanei.
Riscrive così la sua vita, imparando a soffrire per poi essere più forti. È un esteta.

An interview with Titian Papagni as many authors and publishers proposed by Francesca Ghezzani. During the dialogue with him, a voice inside me disturbed the concentration, it was my voice that towards Francesca, the Press Officer was telling him of all colors to the point of cursing her (it is said). “Why this author? Why this knowledge? You didn’t have to do this to me Francesca! Next time… If you don’t give me the full picture and whether or not to accept an interview, I don’t speak to you. End of our collaboration.”
Anyway…

Tiziano Papagni is a brilliant writer perhaps atypical for our era but wise courageous man able to invest in the verses and poetry of that living and penetrating poetry in the style of Leopardi and Petrarca, an aesthete of thought.

We are in Pavia city characterized by humidity and a little more fog than other Cities Lombardy and a proliferation of mosquitoes that certainly do not help writing and concentration, accomplices the rice paddies, natural habitat for these “pretty” beasts Impertinent. Perhaps somehow this city has contributed to the growth of Titian more sunny, lover of the colors of the south and the excellent cuisine of a seafaring Italy.

Titian is told in a rich and serene condensed within a troubled childhood perhaps because of an excessive parenting morbidity, a strange but brilliant dichotomy that somehow formed his character and intellect. Titian also confides in us about his disability in adolescence, a continuous test of strength that has led him to certainly fuel the writing and where in it he is drawing strength and courage to live. It tells us:
“In my life, there is also family sadness.
Yes, just like that, there are violent episodes that enclose me, the only “home” is the writing.
This started from my teenage age, when I had amical and emotional crises.

I’ve never felt a lasting love. Actually, yes, there was love, but… me to the north and her to the south. We were supposed to get married, but fate said “no.”

I love the south… The sun, the sea, the hospitable people and how not to love food?

Maybe if I lived in the south I wouldn’t be sad and i’d live a different life.

Now I’m here, I write, but already I’ve taken a few pebbles out of my shoe.

I took, if we mean, a mini rematch that I hope will last and will be much bigger.

I dedicate it, to those who did not believe in me, to those who said to me “you are not worth even a little more than nothing”.

Gradually, they will rethink themselves.

This interview weighs on me, shocks me, bringing the dialogue to the end was heavy.

Titian describes himself as a writer of other times and not only for the professorial aspect he manifests, Titian also describes his language always pressed on the arkic button and melancholy notes dictated by his sensations, his anger.

His poetry is actually deep and challenging, a track for connoisseurs and a reason for us to listen to him.

This interview weighs on me, it shocks me, I do not want to look rude but I can’t wait to close the phone call.

Read his synopsis, kidnapped and sometimes taken by strong, overwhelming content, synthesized with the gifts of poets between synthesis and words full of meaning, to be sought for the most on dusty vocabularies of historical libraries.

This interview keeps weighing me down but I’m pretending nothing, you know! However, we must give professionalism and belief.

Titian continues to tell himself, he describes his passions as well as for books also for sports… seconds of pause between us as if to calibrate a dialogue where he himself notices my restlessness in listening.

I go on, I promote this wise, deep and intelligent man, lover of music and our language, of the classical and at times obsolete.

At the end of an interview I can finally get rid of…

Titian has a football passion, but he lives it as a Juventino, and this has produced in me that weight and discomfort that I highlighted in listening to it… I interviewed a Hunchback!

Synopsis:
A woman gets married and her life knows happiness at the umpteenth power, as never experienced. The man who married her, though. soon after he leaves her and she falls into the vortex of depression. Think back to him, his smells, his flesh but, also, the hateful words. His salvation is one: the offspring. He gives everything for them, until…

Tiziano Papagni, born in Pavia on May 20, 1979, has a troubled teenage life due to family quarrels.

He grows up in a stalemate with his friends, does not receive the joy of all other teenagers and takes refuge in writing. He writes poetry, his house is that, free from all negative thoughts. He loves to use archaic and airtight styles, but he also uses contemporary styles.
He rewrites his life, learning to suffer and then be stronger. He’s an aesthete.

http://www.francescaghezzani.it

Titolo L’angelo dalle ali spezzate
Autore Tiziano Papagni
Editore LFA Publisher, 2019
ISBN 883343141X, 9788833431413
Lunghezza 104 pagine

Psicopedagogia applicata alla difesa personale femminile. Successo a Brescia!

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Brescia, 21 Ottobre 2019,

Si è concluso con successo il corso in due moduli sulla prevenzione nella difesa personale femminile. Un corso teorico voluto fortemente dal Comune di Brescia Assessorato alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili in collaborazione con la FIEFS (federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI) e Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop, realtà organizzative nazionali rappresentate dal Dott. Massimo Giuliani docente per le due giornate erogate presso la sede dello stesso assessorato.

“Sebbene Brescia sia una città sicura le istituzioni locali si adoperano nel fornire alla cittadinanza elementi di riflessione e corsi di formazione volti ad un aggiornamento continuo sulle tematiche espresse”, queste le parole in apertura dell’Assessora Prof. ssa Roberta Morelli presente in aula nelle date pianificate.

Una partecipazione ricca ed entusiasta che ha visto un’analisi della difesa e della salvaguardia del mondo femminile partendo proprio dalla comprensione dei vari corsi presenti sul mercato e con essi una falsa ed a volte fuorviante comunicazione indirizzata principalmente sul marketing.

Le argomentazioni sono poi volate sull’importanza delle certificazioni, sulla valenza di strutture idonee alla pratica, sulla comprensione della realtà ai lati estremi ed opposti dell’allenamento in sedi protette.

La cittadinanza ha risposto bene e la partecipazione elevata è stata solo una particolarità a margine considerando l’elevata interattività della stessa aula con esempi, domande ed esercizi volti a far sedimentare la consapevolezza di come affrontare il quotidiano in sicurezza.

Da Brescia pronti per nuovi moduli e percorsi formativi con particolare riferimento alle donne, ai giovani ed alla sensibilizzazione verso la pratica sportiva, primo vero deterrente per arginare possibili rischi.

 

Il fantasy di Tommaso Marzaroli – The fantasy of Thomas Marzaroli

 

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Se cerchiamo nell’editoria nicchie di settore le troviamo nella lungimiranza di Tommaso Marzaroli. Una storia come tante ma come nelle tante l’originalità di un pensiero che tende all’originalità.

Frequenta l’università in Scienze della Comunicazione da una prima passione… fare il giornalista. Qualche stage anche in realtà importanti dell’editoria del nostro Paese. Scrive su riviste prestigiose raccontando di storia ma di quella storia intrisa di opinione pubblica e di questo aspetto ne fa il fil rouge per qualche anno tra una partita di calcetto ed un passato di agonista nel Brescia Volley.

Una combinazione astrale lo accompagna nel mondo dell’editoria conoscendo la sua futura moglie caratterizzata da un padre immerso nel settore. Un editore puro, tra strumenti e macchine dedite alla stampa, ricerca la perfezione nella stessa, prima della pubblicazione. Ricco di contenuti, sogni e progetti, spregiudicato nella scelta e nell’indirizzamento della stessa verso un mondo parallelo difficile da proporre nella qualità a fronte di piattaforme multimediali che fanno vivere ai ragazzi il fantasy con percezioni probabilmente più appaganti rispetto ai libri: i videogames.

La narrativa fantasy lo caratterizza fino al midollo, ci crede e le sue parole sono talmente convincenti nel farti affascinare da questo prodotto editoriale. Nel nucleo di Brescia, disfa, confeziona, si relaziona con grafici ed illustratori accompagnando l’autore con etica professionale fino alla pubblicazione, alla pubblica critica.

Tommaso a volte si sofferma facendoti rivivere un suo passato carico di ambizioni e di credo. Durante il corso di laurea specialistica collabora con la redazione INCHIOSTRO della casa editrice il RICCIO, realtà cessate dal mercato ma come sempre in questi casi, determinanti per una svolta, uno spartiacque che lo ha condotto nella sua decisione coraggiosa: diventare editore.

Scegliere diventa la sua prerogativa, la sua mission, il suo modo di vivere nella ricerca della qualità e di talenti che in un settore già di nicchia diventa fattore determinante.

Nella sua operatività ha già dato vita ad una trilogia di Alessia Palumbo intitolata “I due Regni” ed a breve, con l’affacciarsi del 2020 seguirà il sequel con una raccolta di racconti tratti dalla stessa trilogia.

Ciò che ci ha colpito dall’incontro con Tommaso è stato il suo incipit verbale tradotto nella ricerca di autori disposti nel seguire un progetto caratterizzato dal dialogo continuo con l’autore ed una stretta collaborazione. Tommaso è per la linea pratica, per la pubblicazione gratuita post contratto dove l’aspetto economico si materializza solo con le vendite salvaguardando l’ipotetico investimento iniziale dello stesso autore.

E’ possibile contattare Tommaso Marzaroli tramite i seguenti link dove l’approfondimento non solo per i cultori del genere è doveroso:

http://www.ektglobe.com

https://www.facebook.com/EKTedikit/

Ringraziamo l’addetto stampa dott. ssa Francesca Ghezzani per la realtà proposta:

http://francescaghezzani.it/

If we look in publishing industry niches we find them in the foresight of Thomas Marzaroli. A story like so many but as in the many the originality of a thought that tends to originality.

He attended the University of Communication Sciences from a first passion… be a journalist. Some internships also actually important of the publishing of our country. He writes in prestigious magazines telling about history but about that story steeped in public opinion and this aspect makes it the fil rouge for a few years between a game of football and a past of agonist in Brescia Volley.

An astral combination accompanies him in the publishing world knowing his future wife characterized by a father immersed in the industry. A pure publisher, among tools and machines dedicated to printing, seeks perfection in the same, before publication. Rich in content, dreams and projects, unscrupulous in the choice and direction of the same towards a parallel world difficult to propose in quality in the face of multimedia platforms that make kids live fantasy with perceptions probably more satisfying than books: video games.

Fantasy fiction characterizes him to the core, he believes it and his words are so convincing in making you fascinated by this editorial product. In the core of Brescia, unfa, packages, relates with graphic designers and illustrators accompanying the author with professional ethics until publication, to public criticism.

Thomas sometimes lingers, reviving his past full of ambition and belief. During the master’s course he collaborates with the INCHIOSTRO editorial team of the publishing house RICCIO, a reality that has ceased from the market but as always in these cases, decisive for a breakthrough, a watershed that led him in his courageous decision: become a publisher.
Choosing becomes his prerogative, his mission, his way of living in the search for quality and talents that in an already niche sector becomes a determining factor.

In its operation it has already created a trilogy by Alessia Palumbo entitled “The Two Kingdoms” and soon, with the beginning of 2020 will follow the sequel with a collection of short stories from the same trilogy.

What struck us from the meeting with Thomas was his verbal incipit translated into the search for authors willing to follow a project characterized by continuous dialogue with the author and close collaboration. Thomas is for the practical line, for free post-contract publication where the economic aspect materializes only with sales safeguarding the hypothetical initial investment of the same author.

It is possible to contact Tommaso Marzaroli through the following links where the deepening not only for lovers of the genre is dutiful:

http://www.ektglobe.com

https://www.facebook.com/EKTedikit/

We would like to thank the press officer Dr Francesca Ghezzani for the proposed reality:

http://francescaghezzani.it/

Basta allenare le mani! Se non prima di aver sviluppato consapevolezza mentale. Comune di Brescia FIEFS e Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop in supporto della cittadinanza.

Alla luce dei recenti fatti di cronaca che vedono nuovamente la perdita di uomini e lavoratori in divisa, arriva come coincidenza la presentazione di un nuovo format per la cittadinanza.

E’ la città di Brescia che primeggia in questa lungimirante attività di prevenzione e protezione dedicata alle donne ma non solo. Una provincia ce ha visto abbattere la soglia della percezione del pericolo per le numerose iniziative messe in atto nel corso degli anni e delle iniziative intraprese.

Nel pomeriggio di ieri si è svolta la conferenza stampa presso la Sala Giudici in Loggia, una cornice di spessore che ha dato vita ad un’innovativo progetto volto alla salvaguardia del mondo femminile.

Promotori dell’iniziativa totalmente gratuita, l’Assessorato alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili dell’omonimo Comune rappresentato dall’Assessora Prof. ssa Roberta Morelli e dal Dott. Massimo Giuliani, Psicopedagogista Sportivo nonché Delegato per la Lombardia della FIEFS (Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI) e del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop, realtà che grazie alla sensibilità della Prof. ssa Giovanna Pini è attiva da anni nell’attenzione alle problematiche della violenza, sia fisica che psicologica.

Come fronteggiare il pericolo senza l’uso del proprio corpo? Non tutti siamo capaci di difenderci utilizzando un fisico prestante e spesso una corretta educazione nel comportamento civico che ci caratterizza nella quotidianità è proprio la chiave di volta nel metabolizzare, affrontare ed avere il coraggio di trovare soluzioni alternative diverse e più efficaci rispetto allo scontro fisico.

Abbattimento a posteriori dei problemi legali, diminuzione della violenza, consapevolezza del pericolo, valutazioni ambientali, valutazioni in itinere se siamo caratterizzati da ostacoli che sviano il nostro punto di attenzione: in presenza di anziani deambulanti, in presenza di minori con passeggino, in presenza di animali al seguito o di un abbigliamento che potrebbe limitare la nostra reazione (specie in inverno).

Il corso si suddividerà in due lezioni presso la sede dell’Assessorato sito in via Marchetti, 3 in Brescia dalle ore 17:000 alle ore 19:00 nei prossimi lunedì 14 e 21 ottobre 2019.

Alle presenti sarà rilasciato un attestato di partecipazione punto fermo di cosa potrebbero attuare dalla mattina successiva alla conclusione dell’iniziativa.

Per info e prenotazioni scrivere a:

segreteriaassessoremorelli@comune.brescia.it

o contattare i numeri 0302978968 – 0302977314

Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop

FIEFS (Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal Coni

Nord Italia – Lombardia

Ringraziamo:

Il CONI di Brescia nella persona dell’Arch. Tiziana Gaglione 

la Presidente Nazionale Prof. ssa Giovanna PINI del Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop

Il Presidente Nazionale della FIEFS Prof. Giuseppe Cindolo

La Prof. ssa Olga Cicognani Commissaria Pro Tempore della FIEFS Lombardia

Ovviamente il Comune di Brescia nella persona dell’Assessora Prof. ssa Roberta Morelli nell’arricchire quotidianamente il suo mandato con queste iniziative volte alla tutela della città.

La stampa locale: il Giornale di Brescia e Brescia Oggi per gli spazi concessi.

 

 

 

 

 

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Il linguaggio dell’infanzia/adolescenza: immagini e semplicità di contenuti, ma non solo. – The language of childhood/adolescence: images and simplicity of content, but not only.

 

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Qualche impegno extra-redazionale ed approdiamo nel mondo dei sogni, quell’emisfero onirico che caratterizza l’infanzia/adolescenza e fortunatamente anche la maturità.

Mai discostarsi da quel linguaggio, ma dissociarsi dall’aspetto ludico di un gioco, la vita stessa è un grande Monopoli tradotto in alberghi rossi e case verdi, il piacere del gioco e dell’esistenza è il cammino sul tabellone della nostra vita intenti nei progetti e con un occhio a sinistra sul mazzo delle probabilità e degli imprevisti.

La letteratura dell’infanzia/adolescenza sta alle fondamenta di un’abitazione che caratterizzerà il nostro futuro, il gioco il giardino, le immagini l’arredamento. Mamma, Papà, due parole che porteremo nel nostro animo fino alla fine dei nostri giorni, perché è lì ce siamo ancorati.

Coraggiosi gli autori che decidono di trattare questi argomenti, Capitani di Ventura gli Editori capaci di dedicare loro una fiducia incondizionata, una fiducia oggi, penalizzata dal web, dalla tecnologia, incapace di tradurre storie, sentimenti, sensazioni al di la’ delle pagine cartonate di un libro loro dedicato.

Donne scisse dalla logica e forti nell’affrontare il rischio, di produrre e credere ancora in questo settore, donne forse anche mamme, coraggiose nel raccontare.

Un viaggio per lavoro ed un’intervista a Francesca Di Martino, giovane editrice da poco nel mondo della stampa. Vuole arricchire i siti di una carta profumata d’innocenza, di lealtà, di colori. Attenta nella grafica e meticolosa nello scegliere illustrazioni fuori dall’ordinario, non immagini, ma origami di pura fantasia. Nasce “Edizioni Piuma”, un format editoriale capace di cogliere autori forti in questo settore, spesso poco considerato, complice il pollice sul cellulare per giocare a chi sa cosa, certo più appagante ma sicuramento meno costruttivo.

Francesca, giovane Siciliana trapiantata da qualche anno, sulle rive del lago di Lecco, tra le incombenze quotidiane di una mamma e sogni da realizzare da donna, ce la immaginiamo con il bimbo in braccio ed una mano sulla tastiera del PC imbrattata di sugo mentre porta a termine le sue attività quotidiane: non tutti gli uomini sono sensibili a questo aspetto!

Francesca sceglie, seleziona, si affida ad un’altra donna capace di vibrare sogni ed emozioni nel cadenzare in maniera lenta e meticolosa aree della nostra crescita personale forse dimenticata. Entra nella mente dei ragazzi e delle famiglie deputate ad educare ponendo l’accento sull’importanza di alimentare le loro passioni, sul controllo a distanza dei social a volte scaturendo nei genitori ansie e preoccupazioni.

Valutare i legami di amicizia che nascono grazie alla condivisione e da qualche selfie di troppo in bagno. Superare le paure dei bulli ma soprattutto fornendo quegli strumenti di serenità posti nel dichiarare le problematiche a casa. Insegnare ai genitori spesso distratti le logiche del web.

Due storie di donne, un’editore ed un autore, un connubio perfetto che certamente darà in pasto ai lettori un senso della vita generalmente poco valutato.

Per info e dettagli sulle opere proposte invitiamo a visionare i siti delle attrici di questo splendido processo mediatico/educativo:

EDIZIONI PIUMA

https://www.facebook.com/piumaedizioni/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARAD3AVxvwhLeoBk2wckwNZvCJ-oAvj3Ohh8ht149uzVxMRj6YXoDFzPrYcv2Axoa-7A2UONKpviD8jc

L’AUTORE – BENEDETTA FREZZOTTI

https://www.facebook.com/benedetta.frezzotti

L’EDITORE – FRANCESCA DI MARTINO

https://www.facebook.com/di.martino.fanny

L’ADDETTO STAMPA – Dott. sa FRANCESCA GHEZZANI

https://francescaghezzani.it

Buona lettura!

Some extra-editorial commitment and we land in the world of dreams, that dreamlike hemisphere that characterizes childhood/adolescence and fortunately also maturity.
Never deviate from that language, but dissociate from the playful aspect of a game, life itself is a great Monopoly translated into red hotels and green houses, the pleasure of play and existence is the path on the scoreboard of our lives intent on projects and with a left eye on the deck of probabilities and unforeseen events.
The literature of childhood/adolescence lies at the foundations of a home that will characterize our future, the play the garden, the images the décor. Mom, Dad, two words that we will carry in our souls until the end of our days, because that’s where we are anchored.
Courageous authors who decide to deal with these topics, Captains of Ventura the Publishers able to dedicate to them an unconditional trust, a trust today, penalized by the web, technology, unable to translate stories, feelings, sensations beyond the pages of a book dedicated to them.
Women disaffected from logic and strong in facing the risk, to produce and believe again in this sector, women perhaps even mothers, courageous in telling.
A trip to work and an interview with Francesca Di Martino, a young publisher recently in the world of printing. He wants to enrich the sites with a paper scented with innocence, loyalty, colors. Careful in graphics and meticulous in choosing illustrations out of the ordinary, not images, but origami of pure fantasy. “Feather Editions” is born, an editorial format capable of capturing strong authors in this area, often little considered, thanks to the thumb on the mobile phone to play to those who know what, certainly more fulfilling but less constructive sure.
Francesca, a young Sicilian transplanted for some years, on the shores of Lake Lecco, among the daily tasks of a mother and dreams to be realized as a woman, we imagine her with the baby in her arms and a hand on the PC keyboard smeared with gravy as she leads to end its daily activities: not all men are sensitive to this aspect!
Francesca chooses, selects, relies on another woman able to vibrate dreams and emotions in slow and meticulous cadence areas of our personal growth perhaps forgotten. It enters the minds of children and families dedicated to educating with an emphasis on the importance of feeding their passions, on remote control of social media, sometimes saking in parents anxieties and concerns.
Evaluate the bonds of friendship that arise thanks to sharing and a few too many selfies in the bathroom. Overcome the fears of bullies but above all by providing those instruments of serenity placed in declaring the problems at home. Teaching parents often distracted the logic of the web.
Two stories of women, a publisher and an author, a perfect combination that will certainly give readers a generally underrated sense of life.
For info and details on the proposed works we invite you to view the sites of the actresses of this wonderful media/educational process:

FEATHER EDITIONS
https://www.facebook.com/piumaedizioni/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARAD3AVxvwhLeoBk2wckwNZvCJ-oAvj3Ohh8ht149uzVxMRj6YXoDFzPrYcv2Axoa-7A2UONKpviD8jc

THE AUTHOR – BENEDETTA FREZZOTTI
https://www.facebook.com/benedetta.frezzotti

THE EDITOR – MARTIN FRANCESCA
https://www.facebook.com/di.martino.fanny

THE STAMPA ACTION – Dr. sa FRANCESCA GHEZZANI

https://francescaghezzani.it
Have a good read!

 

Corso di Difesa Personale Femminile. Brescia, 14 e 21 Ottobre 2019 ore 17:00 – 19:00 – Female Personal Defense Courses. Brescia 14 and 21 October 2019 at 17:00 – 19:00

 

locandina

Scheda iscrizione

I prossimi 14 e 21 Ottobre 2019 l’Assessorato alle Pari Opportunità e Politiche Giovanili del Comune di Brescia in collaborazione con il Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop e la FIEFS (Federazione Italiana Educatori Fisici e Sportivi – Benemerita dal CONI) hanno organizzato un corso in due sessioni che saranno erogate presso la sede dello stesso Assessorato sito in Brescia in Via Marchetti, 3 dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

L’esigenza è maturata da vari confronti tra il Presidente Nazionale Fiefs Prof. Giuseppe Cindolo, la Commissaria Pro Tempore Fiefs Lombardia Prof. ssa Olga Cicognani e l’Assessora Prof. ssa Roberta Morelli.

Ci coinvolgono, e strettamente al connubio presente di un’indole di una formazione maturata nelle arti marziali in parallelo con le Scienze Umane decidono di strutturare un’attività rivolta al mondo femminile con un particolare accento sulla prevenzione e sulla difesa personale, ma come? Con un taglio diverso, più spendibile, più efficace, semplicemente più veritiero ed efficace. Commercialmente parlando meno accattivante ma significativamente più produttivo e stimolante.

Una collega questa mattina commenta: “ma fate un corso di difesa personale o di Psicopedagogia?”. Una domanda fantastica che senza volerlo inizia ad aprire un Vaso di Pandora e noi, al di là degli esiti del progetto, siamo orgogliosamente complici nel tradurlo in aula, renderlo fruibile. Ma perché la fiducia di un Comune, di un Assessorato, di due istituzioni importanti di livello nazionale? Perché? Semplicemente perché crediamo sia giusto accodarci alla Marina Militare Statunitense nell’affermare dopo mezzo secolo di indagini che esiste altro, che non siamo soli, che gli extra-terrestri potrebbero finalmente essere sdoganati. Da qui si apre un mondo, un universo parallelo sul ciò che effettivamente è utile e talmente cinico che può tutelare il tuo benessere nel vivere quotidiano e la folta schiera di abili (ma non più) venditori di fumo.

Un donna ma così un uomo ha il diritto di difendersi senza ricorrere ad un apprendimento veloce e sommario di quattro tecniche illusionisticamente coreografiche che nella maggioranza dei casi fomentano l’ego personale e nulla più.

Le società nella storia dell’uomo sono sempre state caratterizzate dal banale e riduttivo “0” o “1”, acceso o spento, yes or not. Scelte consapevoli e poco coraggiose capaci di condizionare una giornata qualunque, un imprevisto immediato, una valutazione sommaria.

Il Format di questa Difesa Personale dedicata alle donne prevede questo, valuta la realtà senza materassini, guantini, magliette con gladi e teschi pronti ad annichilire la paura, quella paura non propriamente tale che non scopriremo mai nell’accompagnamento di una tecnica in palestra o in una coreografica simulazione al parco.

Sviscereremo il concetto di paura, di difesa, di prevenzione formulando con le stesse partecipanti (lo scopo), alternative e stati d’animo capaci di salvarci veramente in momenti di ipotetico pericolo.

Grazie al Comune di Brescia, alla FIEFS e al Centro Nazionale Contro il Bullismo – Bulli Stop inizieremo a percorrere questa strada.

Invitiamo tutte le interessate a prendere contatti con:

segreteriaassessoremorelli@comune.brescia.it

Tel. 0302978968 – 0302977314

Massimo Giuliani

maximog1968@libero.it

Per una nuova Educazione civica della persona.

The next 14 and 21 October 2019 the Department of Equal Opportunities and Youth Policies of the Municipality of Brescia in collaboration with the National Center Against Bullying – Bulli Stop and FIEFS (Italian Federation of Physical and Sports Educators – Deserved by CONI) they organized a course in two sessions that will be delivered at the headquarters of the same Assessorato site in Brescia in Via Marchetti, 3 from 17:00 to 19:00.
The need has matured from various comparisons between the National President Fiefs Prof. Giuseppe Cindolo, Commissioner Pro Tempore Fiefs Lombardy Prof. Ssa Olga Cicognani and The Assessor Prof. Mrs. Roberta Morelli.

We are involved, and closely to the present combination of a disposition of a training matured in martial arts in parallel with the Human Sciences decide to structure an activity aimed at the female world with a particular emphasis on prevention and defense personal, but how? With a different cut, more expendable, more effective, simply more truthful and effective. Commercially speaking less appealing but significantly more productive and stimulating.
A colleague commented this morning: “But do you take a course in self-defense or psychopedagogy?” A fantastic question that unintentionally begins to open a Pandora’s Box and we, beyond the results of the project, are proudly complicit in translating it into the classroom, making it usable. But why the trust of a municipality, an alderman, two important institutions of national level? Because? Simply because we believe it is right to join the U.S. Navy in stating after half a century of investigation that there is something else, that we are not alone, that extraterrestrials could finally be cleared. From here opens a world, a parallel universe about what is actually useful and so cynical that it can protect your well-being in daily life and the large array of skilled (but no longer) smoke sellers.

A woman but thus a man has the right to defend himself without resorting to a quick and summary learning of four illusionistically choreographic techniques that in most cases foment personal ego and nothing more.
Societies in human history have always been characterized by the banal and reductive “0” or “1”, on or off, yes or not. Conscious and uncourageous choices capable of conditioning an ordinary day, an immediate unforeseen, a cursory evaluation.
The Format of this Personal Defense dedicated to women provides this, evaluates reality without mattresses, gloves, T-shirts with gladi and skulls ready to annihilate fear, that fear not exactly such that we will never discover in the accompaniment of a gym or choreographed simulation at the park.
We will unravel the concept of fear, defense, prevention by formulating with the same participants (the purpose), alternatives and moods capable of truly saving us in times of hypothetical danger.

Thanks to the City of Brescia, FIEFS and the National Center Against Bullying – Bulli Stop we will start to walk this path.

We encourage all interested parties to make contact with:
segreteriaassessoremorelli@comune.brescia.it
Tel. 0302978968 – 0302977314
Massimo Giuliani
maximog1968@libero.it
For a new Civic Education of the person.

 

Le discussioni on-line, fateci caso… come agisce la legge di Godwin. Online discussions, please notice… how Godwin’s law works.

 

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La legge di Godwin afferma che, “mano a mano che una discussione online si protrae, la probabilità di un paragone riguardante ad esempio i nazisti o Hitler, tende ad 1”, ovvero, se una discussione online, a prescindere dall’argomento o dallo scopo, va avanti abbastanza, prima o poi qualcuno paragonerà qualcuno o qualcosa ad Hitler.

Enucleata dall’avvocato e autore statunitense Mike Godwin nel 1990, inizialmente, la legge di Godwin si riferiva alle sole discussioni dei newsgroup Usenet. Nel corso del tempo viene considerata applicabile ad ogni format di discussione online: chat, forum, whatsapp. Nel 2012, “Godwin’s law” è diventata una voce della terza edizione dell’Oxford English Dictionary.

Godwin ha dichiarato che ha descritto la legge come un esperimento di memetica.

“Sebbene deliberatamente incorniciata come se fosse una legge naturale o matematica, il suo scopo è sempre stato retorico e pedagogico: “Volevo che la gente che paragonava qualcuno a Hitler con disinvoltura, pensasse di più all’Olocausto”, ha scritto Godwin. Nel dicembre del 2015, Godwin ha commentato il paragone con nazisti e fascisti fatto in diversi articoli sul candidato presidenziale repubblicano Donald Trump, affermando che “Se ci rifletti un po’ su, per mostrare un po’ di consapevolezza storica, vai avanti nei tuoi riferimenti a Hitler quando parli di Trump. O di qualsiasi altro politico.” Cit. wikypedia.

Godwin’s law states that, “as an online discussion continues, the likelihood of a comparison involving, for example, the Nazis or Hitler, tends to 1”, or, if an online discussion, regardless of the subject or the purpose, it goes on enough, sooner or later someone will compare someone or something to Hitler.

Enucleated by US lawyer and author Mike Godwin in 1990, Godwin’s law initially referred only to discussions in Usenet newsgroups. Over time it is considered applicable to every online discussion format: chat, forum, whatsapp. In 2012, “Godwin’s law” became a voice of the third edition of the Oxford English Dictionary.

Godwin stated that he described the law as a memetic experiment.

“Although deliberately framed as if it were a natural or mathematical law, its purpose has always been rhetorical and pedagogical:” I wanted the people who compared someone to Hitler with ease, thought more about the Holocaust, “Godwin wrote. of 2015, Godwin commented on the comparison with Nazis and fascists made in several articles on the Republican presidential candidate Donald Trump, stating that “If you think about it, to show some historical awareness, go ahead with your references to Hitler when you talk about Trump. Or any other politician. ” Cit. Wikypedia.

Un libro nuovo aperto a metà e la sintesi del suo odore di stampa tra passato e presente. Recensioni per Manuela Chiarottino. – A new book opened in half and the synthesis of its smell of printing between past and present. Reviews for Manuela Chiarottino.

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Non potevamo iniziare da una sensazione ricevuta durante l’intervista, ciò che Manuela ci ha offerto.

La letteratura ha bisogno di sensazioni olfattive e tattili per essere apprezzata? Forse si… è il gusto della stampa! Raggiungiamo Manuela nella provincia di Torino. Una donna, madre e moglie che a seguito della chiusura anticipata dell’azienda per la quale lavorava forse ha trovato la chiave di volta per la sua stabilità d’animo, per la sua passione tenuta a sobbollire per diversi anni.

Manuela non si perde d’animo, rimescola il cassetto delle sue esperienze, le piega, le dispone in modo tale che una volta aperto lascia intravedere spazi ancora vuoti da riempire con i suoi desideri. Un cassetto di un mobile antico tipico del Piemonte austero di anni ormai trascorsi ma pieni di quelle sensazioni riportate alla luce del presente con la volontà di affascinare, ridare un senso alla lettura con un’attenzione più meticolosamente incisiva.

Il libro è il soggetto di tutto, quasi una lode di un pittore verso la sua bianca tela. Campi da riempire di contenuti che generosamente colma nelle sue svariate opere con parallelismi spazio-temporali dove descrive il passato ed il presente sempre legati alle problematiche più classiche della vita.

Ciò che ci ha colpito di Manuela è un’attenzione innata, una cura ricevuta nel donare il bene ed in qualche modo farsi portavoce di quell’uguaglianza di genere che dovrebbe caratterizzare l’essere umano in quanto tale.

Manuela sfoga nei rintocchi del suo cuore, tipici di una chiesa al di là di una risaia assolata, un talento ricevuto in dono dalla tenera età e zigzagando tra i canti delle cicale raggiungere ogni singolo abitante di quell’ipotetico e produttivo paese. Un gatto nero che le tiene compagnia mentre elabora le sue pagine, un pensiero costante ai nuovi progetti da portare a termine per darsi dei punti di partenza, per fare quel maquillage essenziale che le sta facendo cambiare pelle, ritrovando se stessa e le sue vere e primordiali ambizioni.

Ci sembrava vivere il momento in cui racconta di quando piccolina nella biblioteca dove lavorava sua mamma cercava di “leggere” quelle immagini di un libro immenso, più grande di lei, qualche striscia che in quel momento caratterizzava le avventure di Topolino.

Ex programmatrice, ragioniera, studi stretti pilotati come spesso accade, dalla volontà dei nostri genitori per consigliare la strada più giusta, quella della sicurezza, quella del posto fisso, quella che tuttavia sempre pianeggiante non ti offre molto di più che il pericolo di un sasso sotto la scocca. Manuela ama le risalite e le discese ardite (parafrasando Battisti), certo più rischiose e dispendiose ma se elaborate con la ragione possono accompagnarti a vette dalle quali godere di un panorama indimenticabile.

Manuela ci stupisce sull’analisi di lotte sebbene di natura diversa hanno sempre la stessa origine: la libertà dell’individuo. In uno dei suoi racconti emerge un dialogo tra un nonno e suo nipote. Il primo, intento negli anni della guerra, nel difendere come partigiano oltre che i suoi ideali una consacrazione umana tesa verso il rispetto e la libertà dell’uomo senza violenze e soprusi. Il secondo, nella nostra epoca intento a difendere gli stessi ideali a seguito delle ingiustizie ricevute per la sua omosessualità.

Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Ama pasticciare con il cernit, dipingere su ceramica o legno e creare quadri di sabbia, uno dei quali è diventato la cover del suo primo romanzo Arriveranno le farfalle.

Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del premio Fondazione Marazza per la narrativa per l’infanzia, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature.

Tra le sue pubblicazioni si annoverano: La locanda sul porto (Triskell, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018, vincitore del concorso “Barbera da… leggere”), Bea la gatta investigatrice (Self, 2019), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), La rosa del deserto (Triskell, 2018), Sex toys e mucho amor (Self, 2017), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016, vincitore del concorso “Fiori di acciaio”), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

Manuela è raggiungibile anche dai sottostanti canali informatici:

Pagina fb: https://www.facebook.com/manuelachiarottinoautrice/

Sito: https://manuelachiarottino.wordpress.com

Un ringraziamento alla dott. sa Francesca Ghezzani raggiungibile al sito:

https://francescaghezzani.it

We couldn’t start with a feeling we received during the interview, what Manuela offered us.
Does literature need olfactory and tactile sensations to be appreciated? Maybe you… it’s the taste of the press! We reach Manuela in the province of Turin. A woman, mother and wife who, following the early closure of the company for which she worked, perhaps found the key to her stability of mind, for her passion kept to simmer for several years.

Manuela does not lose heart, shuffles the drawer of her experiences, folds them, arranges them in such a way that once opened she reveals still empty spaces to fill with her desires. A drawer of an ancient cabinet typical of The austere Piedmont of years now passed but full of those sensations brought to the light of the present with the will to fascinate, give a sense to reading with a more meticulously incisive attention.

The book is the subject of everything, almost a praise of a painter towards his white canvas. Fields to be filled with content that generously fills in his various works with space-time parallels where he describes the past and the present always linked to the most classic problems of life.

What struck us about Manuela is an innate attention, a care received in giving the good and somehow becoming a spokesperson for that gender equality that should characterize the human being as such.

Manuela vents in the chimes of her heart, typical of a church beyond a sunny paddy, a talent received as a gift from an early age and zigzagging among the songs of cicadas reach every single inhabitant of that hypothetical and productive country. A black cat that keeps her company as she processes her pages, a constant thought to the new projects to be completed to give herself starting points, to do that essential maquillage that is making her change skin, finding herself and her true and primal ambitions.

We seemed to live the moment when she tells of the moment when little girl in the library where her mother worked tried to “read” those images of an immense book, bigger than her, some stripthat at that time characterized the adventures of Mickey Mouse.

Former programmer, accountant, narrow studies piloted as often happens, by the will of our parents to advise the right way, that of safety, that of the fixed place, the one that however always flat does not offer you much more than the danger of a rock under the shell. Manuela loves the ascents and daring descents (paraphrasing Battisti), certainly more risky and expensive but if elaborated with reason they can accompany you to peaks from which to enjoy an unforgettable panorama.

Manuela amazes us on the analysis of struggles although of a different nature they always have the same origin: the freedom of the individual. In one of his stories, a dialogue emerges between a grandfather and his nephew. The first, intent in the years of war, in defending as partisan as well as its ideals a human consecration aimed at respect and freedom of man without violence and abuse. The second, in our age intent on defending the same ideals as a result of the injustices received for his homosexuality.

Manuela Chiarottino was born and lives in the province of Turin. He loves to mess with cernit, paint on ceramics or wood and create sand paintings, one of which became the cover of his first novel Will The Butterflies.

Winner of the Verbania for Women 2019 competition and the Marazza Foundation for Children’s Fiction award, she loves the pink genre in writing, declined in different shades.
His publications include: The Inn on the Harbour (Triskell, 2019), The Keeper of Silk (Buendia Books, 2019), All Colors of Byron (Buendia Books, 2018, winner of the competition “Barbera da… Bea the Cat Investigator (Self, 2019), The Wish Game (Amarganta, 2018), Maga by chance (Le Mezzelane, 2018), The Desert Rose (Triskell, 2018), Sex toys and mucho amor (Self, 2017), A five-star love (Triskell, 2016, winner of the competition ” Flowers of Steel”), GallopIng Hearts (Rizzoli 2016), Two Steps Forward a Step Back (Amarganta, 2016), My Perfect Lucky Dress (La Corte, 2016), Even Before I Meet You (Rizzoli, 2015) and many more.

Manuela can also be reached from the underlying IT channels:

fb page: https://www.facebook.com/manuelachiarottinoautrice/

Site: https://manuelachiarottino.wordpress.com

Thanks to Dr Francesca Ghezzani at the site:

https://francescaghezzani.it

 

Il mondo è pieno di sfumature…The world is full of nuances…

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Immagine web

Dopo la pausa estiva Karatebloginternational si stira e riprende la sua stagione con un commento sulle tante fandonie che si leggono in giro, dove il giro sono i social.

Il cinismo nello sport, nella politica, nella medicina, nello scibile umano non sempre esiste, dove la parola cinismo sta per verità nuda e cruda. Anche i più intelligenti se lo chiedono, anche i più smaliziati si pongono la domanda mentre i poveri di spirito non riescono a comprendere questi strani meccanismi che gestiscono le alte relazioni.

Ecco allora che la massa si chiede il perché a fronte di una malattia, qualche volta emerge il miracolo. Ecco allora il perché se quell’atleta era più bravo e titolato, ci chiediamo come mai non è riuscito a prendere un posto in nazionale. Ecco allora il perché si allungano le relazioni, i rapporti in ogni settore del vissuto e rimaniamo appesi nel dubbio e nel “non finito”, di quella tanto decantata materia posta di fronte al Genio del Rinascimento di Michelangelo.

Forse il Non finito ha un senso? O forse non vogliamo mai, nel nostro essere uomini, veder comparire quella frase orrenda che gli anglosassoni nel cinema ponevano come The End.

Questa in qualche modo è la vita e la politica in Italia, in questi giorni di forti crisi di Governo, ci sta insegnando!

Leggiamo sempre più spesso sulla rete l’incomprensione delle dinamiche parlamentari e via con gli sproloqui, con le imprecazioni a tutti i Santi, con gli sfoghi personali di questa o quella partigianeria.

Del perché se un Governo non funziona, nonostante sia stato votato, e del perché, richiamati dal Presidente della Repubblica per trovare una soluzione, lo troviamo nella nostra Costituzione la quale, a fronte del mantenimento di una stabilità quinquennale prevede una serie di norme che invitano le forze traballanti nell’effettuare consultazioni interne anche con le opposizioni pur di generare stabilità e quindi governo al Paese.

Il concetto chiave è proprio questo. Comprendere le norme,, le stesse norme che ci fanno rimanere sbigottiti di fronte al soggetto che causa un incidente in auto e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti non si ferma nel prestare soccorso.

Non tutto è lineare come vorremmo. Norme, cavilli, articoli, precedenti di Cassazione, la burocrazia, ecc. potrebbero ribaltare ogni nostra visione dei fatti.

Questa è la vita, questi sono i meccanismi. Per la nostra Nazione non esiste un bianco o un nero ma migliaia di interpretazioni e noi poveri idioti continueremo a riempire le pagine dei social, scagliandoci su questa o quella maggioranza rispetto alle nostre idee politiche pur di trovare una pace per il nostro cervello che forse non avverrà mai, per le logiche della complessità.

Il nostro consiglio è quello di trovare una realtà originale capace di scardinare qualche meccanismo corrotto, intrinseco al punto tale di aberrare la stessa realtà, forse e diciamo forse, con questa logica non vedremo più brigatisti applauditi nella presentazione del loro ultimo libro e forse non vedremo più 45 minuti di attesa e cronaca da parte di una nota emittente nazionale che, con tanto di telecamere, cerca di comprendere i motivi per cui il Presidente del Consiglio Conte è all’interno di un negozio di telefonia nei pressi della Camera.

Questa è la nostra Italia, persa nel pettegolezzo e per nulla nella politica del fare. Ci chiediamo solo, ipotizzando quella realtà, se solo nel lontano 14 luglio del 1789 la popolazione Francese avesse posseduto dei cellulari…

After the summer break Karatebloginternational irons up and resumes its season with a comment on the many fandonies that are read around, where the tour is social media.

Cynicism in sport, politics, medicine, human science does not always exist, where the word cynicism stands for naked and raw truth. Even the smartest ask, even the most shrewd ask the question while the poor of spirit fail to understand these strange mechanisms that manage high relationships.

That’s when the masses wonder why in the face of a disease, sometimes the miracle emerges. So that’s why if that athlete was better and better, we wonder why he couldn’t take a place in the national team. So here is why relations, relationships in every area of the lived and we remain hung in the doubt and in the “unfinished”, of that much-known material placed in front of Michelangelo’s Renaissance Genius.

Maybe the Unfinished Makes Sense? Or perhaps we never want, in our being men, to see the hideous phrase that the Anglo-Saxons in cinema put in place as The End.
This is in some ways life and politics in Italy, in these days of severe crisis of government, is teaching us!

We read more and more on the net the misunderstanding of parliamentary dynamics and so on with the sloths, with the imprecations to all the Saints, with the personal outbursts of this or that partisanship.

It is not the first time that the European Parliament has been involved in this debate. set of rules that invite the shaky forces to carry out internal consultations even with the opposition in order to generate stability and therefore government to the country.

That’s the key concept. Understanding the rules, the same rules that make us be dismayed at the person causing an accident in a car and under the influence of drugs does not stop in providing assistance.

Not everything is as linear as we would like. Rules, quibbles, articles, Supreme Court precedents, bureaucracy, etc. could overturn our every view of the facts.

This is life, these are the mechanisms. For our nation there is no black or white but thousands of interpretations and we poor idiots will continue to fill the social pages, flinging ourselves on this or that majority with respect to our political ideas in order to find a peace for our brain that may never happen, for the logic of complexity.

Our advice is to find an original reality capable of unravelling some corrupt mechanism, intrinsic to the point of aberrating the same reality, perhaps and we say perhaps, with this logic we will no longer see brigadiers applauded in the presentation of the their last book and perhaps we will not see more 45 minutes of waiting and chronicle from a well-known national broadcaster who, complete with cameras, tries to understand why the President of the Council Conte is inside a telephone shop near the Room.

This is our Italy, lost in gossip and not at all in the politics of doing. We only wonder, assuming that reality, if only as far back as July 14, 1789 the population French had owned mobile phones…

Le Asine vanno da sole a farsi mungere!- The donkeys go alone to get milked!

eb0bd98815a55f6bf532551776c4f6c1.jpgUn’estate anomala, mentre i politici giocano a carte sul tavolo verde degli Italiani, la vita scorre, va avanti tra ondate di caldo (quest’anno non possiamo proprio lamentarci!) e qualche piovasco sparso nella penisola.

Rimaniamo dell’idea che i social hanno decisamente appiattito quel poco di intellettualità residua della nostra anima. In estate emerge di tutto, soprattutto i bilanci delle riviste, dei quotidiani, della stampa. Per obblighi amministrativi le stesse sono indotte nel dover pubblicare in trasparenza, di norma sulle pagine centrali, fogli di bilancio costantemente in perdita ma tanto, chi se ne accorge… è estate, e tra il caldo della spiaggia ed i caratteri a corpo zero, tutto passa nella più totale indifferenza.

Clima vomitevole, foto artefatte, richieste di premi e riconoscimenti ingiustificati, insensati, basta apparire. Una manciata di amici a fare i conti con la censura web, troppe frasi inadeguate, troppi pensieri forti, e il nostro ideatore di queste piattaforme digitali forse, e diciamo forse, non aveva minimamente considerato il libero arbitrio.

Non crediamo ci sarà mai democrazia senza giuste regole. Senza educare ai giusti canoni, la libertà è bella, piacevole, ma ha un costo, l’adeguamento alle norme, diversamente il gioco sarà inutile.

E’ cosa risaputa tra gli allevatori che le Asine vanno da sole a farsi mungere quel prezioso latte di cui Cleopatra e Poppea avevano già compreso i benefici nel farsi il bagno in una vasca piena.

Oggi è così, la qualità fa fatica ad emergere nella quantità, basterebbe solo soffermarsi nelle etichette dei capi di abbigliamento a basso costo per comprendere il nesso.

Ed è Agosto e sarà settembre e poi sarà Natale ma, a parte qualche scoperta scientifica importantissima per la salute, la medicina, la tecnologia, tutto passa inosservato, tranne… il protagonismo insulso ed insensato di taluni che continuano ad alimentare il loro ego per aver acchiappato la bambolina sul “calcio in culo” al luna park della vita.

An abnormal summer, while politicians play cards on the green table of the Italians, life flows, goes on amid heat waves (this year we can not really complain!) and some rain scattered on the peninsula.

We remain of the idea that social media has decidedly flattened that little residual intellectuality of our soul. Everything emerges, especially the budgets of magazines, newspapers and the press. For administrative obligations they are induced in having to publish in transparency, usually on the central pages, budget sheets constantly at a loss but much, those who notice… it is summer, and between the heat of the beach and the zero-body characters, everything passes in total indifference.

Vomiting climate, artified photos, unjustified award requests and accolades, senseless, just appear. A handful of friends are dealing with web censorship, too many inappropriate phrases, too many strong thoughts, and our creator of these digital platforms perhaps, and let’s say perhaps, had not in the least considered free will.

We don’t believe there will ever be democracy without proper rules. Without educating the right canons, freedom is beautiful, pleasant, but it has a cost, compliance with the rules, otherwise the game will be useless.

It is well known among the breeders that the Donkeys go alone to get milked that precious milk of which Cleopatra and Poppea had already understood the benefits of bathing in a full bath.

Today it is so, quality struggles to emerge in quantity, it would be enough to linger in the labels of low-cost clothing to understand the nexus.

And it’s August and it’s going to be September and then it’s Christmas but, apart from some very important scientific discovery for health, medicine, technology, everything goes unnoticed, except… the insulting and senseless prominence of some who continue to feed their egos for catching the doll on the kick in the at the amusement park of life.

Stage con Nando Balzarro, la via continua… Un kata scomparso, il Naihanchi – Stage with Nando Balzarro, the way continues… A missing kata, the Naihanchi.

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Purtroppo il tempo vola ed anche quest’estate un po’ anomala per le condizioni atmosferiche non ti fa assaporare le giuste sensazioni a gratificazione di un anno di lavoro.

Karatebloginternational va un po’ a rilento, ci prendiamo qualche pausa anche noi ma, in tutto questa mediatica spartizione del tempo qualche Maestro lavora ancora al fine di preparare l’ennesimo stage volto proprio nel valorizzare il tempo che spesso fa dimenticare forme perdute.

Siamo lieti di promuovere questo nuovo evento volto ad inaugurare la prossima stagione ormai alle porte, lo stage del Maestro Nando Balzarro che si terrà presso lo Sport Village in via San Donato, 146 a Bologna il prossimo 22 settembre 2019.

Info sulla locandina pubblicata.

Considerate le numerose prenotazioni ricevute negli ultimi eventi editi dal Maestro si consiglia una preventiva prenotazione volta nell’ottimizzare la docenza in virtù di un proficuo rapporto con i discenti partecipanti.

Unfortunately the weather flies and even this summer a little abnormal for the weather does not make you savor the right sensations to gratification a year of work.

Karatebloginternational goes a little slow, we take a few breaks too but, in all this media partition of time some Master still works in order to prepare the umpteenth stage face precisely in enhancing the time that often makes us forget lost forms.

We are pleased to promote this new event aimed at inaugurating the next season now just around the corner, the internship of Maestro Nando Balzarro that will be held at the Sport Village in Via San Donato, 146 in Bologna on September 22, 2019.

Info about the published poster.

In view of the numerous bookings received in the last events published by the Master, we recommend a pre-emptive booking aimed at optimizing the teaching by virtue of a fruitful relationship with the participating learners.

 

La Bomba! The Bomb!

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Immagine da Web.

E’ scoppiata una bomba! Ammazza sei una bomba! Che bomba! E’ una bomba ad orologeria… ecc.

Antonello Venditti compose addirittura una canzone, certamente ricordiamo il testo

“E fu a Bologna che scoppiò la prima bomba,
fra una festa e una piadina di periferia.
E bomba o non bomba noi arriveremo a Roma, malgrado voi”.

Anni di piombo e di bombe, quasi un presentimento di quella che fu la strage di Bologna, la canzone fu composta due anni prima! Ma il nostro Paese è sempre stato caratterizzato da bombe, comprese quelle più deliziose alla crema, cioccolato o marmellata, personalmente le preferisco vuote e rigorosamente acquistate ad Ostia in un noto bar con dirigibile di acciaio che in tempi remoti le sganciava dalla sua pancia per farle scendere in un parallelepipedo di vetro zuccherato. Una chicca di Roma!

Il nostro territorio è costellato da bombe, inermi, pesanti, deliziose come quelle dolci da mangiare ma comunque caratterizzate tutte da pesantezza, rischio! Pensate, basta digitare la frase “Disinnesco Ordigni Bellici” su un qualsiasi motore di ricerca (uno dei compiti istituzionali che ci vede protagonisti nel panorama di prevenzione come Corpo Militare della Croce Rossa, insieme ad Esercito, Prefetture, Forze di Polizia) ed appaiono 32100 risultati. Sostanzialmente siamo un territorio caratterizzato statisticamente da qualche ritrovamento potenzialmente devastante: costruzione di strade, condotte, edifici, smottamenti naturali del terreno e via discorrendo.

La bomba, nell’immaginario collettivo assume un valore forte, dirompente, cinico e destabilizzante nel bene e nel male. Quel giorno, le menti insane di chi l’armarono portarono a compimento una strage, inutile, vile. Noi di karatebloginternational vogliamo ricordarla così, con quel maledetto orologio fermo sul suo tempo diventato poi il tempo delle nostre coscienze.

Oggi è un altro giorno della memoria che certamente non volevamo annoverare sul nostro calendario.

A bomb has exploded! Kill you’re a bomb! What a bomb! It’s a time bomb… et cetera.
Antonello Venditti even composed a song, we certainly remember the lyrics
“And it was in Bologna that the first bomb went off,
between a party and a suburban flatground.
And bomb or not bomb we will get to Rome, despite you.”

Years of lead and bombs, almost a hunched of what was the Bologna massacre, the song was composed two years earlier! But our country has always been characterized by bombs, including the most delicious ones cream, chocolate or jam, personally I prefer empty and strictly purchased in Ostia in a well-known bar with steel airship that in ancient times dropped them from his belly to drop them into a sugary glass box. A treat in Rome!

Our territory is dotted with bombs, unarmed, heavy, delicious as those sweet to eat but still characterized by heaviness, risk! Think, just type the phrase “Disengage Of Beautiful Ordnance” on any search engine (one of the institutional tasks that sees us protagonists in the prevention landscape as the Red Cross Military Corps, along with Army, Prefectures, Forces of Police) and 32100 results appear. Basically we are a territory characterized statistically by some potentially devastating find: construction of roads, pipelines, buildings, natural landslides of the land and so on.

The bomb, in the collective imagination takes on a strong, disruptive, cynical and destabilizing value for good and evil. That day, the insane minds of those who armed it carried out a massacre, useless, cowardly. We at karatebloginternational want to remember it this way, with that damn watch still on its time that has become the time of our consciences.

Today is another day of remembrance that we certainly did not want to count on our calendar.

 

We’re all becoming… Enrico Toti? – Stiamo diventando tutti… Enrico Toti?

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Enrico Toti is remembered by history for this sentence: “In the middle of the day we passed the enemy barricade in the open”. At around fifteen of 6 August 1916 we reached an altitude of 85 (just outside Monfalcone, before the Lisert river, in Sablici). Order to move forward immediately and Enrico was among the first. He had walked 50 meters when a first bullet reached him. I approached while we were both in the open. He didn’t want to know how to repair himself. He kept throwing bombs, and to do this he had to get up from the ground. So it was that he took a second bullet in his chest. I thought he was dead. I got under him by pulling his leg but he kicked. Suddenly he raised himself on his chest and grabbed the crutch and threw it at the enemy. A bullet, this time the last, hit him in the forehead “.

A phrase that has not left the hearts of many Italians (if they know it). Seeing the chronicles of a fortunate sporting nature after a century of a century, we ask ourselves why? The reason for so much superficiality manifested towards a public that sooner or later will be conditioned by the behavior of some.

At this point we ask ourselves: “What war and sport will they ever have in common?” The answer is simple, acts of gratuitous heroism solely and exclusively to foment one’s ego and to show oneself always and only in better shape, in other words to sell oneself.

Forgive us the reflection but a minimum of cunning? A minimum of ethics? A glimpse of that healthy culture that should characterize a teacher, an instructor in simply giving a good example?

We encourage you to take a walk through the “healthy” waters of social media and you can see for yourself what we are saying to you, simply by observing.

Recently concluded an event open to every single member of an association structure (Federation, Body, etc.) where, among other things, a selection was not foreseen by upstream selection (characterized by costs, training, sacrifices, etc.), the sports people continue to live by propaganda, always obscuring in public opinion a truth often never confessed.

Praise to those who participated and won in silence, taking home a well-deserved medal that was not evaluated in a transparent way to obtain a subsequent commendation from the CONI or from the same organizations to which they belong. What characterizes all this? The “healthy” desire to emulate a true hero, such Enrico Toti who in the midst of the world war had the courage, the sense of homeland and perhaps even the unconsciousness, to throw his crutch towards the enemy, after three bullets that have reached full. The last one, the deadly one, at the front!

Browsing through the pages of the hypocrisy web we find ourselves facing dozens of sports heroes capable of facing a competition (often even alone) by introducing their paths with:


• despite a shoulder injury;
• despite a muscle contraction;
• despite an accident in the last few weeks before a “European”
• despite, despite…

I managed to do the pseudo-Olympic “Games without Frontiers” that anyway will bring me fame, public interest and some more associates in the gym.

I also competed in those conditions, with a hidden and conscious guardian of my eleventh place but I never emphasized heroic acts by practicing Catholic in the church and contradictory in the way of the Lord in life.

There are dozens, who in the most total ignorance of the mass for reasons of lack of accurate information from these “illustrious Masters” fear headlines taken in the light in non-certified races in the circuits that should protect a healthy sporting competition, among the other also against the approximately 200.00 euros of registration due.

Gentlemen, really wake up, but also institutions to regulate these events that only harm sport (and the bold is a must) if the nature of these events is not specified.

Some re-enter World Champion without having had the opportunity to compete with an opponent, only and exclusively because ONLY in his category. There are those who manifest atrocious muscular pains or complete physical immobility just to rely on luck to emerge as a hero. If it goes well and I get on the podium I am the best despite everything and if it goes wrong I was justified from the beginning and always despite everything I find the hero because the will, the determination, the tenacity accompanied me in setting an example.

Other Azzurri in the ranks of the Federations, other men of honor? Will this regulation change or do you think everyone still lives in the Land of Toys?

Enrico Toti è ricordato dalla storia per questa frase: “In pieno giorno superammo lo sbarramento nemico allo scoperto”. Alle quindici circa del 6 agosto 1916 arrivammo a quota 85 (appena fuori Monfalcone, prima del fiume Lisert, in località Sablici). Venne subito l’ordine d’avanzare ed Enrico era tra i primi. Aveva percorso 50 metri quando una prima pallottola lo raggiunse. M’avvicinai mentre eravamo entrambi allo scoperto. Non ne volle sapere di ripararsi. Continuava a gettare bombe, e per far questo si doveva alzare da terra. Fu così che si prese una seconda pallottola al petto. Pensai che fosse morto. Mi feci sotto tirandolo per una gamba ma questi scalciò. Improvvisamente si risollevò sul busto e afferrata la gruccia la scagliò verso il nemico. Una pallottola, questa volta l’ultima, lo colpì in fronte”.

Una frase che non ha lasciato il cuore di molti italiani (ammesso che la conoscano). Vedendo le cronache di fortunata natura sportiva a distanza di un secolo di un secolo ci chiediamo il perché? Il perché di tanta superficialità manifesta verso un pubblico che prima o poi sarà condizionato dai comportamenti di taluni.

A questo punto ci chiediamo: “Guerra e sport cos’avranno mai in comune?” La risposta è semplice, atti di gratuito eroismo solo ed esclusivamente per fomentare il proprio ego e mostrarsi sempre e solo più in forma, in altre parole vendersi.

Perdonateci la riflessione ma un minimo di furbizia? Un minimo di etica? Un barlume di quella sana cultura che dovrebbe caratterizzare un insegnante, un istruttore nel dare semplicemente il buon esempio?

V’incoraggiamo nel farvi una passeggiata tra le acque “salubri” dei social e potete constatare di persona ciò che vi stiamo dicendo, semplicemente osservando.

Recentemente conclusa una manifestazione aperta ad ogni singolo facente parte di una struttura associativa (Federazione, Ente, ecc.) dove tra l’altro non era prevista da regolamento una selezione a monte (caratterizzata da costi, allenamenti, sacrifici, ecc.), il popolo sportivo continua a vivere di propaganda, offuscando sempre nell’opinione pubblica una verità spesso mai confessata.

Lodi a chi nel silenzio ha partecipato e vinto, portandosi a casa una meritata medaglia valutata non in modo trasparente per l’ottenimento di un encomio successivo dal CONI o dalle stesse organizzazioni di cui fanno parte. Cosa caratterizza tutto questo? La il “sano” desiderio di emulare un eroe vero, tale Enrico Toti che in piena guerra mondiale ha avuto il coraggio, il senso di patria e forse anche l’incoscienza, di lanciare la sua stampella verso il nemico, dopo tre pallottole che lo hanno raggiunto in pieno. L’ultima, quella mortale, alla fronte!

Scorrendo le pagine della web ipocrisia ci troviamo di fronte a decine di eroi sportivi capaci di affrontare una competizione (spesso anche da soli) introducendo i loro percorsi con:

  • malgrado un infortunio alla spalla;
  • malgrado una contrattura muscolare;
  • malgrado un incidente avvenuto nelle ultime settimane che precedevano un “Europeo”
  • malgrado, malgrado…

sono riuscito a fare il “Giochi senza frontiere” pseudo olimpico che comunque mi porterà fama, interesse pubblico e qualche associato in più in palestra.

Ho gareggiato anch’io in quelle condizioni, con un tutore nascosto e cosciente del mio undicesimo posto ma non ho mai enfatizzato atti eroici da cattolici praticanti in chiesa e contraddittori nella via del Signore nella vita.

Si contano a decine, chi nell’ignoranza più totale della massa per motivi di mancanza di accurate informazioni da parte di questi “illustri Maestri” paventano titoli presi al lumicino in gare non certificate nei circuiti che dovrebbero tutelare una sana competizione sportiva, tra l’altro anche a fronte dei circa 200,00 euro di iscrizione dovuti.

Signori, svegliatevi veramente, ma che si sveglino anche le istituzioni nel normare questi eventi che nuocciono solo allo sport solo (ed il grassettato è d’obbligo) se non viene specificata la natura di tali manifestazioni.

C’è chi rientra Campione del Mondo senza aver avuto l’occasione di competere con un avversario, solo ed esclusivamente perché SOLO nella sua categoria. C’è chi manifesta atroci dolori muscolari o di completa immobilità fisica tanto per affidarsi alla fortuna di emergere come eroe. Se va bene e salgo a podio sono il migliore nonostante tutto e se va male ero giustificato dall’inizio e sempre nonostante tutto risulto l’eroe perché la volontà, la determinazione, la tenacia mi ha accompagnato nel dare l’esempio.

Altri Azzurri nelle schiere delle Federazioni, altri uomini d’onore? Cambierà questo regolamento o pensate che tutti vivano ancora nel Paese dei Balocchi?

 

Curiosity, press and news! Curiosità, stampa e notizie!

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Fonte: web.

We have become a people of gossip, devoted to the ephemeral, to the superfluous. The contents fly in front of us like boring mosquitoes repellent even to the zampirone that characterizes our summer newspapers.

The press in crisis for years has adapted to the will of the people by filling spaces of advertising often unread (we have become accustomed to those!) mirror but selfie, it is obvious, is obvious.

The news today does not make the black, the rose, the political news in general, the news today makes it the fake, the non-existent, the gossip, the finding certainly doing, the fault of the other, at any cost.

Often the news spreads, absurdly even before being expressed by the source, aimed only at the illusion of the indifferent mass and little attention to important detail. We are interested in the attractive and male divous, the protagonist of the female dreams of many women who declared their homosexuality! Is that true? Come on, it’s a joke! I can’t believe it! And away.

We are interested in appearing at any cost showing unofficial titles, awards or awards but so much… others who know? I omit a sentence, I write Knight, I write World Champion then… go to understand in the daily frenzy if it is true or a doccacca medal or diploma not institutionally valid!

This is the press, the communication, as well as the most important media language companies that bombard us by capturing every computing step on the PC or mobile phone on duty, proposing to little by little the products or services of the area of interest of which often our unconscious in favor of the finger that pyps the keys, is protagonist.

Increasingly, the truth is mixed with the dreamlike, the imaginary, finding ourselves catapulted into that absurd and sci-fi scenario of a parallel world already hypothesized by two enlightened directors Andy Wachowski and Lana Wachowski with the film Matrix.

And that’s! But it is so much that in the face of a blatantly blatant and truthful murder there is a chronicle of the bandage placed on the guilty culprit confessed! Is it right to live like this? Is it right to continue in this direction? It’s not up to karatebloginternational to issue judgments but just to tell facts that might make us really think.

Siamo diventati un popolo di pettegoli, dediti all’effimero, al superfluo. I contenuti ci volano di fronte come zanzare noiose repellenti anche allo zampirone che caratterizza i nostri quotidiani estivi.

La stampa in crisi ormai da anni si è adeguata alla volontà popolare riempiendo spazi di pubblicità spesso non lette (ci siamo assuefatti anche a quelle!) specchio ma selfie, è ovvio, è scontato.

La notizia oggi non la fa la nera, la rosa, la cronaca politica in generale, la notizia oggi la fa il falso, l’inesistente, il pettegolezzo, il trovare certosinamente facendo, il difetto dell’altro, ad ogni costo.

Spesso le notizie si diffondono, per assurdo prima ancora di essere espresse dalla fonte, volte solo all’illusione della massa indifferente e poco attenta al dettaglio importante. Ci interessa del divo di turno attraente e maschio per eccellenza, protagonista dei sogni femminili di molte donne che ha dichiarato la sua omosessualità! Sarà vero? Ma dai è uno scherzo! Non ci credo! E via discorrendo.

Ci interessa apparire ad ogni costo palesando titoli, premi o riconoscimenti non ufficiali ma tanto… gli altri che ne sanno? Ometto una frase, scrivo Cavaliere, scrivo Campione del Mondo poi… vai a capire nella frenesia quotidiana se è vero o una farlocca medaglia o diploma non istituzionalmente valida!

Questa è la stampa, la comunicazione, tanto ne sanno le più importanti aziende di linguaggio mediatico che ci bombardano catturando ogni nostro passaggio informatico sul PC o telefonino di turno, proponendoci di li a poco i prodotti o i servizi dell’area di interesse di cui spesso il nostro inconscio a favore del dito che pigia i tasti, è protagonista.

Sempre più spesso la verità si mischia all’onirico, all’immaginario, ritrovandoci catapultati in quell’assurdo e fantascientifico scenario di un mondo parallelo già ipotizzato da due registi illuminati Andy Wachowski  e  Lana Wachowski con la pellicola Matrix.

E questo è! Ma è talmente tanto che a fronte di un omicidio palesemente conclamato e veritiero si fa cronaca sulla benda posta al colpevole reo confesso! E’ giusto vivere così? E’ giusto continuare in questa direzione? Non spetta a karatebloginternational emettere sentenze ma solo raccontare fatti che forse potrebbero farci riflettere veramente.

 

Il legame tra Autrice ed Editrice? L’anima di un cane. Intervista a Stefania Convalle. The link between Author and Publisher? The soul of a dog. Interview with Stefania Convalle.

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Quanto c’è da apprendere nell’arte di recensire. Quanto ascolto bisogna offrire per comprendere prima ancora dell’opera letta l’anima dell’autrice. Quanto a volte è difficile scoprire il messaggio chiave in un’intervista che come in questo caso è stata strutturata sulle personalità della stessa donna: Autrice ed Editrice. Un viaggio inquieto quello di Stefania Convalle, una storia come tante finche nel parlare è emersa la sua profonda certezza di possedere un’anima eletta, pulita, elegante.

Nasce a Milano città che la segna subito e che la accompagna nel concetto base di sentirsi cittadina. Amante delle metropoli ma non disdegna il mare, la natura per via di qualche influsso benefico dei genitori ed in particolare della terra di Toscana che come in questo periodo è ricca di cicale, di cieli terzi e di un entro terra che dolcemente ti accompagna al mare.

Stefania ama parlare, raccontarsi, confessiamo che nella giornata dell’intervista, in particolare per me, sono scese copiose lacrime portate a singhiozzo fino sera tardi. Il tutto nasce da quella comune passione ed amore che caratterizza molte persone come noi, l’amore per gli animali, in questo caso, i cani.

Stefania ci racconta la sua storia al limite con quel confine classico che caratterizza l’essere umano da millenni, che divide il terreno dall’etereo, il qua… dall’aldi la’.

Un cane di Nome Rocky che l’accompagna per diciotto anni nella sua vita fino al giorno della dipartita, pilotata, non voluta ma le sofferenze della ultracentenaria età di Rocky erano diventate atroci e supportata dal veterinario riuscì a decidere.

Dopo qualche giorno Rocky le viene in sogno, ci racconta di questa classica scalinata bianca, luminosa, proiettata verso una luce opalescente entrambi di spalle nell’immaginare questa ascesa. Gli ultimi gradini disconnessi, di altro colore e forse forma, Rocky in affanno e lei, al suo fianco, promotrice di un supporto fisico necessario. Stenta sulla zampe posteriori, lo sostiene e lo aiuta a superare questi ultimi passi, queste ultime zampate. Una rilettura onirica che inconsciamente le ha consentito di dare un senso ad una perdita, ad un dolore, ad un gesto di cui nessuno nella vita con un peloso vorrebbe affrontare.

Qualche giorno dopo, un altro sogno caratterizza la notte di Stefania. Rocky che le parla affermando che di li a poco le avrebbe inviato un angioletto. Una traduzione quasi simultanea e pochi giorni dopo il decesso di Rocky riceve una telefonata dalla sua veterinaria che la informa di una cucciolata fresca, fresca.

Prendono la macchina, lei e il suo compagno, per la curiosità di conoscere queste creature, una curiosità non propriamente tale considerato che nel mezzo avevano portato con loro una copertina! Di fatto in questa famiglia, in questa donna, entra Pepe, il piccoletto nero della foto.

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Ecco allora che la recensione di un libro, tra i suoi ultimi capolavori, inizia a prendere senso, almeno per noi, con qualche informazione in più sull’anima dell’autrice anche le parole ed i pensieri assumono caratteri indelebili nel nostro cervello. Aiutano il lettore nel ricevere di più e proprio ai lettori anticipiamo come il romanzo descrive la storia intrecciata di sei vite che si raccontano nella piena solitudine dei loro format esistenziali.

Al centro di tutto Chiara che a seguito della morte del suo bambino in un incidente entra ovviamente in uno stato di confusione, dolore, richieste d’aiuto forse mai eplicitamente espresse. Ogni vita che ruota intorno a Chiara apporta del valore aggiunto al suo stato e la particolarità dei racconti è caratterizzata proprio da questo filo narrativo volto nel palesare, a seguito di questo evento tragico, un cambio di vita e modi di fare di tutti i protagonisti.

Quasi parafrasando un “Effetto Farfalla” tipico del Modello di Lorenz a spiegazione scientifica della Teoria del Caos.

Il romanzo scorre fluido e sinteticamente incisivo verso quella risoluzione personale incline nel motivare le nostre personalità cristallizzate per qualche problematica accaduta nel corso della vita stessa. Automotivarsi, a volte cambiando il nostro modo di fare, cercando nuovi stimoli lavorativi, sportivi, affettivi, hobbystici, ecc.

Leggiamo nelle righe dell’autrice una sorta di introspezione personale, quasi nel  voler mettere nero su bianco un messaggio fermo in quella che fino ad ora definisce un’esistenza inquieta.

Un messaggio che mò di Post It possa essere riletto in continuazione rendendolo efficace per se stessi e per le persone che ci circondano.

Ringraziando Francesca Ghezzani https://francescaghezzani.it di seguito riportiamo i riferimenti dell’autrice ed editrice per un approfondimento più mirato verso la sua conoscenza.

Mail: steficonvalle@gmail.com

Pagine Facebook Principali:

https://www.facebook.com/stefania.convalle.5

https://www.facebook.com/DentroLamore

https://www.facebook.com/solobelleopere/

https://www.facebook.com/groups/1202175799816324/

Blog: http://st62co.blogspot.it/

Pubblicazioni:

Antologia dei finalisti del concorso “Festival delle lettere” con l’opera “Lettera alla madre”, anno 2006, a cura dell’Associazione “365 gradi”. La lettera è stata rappresentata al Teatro del Vigentino di Milano il 21 Novembre 2006, per la regia di Isabella Cremonesi;

Antologia del Premio Internazionale di Poesia “Città di Monza 2007” con l’opera “Io spero per te”, ISBN 978-88-6037-5575, Casa Editrice Montedit, Collana “Schegge d’oro”;

Annuario “Fossacesia” con la poesia “Io spero per te”, anno 2010;

Annuario “Fossacesia” con il racconto “Gli occhi non invecchiano mai”, anno 2010;

Raccolta di poesie “Poemi sulla Solitudine” (Alchimia Edizioni) con la poesia “Il Farmacista”, selezionata dalla giuria del Concorso che aveva il compito di selezionare un ristretto numero di opere per la raccolta a tema, ISBN 9788890660801 Anno 2011;

Romanzo “Tre. Il numero imperfetto”, Sangel Edizioni, ISBN 9788897040644, Anno 2012;

Raccolta di racconti “Dentro l’amore”, Demian Edizioni, ISBN 9788895396774, Anno 2013;

Raccolta di Poesie “Storie in verticale”, Demian Edizioni, ISBN 9788895396866, Anno 2014.

Romanzo “Una calda tazza di Caffè Americano”, Rapsodia Edizioni, ISBN 9788899159290, Anno 2015

Nuova edizione “Tre. Il numero imperfetto”, Demian Edizioni, ISBN 9788895396989, anno 2015

Romanzo “A quattro mani”, Demian Edizioni, ISBN 9788899813024, anno 2016

Luglio 2016, entra a far parte degli autori dell’Agenzia Letteraria Thesis;

Romanzo “Dipende da dove vuoi andare”, GoWare, ISBN 9788867977598 anno 2017

Nel 2017 fonda la casa editrice Edizioni Convalle, 30 titoli all’attivo (ad oggi, 4 marzo 2019).

Poesie “Il sole delle cinque”, Edizioni Convalle, ISBN 9788885434011 anno 2017

Nuova edizione romanzo “Una calda tazza di caffè americano”, Edizioni Convalle, ISBN 9788885434097 anno 2017

Book trailer: https://youtu.be/2g05uk-Rh5k

Divertissement, “Dalla A alla Zeta”, un’opera a 8 mani da un’idea di Stefania Convalle, Edizioni Convalle ISBN9788885434110 anno 2017

Romanzo “Il silenzio addosso”, Ed. Convalle, ISBN 9788885434172 anno 2018

Romanzo “Cerca di non mancarmi troppo”, co-autore Riccardo Simoncini, Ed. Convalle, ISBN 9788885434271 ANNO 2019.

In lavorazione un nuovo romanzo.

In lavorazione un manuale di scrittura.

Premi e note critiche acquisite:

Finalista al concorso: “Festival delle lettere 2006” con l’opera “Lettera alla madre”;

Seconda classificata al concorso letterario “Il poeta e il narratore” con il racconto “Gli occhi non invecchiano mai”; edizione 2010.

Nota critica sull’annuario di Fossacesia, a cura di Attilio Piccirilli.

Menzione d’onore con il racconto “Il ritrattista”, premio letterario LeggiadraMente, 2017.

Premio Giovani Premio Microeditoria di qualità 2017 per il romanzo “Dipende da dove vuoi andare”

Menzione d’onore Premio Letterario Città di Arcore 2018 per il romanzo “Il silenzio addosso”

Premio Giovani Premio Microeditoria di qualità 2018 per il romanzo “Il silenzio addosso”.

Note:

L’autrice ha promosso le sue pubblicazioni tramite un tour di varie tappe (la più prestigiosa  a  Volterra  presso il Teatro S. Pietro), intitolato Poetango Dentro l’amore in tour, durante il quale ha presentato i propri libri anche attraverso uno spettacolo di recitazione e tango argentino.

Ha ideato e cura il Premio Letterario nazionale “Dentro l’amore”, giunto alla quarta edizione, organizzando la serata finale in teatro in qualità di Direttore Artistico.

Conduce laboratori di scrittura creativa. Organizza e conduce Poetry Slam ed eventi culturali di vario genere su tutto il territorio nazionale.

Febbraio 2017, fonda la casa editrice Edizioni Convalle, per dare “casa” agli autori agli esordi (e non solo). A Maggio 2018 partecipa al Salone del Libro di Torino.

Partecipazioni Radiofoniche: “Ferrari in salotto” Like Radio; Radio Vera Brescia; “Carta vetrata” Radio Città Futura; Ballando Web Radio Segrate.

Servizi Tv:

http://youtu.be/KrVHeBrOHj8

http://youtu.be/cKY3wXxqoXI

https://youtu.be/JexKMKMnaKU

http://www.occhiopavese.it/elements/65/tempo_libero/149/Arte_amp_Cultura/809/Iria_Castle_Festival_presentato_il_libro_Una_calda_tazza_di_caffe_americano/

https://youtu.be/tjwpljvNmrw

https://seilatv.tv/puntata-del-9-ottobre/

Novembre 2017, partecipazione al programma “Milleeunlibro” di Gigi Marzullo, Rai Uno.

Maggio 2018, partecipazione al programma “Milleeunlibro” Speciale Salone di Gigi Marzullo, Rai Uno, con il romanzo “Il silenzio addosso”.

What there is to learn in the art of reviewing. How much listening I need to offer in order to understand the author’s soul before I read the work. How sometimes it is difficult to discover the key message in an interview which, as in this case, has been structured on the same woman’s personalities: Author and Editor. A restless journey by Stefania Convalle, a story like many others until her profound certainty emerged that she possessed a chosen, clean and elegant soul.

The city that marks it immediately and that accompanies it in the basic concept of feeling a citizen is born in Milan. Lover of the metropolis but does not disdain the sea, nature because of some beneficial influence of the parents and in particular of the land of Tuscany which, as in this period, is rich in cicadas, third skies and within the earth that gently accompanies you to the sea .

Stefania loves to talk, to talk about herself, we confess that on the day of the interview, especially for me, a lot of tears came down in fits and starts until late at night. Everything comes from the common passion and love that characterizes many people like us, the love for animals, in this case, dogs.

Stefania tells us her story to the limit with that classic boundary that has characterized the human being for millennia, which divides the terrain from the ethereal, the qua … dall’aldi from the ‘.

A dog named Rocky who accompanies him for eighteen years in his life until the day of the departed, piloted, unwanted but the sufferings of the centuries-old age of Rocky had become atrocious and supported by the vet he was able to decide.

After a few days, Rocky comes to her in a dream, tells us about this classic, luminous white stairway, projected towards an opalescent light, both of them from the shoulders in imagining this ascent. The last steps disconnected, of another color and perhaps shape, Rocky in distress and she, at his side, promoter of a necessary physical support. Struggles on his hind legs, supports him and helps him to overcome these last steps, these last paws. A dreamlike rereading that unconsciously allowed her to make sense of a loss, a pain, a gesture that no one in life with a hairy would like to face.

A few days later, another dream characterizes Stefania’s night. Rocky who speaks to her stating that he would soon send her a little angel. An almost simultaneous translation and a few days after the death of Rocky receives a call from his veterinarian who informs her of a fresh, fresh litter.

They take the car, she and her partner, out of curiosity to get to know these creatures, a curiosity that is not exactly considered considering that they had brought with them a cover! In fact in this family, in this woman, enters Pepe, the little black guy in the photo.

Here then that the review of a book, among his last masterpieces, begins to make sense, at least for us, with some more information on the author’s soul even words and thoughts take on indelible characters in our brain. They help the reader to receive more and we anticipate how the novel describes the intertwined story of six lives that are told in the full solitude of their existential formats.

At the center of everything Chiara who, following the death of her child in an accident obviously enters a state of confusion, pain, requests for help, perhaps never explicitly expressed. Every life that revolves around Chiara brings added value to her status and the particularity of the stories is characterized precisely by this narrative thread aimed at revealing, following this tragic event, a change of life and ways of doing of all the protagonists.

Almost paraphrasing a “Butterfly Effect” typical of the Lorenz Model to scientific explanation of Chaos Theory.

The novel flows fluid and synthetically incisive towards that personal resolution prone to motivating our crystallized personalities due to some problematic happened in the course of life itself. Self-motivating, sometimes changing the way we do, looking for new work, sports, emotional, hobby, etc.

We read in the lines of the author a sort of personal introspection, almost wanting to put a firm message on paper in what until now defines a restless existence.

A message that the Post It can be re-read all the time making it effective for themselves and for the people around us.

Thanking Francesca Ghezzani https://francescaghezzani.it below we report the author’s and publisher’s references for a more in-depth study of her knowledge.

Publications:

Anthology of the finalists of the competition “Festival of letters” with the work “Letter to the mother”, year 2006, by the Association “365 degrees”. The letter was represented at the Teatro del Vigentino in Milan on November 21st 2006, directed by Isabella Cremonesi;

Anthology of the International Poetry Prize “City of Monza 2007” with the work “I hope for you”, ISBN 978-88-6037-5575, Montedit Publishing House, “Schegge d’oro” Series;

Yearbook “Fossacesia” with the poem “I hope for you”, year 2010;

Yearbook “Fossacesia” with the story “The eyes never grow old”, year 2010;

Collection of poems “Poems on Solitude” (Alchimia Edizioni) with the poem “The Pharmacist”, selected by the jury of the Competition which had the task of selecting a limited number of works for the themed collection, ISBN 9788890660801 Year 2011;

Novel “Three. The imperfect number “, Sangel Edizioni, ISBN 9788897040644, Year 2012;

Collection of short stories “Inside love”, Demian Editions, ISBN 9788895396774, Year 2013;

Collection of Poems “Stories in Vertical”, Demian Editions, ISBN 9788895396866, Year 2014.

Novel “A hot cup of American coffee”, Rhapsody Editions, ISBN 9788899159290, Year 2015

New edition “Tre. The imperfect number “, Demian Edizioni, ISBN 9788895396989, year 2015

Novel “A quattro mani”, Demian Edizioni, ISBN 9788899813024, year 2016

July 2016, joins the authors of the Thesis Literary Agency;

Novel “It depends where you want to go”, GoWare, ISBN 9788867977598 year 2017

In 2017 he founded the publishing house Edizioni Convalle, 30 active titles (to date, 4 March 2019).

Poems “Il sole delle cinque”, Convalle Editions, ISBN 9788885434011 year 2017

New novel edition “A hot cup of American coffee”, Edizioni Convalle, ISBN 9788885434097 year 2017

Book trailer: https://youtu.be/2g05uk-Rh5k

Divertissement, “From A to Zeta”, an eight-handed work from an idea by Stefania Convalle, Edizioni Convalle ISBN 9788885434110 year 2017

Novel “Silence on me”, Ed. Convalle, ISBN 9788885434172 year 2018

Novel “Try not to miss me too”, co-author Riccardo Simoncini, Ed. Convalle, ISBN 9788885434271 YEAR 2019.

A new novel is in the works.

A writing manual is in progress.

Awards and critical notes acquired:

Finalist in the competition: “Festival of Letters 2006” with the work “Lettera alla madre”;

Second place in the literary competition “The poet and the narrator” with the story “Eyes never grow old”; 2010 edition.

Critical note on the Fossacesia yearbook, edited by Attilio Piccirilli.

Honorable mention with the story “Il ritrattista”, LeggiadraMente literary prize, 2017.

2017 Microeditoria Quality Youth Award for the novel “It depends on where you want to go”

Honorable Mention Literary Prize City of Arcore 2018 for the novel “Il silenzio addosso”

2018 Quality Micro-publishing Youth Award for the novel “Il silenzio addosso”.

Note:

The author has promoted her publications through a tour of various stages (the most prestigious in Volterra at the Teatro S. Pietro), entitled Poetango – Inside love on tour, during which she presented her books also through a show of recitation and Argentine tango.

He conceived and curated the national Literary Award “Dentro l’amore”, now in its fourth edition, organizing the final evening in the theater as Artistic Director.

Leads creative writing workshops. Organizes and leads Poetry Slam and cultural events of various kinds throughout the national territory.

February 2017, he founded the publishing house Edizioni Convalle, to give “home” to the authors at the beginning (and not only). In May 2018 he participates in the Turin Book Fair.

Radio Participations: “Ferrari in the living room” Like Radio; Radio Vera Brescia; “Sandpaper” Radio Città Futura; Dancing Web Radio Segrate.

TV services:

http://youtu.be/KrVHeBrOHj8

http://youtu.be/cKY3wXxqoXI

https://youtu.be/JexKMKMnaKU

http://www.occhiopavese.it/elements/65/tempo_libero/149/Arte_amp_Cultura/809/Iria_Castle_Festival_presentato_il_libro_Una_calda_tazza_di_caffe_americano/

https://youtu.be/tjwpljvNmrw

https://seilatv.tv/puntata-del-9-ottobre/

November 2017, participation in the “Milleeunlibro” program by Gigi Marzullo, Rai Uno.

May 2018, participation in the program “Milleeunlibro” Special Salon of Gigi Marzullo, Rai Uno, with the novel “Silence on me”.

 

 

 

 

 

 

 

 

Una nuova vita…Andrea Alberti Calciatore! A new life… Andrea Alberti Footballer! (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti).

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He made his Serie A debut on 29 September 2002 in a 3–2 home loss to Roma.

He made three appearances in his first season.

In 2004 he was loaned to Sambenedettese, a Serie C1 team. 6 games played by Alberti with the Marche team until this season he was hired in the ranks of Cesena, in Serie B where he walked the playing field 5 times. In the 2005–06 season, he played 14 games for Brescia in the Serie B season.

He later joined Lanciano on loan in Serie C1 and then joined Monza. He was rejoined in February 2011 due to an injury. At the end of the season he was sold to Prato, also in the First Division League where he scored 4 goals in 17 appearances. He subsequently played for Sambonifacese and, from June 2013, in Mantua.

The history of professional football is not always punctuated by the spotlight although a guy like Andrea can boast of having played among the greats: Baggio and Guardiola in the first place.

Unexpected acquaintance, thanks to my veterinarian Ilaria Castelli and the same on the porch that features two public activities: an excellent veterinarian and a shop for innovative, natural animal products, fresh meat shot down to minus 60 degrees allowing safe use to our life partners. Healthier and more innovative methods.

Andrea proudly runs this business a chain of KOBE B.A.R.Food that beautifully invites us in the depths of a deeper knowledge. Leaving professional football emerges the man, a sensitive boy, sometimes dodsed among the thousand questions exposed, a boy who loves animals and is dedicating his commercial mission with the prevalence of the health sense in what he performs, which motivates him that he does he’s fine and makes his furry customers feel good.

Knowing another champion, perhaps more in the shade than other otherwise unlucky of him is an honor, it is a different income for the contribution that karatebloginternational has been trying to manifest for almost three years, to quote the backstory, the shadow cones, often full of a more pulsating and dense with life.
We look for stories and men, not champions, and in the road traveled by occasions like this we have come to many, immediately told.

Andrea will become, thanks to his love for animals, a staple of the city of Brescia, a social redemption that fate should offer him only for the commitment undertaken in this innovative project.

Today I can personally say that I have interviewed another champion capable of absorbing the logic of change and revolutionizing them to give a different and perhaps more rewarding sense to his life, a story for all of us.
From football played to football administered, among the many products put up for sale for the benefit of animals and not only, perhaps more towards their escorts.

This is the life, the life of those who spend dreams and sacrifices in athletic mirage and in the mass may find themselves reinventing their existence in order to live with a lump in their throats but with the firmness and humility perhaps, more accentuated than the others, of defeats due to inexperience and chance.

Congratulations Andrea, glad to have met you and given you the opportunity to tell you.

Cresce nel Brescia, squadra con la quale esordisce in Serie A il 29 settembre 2002 nella partita persa in casa dalla sua squadra contro la Roma per 3-2.
Totalizza 3 presenze nella sua prima stagione.

Nel 2004 viene ceduto in prestato alla Sambenedettese, squadra di Serie C1. 6 le partite giocate da Alberti con la squadra marchigiana finché a stagione in corso viene assoldato nelle file del Cesena, in serie B dove calca il terreno di gioco 5 volte. Nella stagione 2005-2006 gioca 14 partite tra le file del Brescia nel campionato di Serie B.

In seguito ha militato in prestito nel Lanciano in Serie C1 e successivamente è passato al Monza. Fermo molti mesi per infortunio, si è riaggregato al gruppo nel febbraio 2011. Al termine della stagione è stato ceduto al Prato, sempre in Lega Pro Prima Divisione dove realizza 4 gol in 17 presenze.  Ha successivamente militato nella Sambonifacese e, da giugno 2013, nel Mantova.

Non sempre la storia del calcio professionistico è costellata dai riflettori sebbene un ragazzo come Andrea può vantare di aver giocato tra i grandi: Baggio e Guardiola in primis.

Inaspettata conoscenza, complice la mia veterinaria Ilaria Castelli e lo stesso sotto portico che vede protagonista due attività pubbliche: un veterinario eccellente ed un negozio per prodotti di animali innovativi, naturali, carne fresca abbattuta a meno 60 gradi consentendo l’utilizzo sicuro ai nostri compagni di vita. Metodi più salubri ed innovativi.

Andrea gestisce orgogliosamente questa attività una catena della KOBE B.A.R.Food che egregiamente ci invita nei meandri di una conoscenza più approfondita. Lasciato il calcio da professionista emerge l’uomo, un ragazzo sensibile, a volte schivo tra le mille domande esposte, un ragazzo che ama gli animali e sta dedicando la sua missione commerciale con la prevalenza del senso salutistico in ciò che svolge, che lo motiva che lo fa star bene e fa star bene i suoi clienti pelosi.

Conoscere un altro campione, forse più in ombra rispetto ad altri diversamente sfortunati di lui è un onore, è un introito diverso per il contributo che karatebloginternational cerca di manifestare da quasi tre anni, citare i retroscena, i coni d’ombra, spesso pieni di una luce più pulsante e densa di vita.

Noi ricerchiamo storie ed uomini, non campioni, e nella strada percorsa di occasioni come questa ce ne sono capitate parecchie, immediatamente raccontate.

Andrea diventerà, grazie al suo amore per gli animali, un punto fermo della città di Brescia, un riscatto sociale che il destino dovrebbe offrirgli solo per l’impegno intrapreso in questo progetto innovativo.

Oggi personalmente posso dire di aver intervistato un altro campione capace di assorbire le logiche del cambiamento e rivoluzionarle per dare un senso diverso e forse più gratificante alla sua vita, un racconto per tutti noi.

Dal calcio giocato al calcio somministrato, tra i tanti prodotti posti in vendita a beneficio degli animali e non solo, forse più verso i loro accompagnatori.

Questa è la vita, la vita di chi spende sogni e sacrifici nel miraggio atletico e nella massa potrebbe ritrovarsi nel reinventare la propria esistenza per vivere dignitosamente con un groppo in gola ma con la fermezza e l’umiltà forse, più accentuata degli altri, di sconfiggere le proprie sconfitte dovute ad inesperienza e caso.

Complimenti Andrea, piacere di averti conosciuto e concesso l’occasione di raccontarti.

 

Quando le belle storie sono poco in EVI…denza! When good stories are little in EVI…denza! “I’d not do that,” he said. (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

EVIBN

Architect, Journalist but also deals with Interior, Design, sensitive in the soul as determined in its objective paths especially in support of hairs and feathers and we talk about animals instead of men and angels.

It colors the lives of others with beautiful works of art expertly extracted from colored threads with the most varied techniques that in just seeing them make us breathe the brackish air of nature that hosts it and the sea that surrounds it. From these real and sparkling landscapes emerge hand-produced clothing and animals cut and relocated in their original habitats, with patience, time, sacrifice, but above all belief and love, the last two notes intoned by motivational engines.

He tells us daily about his exploits, especially with the animals to be saved, echoing in his stories, those atmospheres typical of the dawn of the Air Force imbued with nobles flown in war more than for the sense of the homeland as in order to elevate their social status, characteristic of that historical period.

Atmospheres of brown leather jackets, cordial flasks, steaming cigars against windproof glasses that let the blackened fat of the oils unburned by those flying gizmos breathe. Bubbling and noisy engines, all on the typical and edgy face of floating “rampant barons”.
Now, with history in the air, we just have to imagine the means. Red, yellow, blue, green aircraft, often biplanes and for the most daring, even with three overlapping wings built of wood and canvas, held together by who knows what type of resin special.

Italy was the first to use air vehicles in the field of warfare so much that in the world they remind us also of this primacy. The symbol of the rampant horse! Initially on the biplane of Francesco Baracca then became the undisputed emblem of the Ferrari today still status symbol of a fallen elite class, or the war propaganda enterprises of our Vate, such Gabriele D’Annunzio, flying over the historic feat of River “a leaflets.”

A story of the first of the Air Force that does not allow sadness and blood to breathe but aerial duels between men of honor contemptuous of danger, not so much for the hypothetical bullets received, but worried about being able to manage a car in the sky invented just over a decade before their heroic feats: the airplane

Evi converts everything with the puppies that he tries to save by paraphrasing every story first with names of spectacular imagination, Tenebrio I, II and so on for some gufetti, or relative to the Bats, calling them with a beautiful Nosfi IV etc., a truly original imagery.
Fantasy to sell that strikes you, pissssssss and engages you with its now daily Breaking

News from the air base where among the hangars often full, look for a bit of a stop these beautiful specimens of the nature of the skies. An ounce of hospitality, a small refueling, actions aimed at regaining altitude in absolute freedom and Evi to direct everything as a careful air traffic controller and… without ever talking about itself.

The problem is that the word has spread and now Dr. sa Mibelli is on the guide Blue Skies with three stars earned for its hotel capacity: hospitality, cleanliness, care, variety of dishes offered and quality of sleep, not least health care and re physical efficiency.

The chirps or the calls of the dear birds of prey that have arrived at their destination have expanded so much that evi is now on everyone’s beak.

Congratulations girl goes on like this!

Architetto, Giornalista ma si occupa anche di Interior, di Design, sensibile nell’animo quanto determinata nelle suoi percorsi oggettivi in particolare a supporto di peli e di piume e parliamo di animali anziché uomini ed angeli.

Colora la vita degli altri con splendide opere d’arte sapientemente estratte da fili colorati con le tecniche più svariate che nel solo vederle ci fanno respirare l’aria salmastra della natura che la ospita e del mare che la circonda. Da questi panorami reali e frizzanti emergono capi di abbigliamento prodotti a mano ed animali tagliandati e ricollocati nei loro habitat originari, con pazienza, tempo, sacrificio, ma soprattutto credo ed amore, le ultime due note intonate da motori motivazionali.

Ci racconta quotidianamente le sue imprese, in particolare con gli animali da salvare, facendo riecheggiare nei  suoi racconti, quelle atmosfere tipiche degli albori dell’aeronautica militare intrise di nobili volati in guerra più che per il senso della patria quanto per poter elevare il loro status sociale, caratteristica di quel periodo storico.

Atmosfere di giubbotti di pelle marrone, di fiaschette di cordiale, di sigari fumanti contro occhiali anti vento che lasciavano traspirare il grasso annerito degli oli incombusti da quegli aggeggi volanti. Motori gorgoglianti e rumorosi, il tutto sulla tipica e spigolosa faccia di fluttuanti “baroni rampanti”.

Ora, condita la storia, non ci resta che immaginare i mezzi. Aerei rossi, gialli, azzurri, verdi, spesso biplani e per i più arditi, anche con tre ali sovrapposte costruite in legno e tela, tenute insieme da chissà quale tipologia di resina speciale.

L’Italia fu la prima ad utilizzare mezzi aerei in ambito bellico tant’è che nel mondo ci ricordano anche per questo primato. Il simbolo del cavallino rampante! Inizialmente sul biplano di Francesco Baracca poi divenuto emblema indiscusso della Ferrari oggi ancora status symbol di una classe d’elite decaduta, o le imprese di propaganda bellica del nostro Vate, tale Gabriele D’Annunzio, in volo sulla storica impresa di Fiume “a fare volantinaggio”.

Una storia dei primordi dell’aeronautica militare che non lascia traspirare tristezza e sangue ma duelli aerei  tra uomini d’onore sprezzanti del pericolo, non tanto per le ipotetiche pallottole ricevute, quanto preoccupati di poter gestire in cielo una macchina inventata solo poco più di un decennio prima delle loro eroiche imprese: l’aeroplano

Evi converte il tutto con i cuccioli che tenta di salvare parafrasando ogni storia dapprima con nomi di spettacolare immaginazione, Tenebrio I, II e via dicendo per qualche gufetto, oppure relativamente ai Pipistrelli, appellandoli con un bel Nosfi IV ecc., un immaginario veramente originale.

Fantasia da vendere che ti colpisce, ti piglia e ti coinvolge con le sue ormai quotidiane Breaking News dalla base aerea dove tra gli hangar spesso pieni, cercano un po’ di sosta questi splendidi esemplari della natura dei cieli. Un briciolo di ospitalità, una piccola rifocillata, azioni volte per riprendere quota nella libertà più assoluta ed Evi a dirigere il tutto come un attento controllore del traffico aereo e… senza mai parlare di se.

Il problema è che si è sparsa la voce ed ormai la Dott. sa Mibelli è sulla guida Cieli Azzurri con ben tre stelle guadagnate per la sua capacità alberghiere: ospitalità, pulizia, cura, varietà delle pietanze offerte e qualità del sonno, non in ultimo la cura della salute ed il ripristino dell’efficienza fisica.

I cinguetti o i richiami dei cari rapaci giunti a destinazione si sono talmente espansi che ormai Evi è sul becco di tutti.

Complimenti ragazza continua così!

 

Come sarò da vecchio? How will I be in my old age? (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

 

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Foto tratta da: didascalia1.bp.blogspot.com/_7IiMXWFzNeE/TQiGDIjjBtI/AAAAAAAAIi0/6pt_sh6Zjus/s1600/revoltech.sci-fi.020.scheletro.spadaccino.argonauti.img_1_006.jpg

Game or awareness to appear. Playful or private. The search for perfection (if ever exists), the network of damages, has combined several, perhaps so many that only the next generation and the following ones will realize the level of brain-injuries enlisted in the mass.

No one even realizes how much we are driven, accompanied by an absurd and sterile destiny where the same is justified with: but I was playing! Can’t you be joking then? But it was a joke… and so on.

It is we who make the accounts of it, who take advantage of it is the policy that enjoys a multitude of beings capable only of rebounding to the sound of aphorisms, often absent-mindedly colored but not too much from the real problems of life. A bit like the part-time decision of a 24-hour armored car for the Magistrate Paolo Borsellino.

What fools we are. Did we think to find the surprise in a “Vatican Easter” given by the reopening of the alleged tombs where the body of poor Manuela Orlandi is supposedly buried? Did we think that in order to blow up Paolo and his escort they could float in the ether advice on how to do it and what time to do it? Poor deluded.

The network today has more leverage. It distracts us from the real world takes us to the sound of the Face App to see how we will be as old? Hahaha! But how do you want to be? The important thing is to get there at the end of a life based on what is right or not. Yes, gentlemen, because if you hadn’t noticed the mistakes, the mistakes, the Defaerces are there among the human beings but we must find the courage to start investigating at least on how to prevent them or how to protect ourselves.

Opening the pages of any platform we will find the sentences: “put two lemons cut with a clove nail in the fridge and after 24 hours the result will be surprising…” or “He had sores on his body, he rubbed this powerful exotic fruit (Photoshop docet creator after obviously God of non-existent fruits) and in the morning he woke up with a smooth skin that not even the balls that stretch to the sound of pixels their selfies would succeed.”

Everyone to comment on everything, none more original than the other, just write, just comment, obviously joking (it’s obvious), and everything becomes legitimate… so much was a joke!

But are we aware of how much we are manipulated and a trifle is enough to fall into these absurd traps that only feed our ego and diminish our ability to vote read as a true decision of choice, of free will?
A few things, one step at a time and maybe we will even be able to joke as the true genius of Mario Monicelli assumed in the various sagas given to the world of celluloid with “Amici Miei”.
The famous phrase often used as an anesthetic motion by many Roman emperors “Panem et circenses” we are offering as a tribute to a devious and corrupt power that makes fun of us… nothing else! Unbelievable, we are offering him on a platinum plate the format to ensure that they can continue to tease and the beauty… without even being able to notice.

We learn to observe, to analyze, to see in the joke, in the game, the brain-damaged corrupted will of those who are actually dominated by a power, poor in subjects, sterile in planning. Then the ugly will continue to emphasize their amatory arts with the VIPs of the day, the dissatisfied will continue to boast of titles that not even in Paperopoli would grant them to him, the frustrated will continue to play with little opportune means (to the detriment of others) in order to bring out the extended gestures as instruments of excellent empathic abilities. A small group of more ignorant followers exalt them to the sound of popular likes and hearts. How sad.

This is one of the senses of life and it did not take a television broadcast by Paolo Bonolis (that Genio is really if not for the sole linguistic ability he has) to invite us to analyze what is right from what is wrong.

Internet thanks to the informatics specialty of social assaultors, has finally opened the cages giving way to the world that counts on manipulating us even more.
Beware though… Face App is free only for three days and in daily chaos someone, in the hustle and bustle of the real newspaper, could forget to withdraw from the contract and large companies over this small period of time would collect millions of euros actually deducted from our credit cards .

But much, it was a game!

Gioco o consapevolezza di apparire. Ludico o privato. Ricerca delle perfezione (se mai esista), la rete, di danni, ne ha combinati parecchi, forse talmente tanti che solo la prossima generazione e quelle successive si renderanno conto del livello di cerebrolesi arruolata nella massa.

Nessuno ancora si accorge di quanto siamo pilotati, accompagnati da un destino assurdo e sterile dove lo stesso viene giustificato con: ma stavo giocando! Non si può più scherzare allora? Ma era una battuta… e via discorrendo.

A farne i conti, siamo noi, a trarne vantaggio è la politica che gode di una moltitudine di esseri capaci solo di rimpallarsi a suon di aforismi, spesso colorati distratto ma non più di tanto dalle vere problematiche della vita. Un po’ come la decisione part time di un auto blindata h24 per il Magistrato Paolo Borsellino.

Che fessi che siamo. Pensavamo di trovare la sorpresa in una “Pasqua Vaticana” data dalla riapertura delle presunte tombe ove ipoteticamente sepolto il corpo della povera Manuela Orlandi? Pensavamo forse che per far saltare in aria Paolo e la sua scorta potevano fluttuare nell’etere consigli sul come fare e a che ora farlo? Poveri illusi.

La rete oggi ha una leva in più. Ci distrae dal mondo reale ci accompagna a suon di Face App per vedere come saremo da vecchi? Ahahah! Ma come volete saremo? L’Importante è arrivarci a conclusione di una vita basata sul cosa è giusto o meno fare. Già signori miei, perché se non ve ne foste accorti gli sbagli, gli errori, le Défaillance ci stanno tra gli esseri umani ma dobbiamo trovare il coraggio di iniziare ad indagare almeno sul come prevenirle o come tutelarci.

Aprendo le pagine di qualsiasi piattaforma troveremo le frasi: “mettete due limoni tagliati con un chiodo d garofano nel frigo e dopo 24 ore il risultato sarà sorprendente…” o ancora “Aveva delle piaghe sul corpo, ha strofinato questo potente frutto esotico (Photoshop docet creatore dopo ovviamente Dio di frutti inesistenti) e la mattina si è svegliato con una pelle levigata che nemmeno i coglioni che si stirano a suon di pixel i loro selfie riuscirebbero nell’intento.”

Tutti a commentare tutto, nessuno più originale  dell’altro, basta scrivere, basta commentare, ovviamente scherzando (è ovvio), e tutto diventa lecito… tanto era uno scherzo!

Ma ci rendiamo conto di quanto siamo manipolati e basta un nonnulla per cadere in queste trappole assurde che alimentano solo il nostro ego e diminuiscono la nostra capacità di votare letta come vera decisione di scelta, di libero arbitrio?

Poche cose, un passo alla volta e magari riusciremo anche a scherzare come ipotizzava quel vero Genio di Mario Monicelli nelle varie saghe date in pasto al mondo della celluloide con “Amici Miei”.

La famosa frase utilizzata spesso come moto anestetico da molti imperatori romani “Panem et circenses” la stiamo offrendo in omaggio ad un potere subdolo e corrotto che si fa beffe di noi… null’altro! Incredibile, gli stiamo offrendo su un piatto di platino il format per far si che possono continuare a sfotterci e il bello… senza nemmeno possiamo accorgerci.

Impariamo ad osservare, ad analizzare, a vedere nello scherzo, nel gioco, la volontà corrotta cerebralmente parlando di chi è in realtà succube di un potere, povero di argomenti, sterile di progettualità. Allora i brutti continueranno ad enfatizzare le loro arti amatorie con le vip di turno, gli insoddisfatti continueranno nel fregiarsi di titoli che nemmeno a Paperopoli glieli concederebbero, i frustrati continueranno a giocare con mezzi poco opportuni (a danno di altri) pur di far risaltare gli stesi gesti quali strumenti di eccelse capacità empatiche. Uno sparuto gruppo di seguaci più ignoranti di loro li esalta a suon di like e cuoricini popolari. Che tristezza.

Questo è uno dei sensi della vita e non ci voleva una trasmissione televisiva di Paolo Bonolis (che Genio è veramente se non per la sola capacità linguistica che possiede) per invitarci ad analizzare cosa è giusto da cosa è sbagliato.

Internet grazie agli alla specialità informatica degli assaltatori social, ha finalmente aperto le gabbie dando modo al mondo che conta di manipolarci ancora di più.

Attenzione però… Face App è gratuita solo per tre giorni e nel marasma quotidiano qualcuno, nel trambusto del quotidiano reale, potrebbe dimenticarsi di recedere il contratto e le grandi aziende su questo piccolo periodo di tempo incasserebbero milioni di euro decurtati realmente dalle nostre carte di credito.

Ma tanto, era un gioco!

 

Osservare gli altri attraverso il mare. Dalla Calabria alla Liguria, Natale Mirafiori racconta storie ancora attuali – Observe others across the sea. From Calabria to Liguria, Natale Mirafiori tells still-current stories. (by Massimo and Carmen Sansonetti).

 

Foto scrittore Natale Mirafiori

A volte ci sono autori difficilmente interpretabili, ci consultiamo, ci arrabattiamo nei tanti pensieri che di norma caratterizzano le paure di un foglio in bianco. Tu cosa hai compreso? E invece tu? Hai fatto caso alle particolarità che emergono da un’intervista difficile per natura, forse dovute a quella dicotomia controversa tra l’essere e l’apparire. Non tutti gli autori che abbiamo intervistano esprimono fisicamente ciò che poi sono nell’essere, dove l’essere in questo caso è sempre il pensiero più profondo della vera attività di scrittori.

Sono sfide più impegnative, recensire e presentare un uomo e le sue opere così, richiede pazienza e preparazione (di cui spesso ne siamo sprovvisti) poiché dobbiamo tradurre le diverse telefonate, gli stati d’animo, le parole che non emergono dal non verbale ma da concetti più profondi come il suo mare, quello che lo ispira e che lo fortifica in motivazioni e credo.

Natale ha una storia comune a molti degli scrittori intervistati, un’esperienza in Libia negli anni  ’70 al cospetto di Gheddafi che per motivi di lavoro dove soggiornò in quella che veniva definita la “Casa della Resistenza”: tiene a precisare che nonostante gli anni trascorsi in Libia, non riuscì mai a conoscere il Colonnello.

Natale ama il mare, ama la collina, specificando che grazie alla sua conformazione geografica più delicata dei monti e più dolce nell’ascesa, ti consente una meditazione più ampia aiutandoti nel non distrarti per via di qualche fatica in più dovuta alle più ardue salite in cima. Un passo fondamentale in questo commento che ci fa comprendere l’approccio verso il racconto, un racconto elaborato sulla base di osservazioni vive, in particolare verso i ragazzi adolescenti.

La collina quale tavolozza per esprimere le proprie sensazioni mettendolo a suo agio. Gusti. Caratteristiche personali che formano l’individuo ma soprattutto i pensieri dati in pasto ai lettori. Si coglie subito l’anima e l’indirizzo dedicato.

Natale Mirafiori nasce a Paola (CS) il 02/01/1946, ma risiede a Genova. Si inserì giovanissimo nel mondo dell’edilizia, nel 1968 si trasferisce ad Alessandria trovando lavoro nella costruzione del Teatro della città. Nel 1972 decise di spostarsi a Genova, sei anni più tardi in qualità di artigiano edile vince un appalto per realizzare delle piattaforme in cemento armato per l’installazione di serbatoi di gas liquido per l’alimentazione delle caserme militari in Libia alla corte di Gheddafi, dove rimane ininterrottamente fino il 1980.

Rientrò in Italia ed iniziò a lavorare come procacciatore d’affari nel settore dei materiali per l’edilizia iniziando l’attività di ricercatore nell’ambito della sicurezza stradale. Nel 1985 idea un sistema per il ripristino e consolidamento strutturale di vecchie gallerie stradali e ferroviarie denominato “COVERtun”. Nel 1998 mise a punto un brevetto innovativo sempre nell’ambito della sicurezza stradale denominato Easy Pass.
Per far conoscere le sue invenzioni, scrisse vari articoli su riviste specializzate. Nel 2000 inizia l’attività di Consulente per la ricerca, la presa visione dei siti e lo studio delle gare d’appalto pubbliche e private per varie imprese edili, specializzandosi nella stesura di schede per l’analisi dei costi.
Nel 2009 pubblicò il suo primo romanzo e grazie a quel successo ne fece uscire un secondo ed un terzo nel biennio 2014/16. Nel 2018 pubblicò ‘Sguardo al passato’ con la Santelli Editore. Al momento, tra gli impegni di un corso in Scienze Sociali presso l’Uni. T. E. Genova continua imperterrito nella sua passione pubblicando con la Santelli Editore una nuova opera dal titolo “Estremo coraggio”.

“Estremo coraggio” è un’opera che descrive in modo molto minuzioso la storia di due destini che si incrociano fin da bambini, due vite parallele che cercano di riscattarsi dalle loro origini. Una storia che prende vita in una piccola comunità dell’Oltrepò Pavese, due esistenze si intrecciano senza mai davvero perdersi di vista nonostante gli alti e bassi della vita e le traversie che questa riserva loro.

Da una parte Paolo Bellavista, figlio di genitori separati e da sempre sballottato e conteso tra un padre scapestrato e una madre possessiva e insicura. Dall’altra Gemma Barberi, bella come il nome che porta, ma con un duplice fardello da scontare, quello di avere origini etiopi e di essere nata in una famiglia perbenista e retrograda, più attenta a ottenere il consenso della gente che ad assecondare la realizzazione della propria figlia.

In un susseguirsi di vicissitudini, di continui allontanamenti e riavvicinamenti fin dalla tenera età, Paolo e Gemma sono i protagonisti di una storia intensa, che fin dalle prime righe chiede loro una prova di estremo coraggio che culminerà in un finale inaspettato soprattutto per molti recenti fatti di cronaca tipici di queste problematiche purtroppo ancora attuali.

Grazie all’autore Natale Mirafiori, alla casa editrice Santelli ed ovviamente alla Dott. sa Francesca Ghezzani:

https://francescaghezzani.it

Sometimes there are authors that are difficult to interpret, we consult, we get angry in the many thoughts that normally characterize the fears of a blank sheet. What did you understand? What about you? You have noticed the peculiarities that emerge from a difficult interview by nature, perhaps due to that controversial dichotomy between being and appearing. Not all the authors we interview physically express what they are in being, where being in this case is always the deepest thought of the true activity of writers.

They are more challenging challenges, reviewing and presenting a man and his works like this, requires patience and preparation (of which we often lack) because we have to translate the different phone calls, the moods, the words that do not emerge from the non-verbal but from concepts deeper than his sea, the one that inspires him and that strengthens him in motivation and belief.

Natale has a common history with many of the writers interviewed, an experience in Libya in the 1970s in the presence of Gaddafi who for work reasons where he stayed in what was called the “House of Resistance”: he points out that despite the years spent in Libya, he never got to know the Colonel.

Natale loves the sea, loves the hill, specifying that thanks to its gentler geographical shape of the mountains and sweeter in the ascent, it allows you a broader meditation helping you not to get distracted due to a few more fatigues due to the more difficult climbs in Top. A fundamental step in this commentary that makes us understand the approach to the story, a story elaborated on the basis of living observations, especially towards adolescent boys.

The hill as a palette to express your feelings putting it at ease. Tastes. Personal characteristics that form the individual but above all the thoughts given to readers. You immediately grasp the soul and the dedicated address.

Natale Mirafiori was born in Paola (CS) on 02/01/1946, but resides in Genoa. He entered the construction industry at a very young age, and in 1968 he moved to Alexandria and found work in the construction of the City Theatre. In 1972 he decided to move to Genoa, six years later as a building worker he won a contract to build reinforced concrete platforms for the installation of tanks of liquid gas for the supply of military barracks in Libya to the court of Gaddafi, where he remained uninterrupted until 1980.

He returned to Italy and began working as a business man in the construction materials sector and began his research in the field of road safety. In 1985 I devised a system for the restoration and structural consolidation of old road and rail tunnels called “COVERtun”. In 1998 he developed an innovative patent also in the field of road safety called Easy Pass.
To make his inventions known, he wrote several articles in specialized journals. In 2000 he began his activity as a Consultant for Research, Viewing Sites and Studying Public and Private Tenders for various construction companies, specializing in the drafting of cost analysis cards.

In 2009 he published his first novel and thanks to that success he released a second and a third in 2014/16.

In 2018 he published ‘Look to the Past’ with Santelli Publisher. At the moment, among the commitments of a course in Social Sciences at Uni. T. E. Genova continues undaunted in his passion by publishing with Santelli Editore a new work entitled “Extreme Courage”.

“Extreme Courage” is a work that describes in a very meticulous way the story of two destinies that cross since they were children, two parallel lives that seek to redeem themselves from their origins. A story that comes to life in a small community of the Overseas Pavese, two lives intertwine without ever really losing sight despite the ups and downs of life and the hardships that this reserves for them.

On the one hand Paolo Bellavista, son of separated parents and always tossed and contested between a scapegoated father and a possessive and insecure mother. On the other, Gemma Barberi, as beautiful as the name she carries, but with a dual burden to be discounted, that of having Ethiopian origins and being born into a perbenist and retrograde family, more attentive to obtaining the consent of the people than to pander to the realization of the her own daughter.

In a succession of vicissitudes, continuous estrangements and re-approaching from an early age, Paolo and Gemma are the protagonists of an intense story, which from the very first lines asks them a test of extreme courage that will culminate in an unexpected ending especially for many recent news events typical of these unfortunately still current issues.

Thanks to the author Natale Mirafiori, the publishing house Santelli and of course dr. Francesca Ghezzani:

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Una passeggiata a piedi nudi sul litorale adriatico: intervista allo Psicoterapeuta Dott. Arturo Tenaglia. A barefoot walk on the Adriatic coast: Interview with Psychotherapist Dr. Arturo Tenaglia. (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

 

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Today is a humid and almost sultry day, although between a cigar and a fresh drink the concentration takes shape, on the other hand the cicale frinite should unnerve you to the point of shutting down the PC and sending everything to the devil. Thanks to our Journalist Francesca Ghezzani and her knocking on our doors in offering us reviews and articles, the curiosity to know the other far exceeds the apathy and tiredness of a day’s work and then we write.
Today we met Dr. Arturo Tenaglia proud Abruzzo of that part of Central Italy that turns on the Adriatic. A photo, his CV, notes of an accident biography and motivating the path he chose as a psychotherapist and fervent promoter of a scientific director who takes the name of Existential Anthropological Psychotherapy.
Hearing him speak made us retrace the scenes of Chaos theory told excellently by actor Jeff Goldblum that looks almost like a drop of water, then you know, the brain fits perfectly what you want to see and everything does the rest.
Dr. Arturo Tenaglia has involved us, almost taken from the “onomatopoeica” grip offered by his surname, to immerse us in one of his works that will be released shortly and of which we will be ready to review.
In speaking, in the flow of our confrontation already some points in common emerged and gave us that comfort in continuing the interview. Karateka, Judoka, lover of animals and in particular of deep-sea fishing, of those individuals who undo the fish, release it to its nature, to the freedom to exist. Simply sport that does not go beyond the atrocious Spanish bullfights, insignificant, intolerant for many human beings capable of thinking, atypical for our time.
Arturo is a concrete man, of facts, aware of his studies and his intellectual excellence. Confronting (and not the first) with many Psychotherapists interviewed leads us to analyze our existence often.
All this starts from the formulation of The Descartes theory, which he supported with the famous phrase “Cogito ergo sum”, the rational reality of man in “I think so I am”, is the formula by which Descartes expresses the undoubted certainty that man has of himself as thinking subject. A theory revolutionized in thought by Dr. Tenaglia who would advise to vary that phrase with the word Emotus: complete sentence Emotus Ergo Sum.
The reason why it is not easy to explain in the filling of black characters of this article (not surprisingly will be edited a work of his shortly) but very succinctly man does not reason rationally regardless, often in his rationalities of choices the emotional part makes it to unknowingly justifying, choices, actions, criteria that lead him to precisely that choice, to those actions, to those criteria. In short, we are not the masters of the world and we must not be sure that we are controllers of our rationality because as human beings we are subject to the thousands of variables that make up our very existence.
Those who claim to live by keeping their very existence under control, verifying the accounts, deluding themselves to verify the actions of their companions, their children, planning their own existence, make a serious mistake and the whole thing brings us back, according to another theory a view emphasized right from the Jurassic Park to what is commonly called Chaos in nature.
From Dr. Tenaglia we discovered this new scientific methodological approach that somehow supports some of our thesis. He gave us some examples of our purchasing choices, about our constant daily contradictions. Think! A common place is to believe that I am other from the environment, friends choose them, what I do I decree, whatever happens does not affect me that much. Free will saves me and I am the master of my choices and my life. Nothing more wrong!
Talking to Arturo is to savor the smell of sasants, the colors of the sea, the infinite, almost we think that a Psychotherapist to be enrolled in the register, should by admission, be born or live in a seaside city because it is good for the soul!
For any additional info you can refer to this professional and next author:

Dr. Tenaglia Arturo
Address Via Riume No.2 66023 Francavilla al Mare (CH)
Phone Cel. 347/1954309
Arturoten@hotmail.it e-mail

Thanks to Dr. Francesca Ghezzani for this new fundamental escape on the human psyche.

https://francescaghezzani.it/

Oggi giornata umida e quasi afosa, sebbene tra un sigaro ed una bevanda fresca la concentrazione prende corpo, dall’altra il frinito delle Cicale ti dovrebbe snervare a tal punto di chiudere il PC e mandare tutto al diavolo. Complice la nostra Giornalista Francesca Ghezzani ed il suo bussare alle nostre porte nel proporci recensioni ed articoli, la curiosità di conoscere l’altro supera di gran lunga l’apatia e la stanchezza di una giornata di lavoro e allora scriviamo.

Oggi abbiamo conosciuto il Dott. Arturo Tenaglia fiero abruzzese di quella parte dell’Italia Centrale che volge sull’Adriatico. Una foto, il suo CV, note di una biografia incidente e motivante del percorso da lui scelto come psicoterapeuta e fervido promotore di una direttrice scientifica che prende il nome di Psicoterapia Antropologico Esistenziale.

Sentirlo parlare ci ha fatto ripercorrere le scene della teoria del Caos raccontate egregiamente dall’attore Jeff Goldblum che gli somiglia quasi come una goccia d’acqua, poi si sa, il cervello calza alla perfezione ciò che vuoi vedere e tutto fa il resto.

Il Dott. Arturo Tenaglia ci ha coinvolto, quasi presi dalla morsa “onomatopeica” offerta dal suo cognome, per farci immergere in una delle sue opere che uscirà a breve e di cui saremo pronti a recensire.

Nel parlare, nello scorrere del nostro confronto già qualche punto in comune è emerso e ci ha concesso quell’agio nel proseguire l’intervista. Karateka, Judoka, amante degli animali ed in particolare della pesca di altura, di quegli individui che slamato il pesce, lo rilasciano alla sua natura, alla libertà di esistere. Semplicemente sport che non va al di là delle atroci corride spagnole, insignificanti, intolleranti per molti esseri umani capaci di pensare, atipiche per il nostro tempo.

Arturo è un uomo concreto, di fatti, consapevole del suo percorso di studi e della sua eccellenza intellettuale. Confrontarsi (e non è il primo) con molti Psicoterapeuti intervistati ci porta ad analizzare spesso la nostra esistenza.

Il tutto parte dalla formulazione della teoria di Cartesio che sosteneva con la famosa locuzione “Cogito ergo sum”, la realtà razionale dell’uomo nel «penso dunque sono», è la formula con cui Cartesio esprime la certezza indubitabile che l’uomo ha di se stesso in quanto soggetto pensante. Una teoria rivoluzionata nel pensiero dal Dott. Tenaglia il quale consiglierebbe di variare quella locuzione con la parola Emotus: frase completa Emotus Ergo Sum.

Il perché non è facile spiegare nel riempimento di caratteri neri di questo articolo (non a caso sarà edita una sua opera a breve) ma molto sinteticamente l’uomo non ragiona in modo razionale a prescindere anzi, spesso nelle sue razionalità di scelte la parte emotiva la fa da padrona giustificando inconsapevolmente, scelte, azioni, criteri che lo conducono proprio a quella scelta, a quelle azioni, a quei criteri. Insomma, non siamo i padroni del mondo e nemmeno dobbiamo avere la certezza di essere controllori della nostra razionalità poiché in quanto esseri umani siamo soggetti alle migliaia di variabili che costituiscono la nostra stessa esistenza.

Chi sostiene di vivere tenendo sotto controllo la sua stessa esistenza, verificando i conti, illudendosi di verificare le azioni dei compagni, dei propri figli, pianificando la loro stessa esistenza commette un grave errore e il tutto ci riporta, secondo un’altra teoria vista enfatizzata proprio dal fil Jurassic Park a quella che in natura viene comunemente chiamata del Caos.

Dal Dott. Tenaglia abbiamo scoperto questo nuovo approccio metodologico scientifico che in qualche modo supporta alcune nostre tesi. Ci ha fatto alcuni esempi sulle nostre scelte di acquisto, sulle nostre continue contraddizioni quotidiane. Pensate! Un luogo comune è nel ritenere che io sono altro dall’ambiente, gli amici li scelgo io, quello che faccio lo decido io, qualsiasi cosa avviene non mi influenza più di tanto. Il libero arbitrio mi salva ed io sono il padrone delle mie scelte e della mia vita. Niente di più sbagliato!

Parlare con Arturo è assaporare l’odore della salsedine, i colori del mare, l’infinito, quasi ci viene da pensare che uno Psicoterapeuta per essere iscritto all’albo, dovrebbe per ammissione, nascere o vivere in una città di mare perché fa bene all’anima!

Per qualsiasi info aggiuntiva potete fare riferimento a questo professionista e prossimo autore:

Dott. Tenaglia Arturo
Indirizzo Via Fiume N°2 66023 Francavilla al Mare (CH)
Telefono Cel. 347/1954309
E-mail arturoten@hotmail.it

Grazie a alla Dott. ssa Francesca Ghezzani per questo nuovo scampolo fondamentale sulla psiche umana.

https://francescaghezzani.it/

 

 

Vivere con un Rottweiler. Dalla teoria alla pratica. Living with a Rottweiler. From theory to practice. (by Massimo Giuliani)

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Yesterday I was at the supermarket and in front of the salami counter, where the time of the day requires you to wait for Dante’s round for the line of workers caught in grabbing the last slice of sliced ​​meat after a warm productive day I met a customer intent in commending the qualities of his dog to the order: not by chance a Rott. T

he obviousness of the circumstance led me to ask him for the breed and not by chance, a Rottweiler. As in the movies, he began to slide the pages of his mobile phone gallery with his thumb and a picture of Caesar emerged from the pictures (taken who knows where!). Between amazement and goose bumps he understood in my extemporaneous stuttering that it was my dog ​​and we started talking from there.

There is not a recipe, an advice, a guideline to follow with your ANIMA-LE, there is only knowledge and education. A breed that learns a lot in their stubbornness but a race that invades you with emotions and motivations. Not by chance I split the word ANIMALE with ANIMA-LE, a seemingly unique and indivisible word that for two thirds provides for the literary incorporation of ANIMA … not surprisingly.

A track that does not want to be yet another repetition, although just and necessary towards animalist information, but one more stretch towards these superior beings that accompany us for most of our lives. It is obvious that information on animals does not pay in the immediate, indeed it does not pay its own and we realize it from how many human testimonials take care of them, so few that we remember them by heart: Vittoria Brambilla, Edoardo Stoppa to quote some Italian .. and a few others.

These special “human resources” are however united by the often indifferent and shy public opinion, by their persistent will to insist in their actions and not like the fires of the Gialla Greta straw … now disappeared. Dichotomies necessary in the perspective of reason. On the one hand a concrete desire to do something immediately, on the other a sterile and laborious promotional script, filler of months without news and distractor necessary for what is actually happening in the world.

My Rott is a chosen soul. Sometimes coming back from the office first I find her on the terrace watching her fellow men walking in the park in front of home. He asks nothing, just love. It doesn’t expect anything, just attention.

He doesn’t get angry at all, he waits. How much to learn from animals? How much to learn from the first letters, almost a divine design that through them invites us to reflection, recommending ourselves to the SOUL. God never played dice and I guarantee it, looking my Cleopatra in the eye. He gave us the tools indirectly, almost hidden, just to stimulate our thinking and our intelligence. Think about it.

But above all we reflect, that what breathes our own oxygen, raped and chemically polluted by an increasingly corrupt and impotent civilization, lives next to us in a world that we all would like more splendidly livable. A Rottweiler does not corrupt with the biscuit, it does not delude itself with the childish practices, often used in positive reinforcements by trainers. A Rott with his character teaches you to live.

But will we be able to interpret all this? Personally I am still applying myself and every day is a discovery for me above all comparing myself with psychiatric experts who claim that dogs in particular (in the sense of domestic animals) dream, have feelings, experience sensations!

Ieri mi trovavo al supermercato e di fronte al banco dei salumi, dove l’orario della giornata ti impone attese da girone dantesco per la fila di lavoratori presi nell’accaparrarsi l’ultimo etto di affettato dopo una calorosa giornata produttiva ho incontrato un cliente intento nel lodare alla commessa le qualità del suo cane: non a caso un Rott.

L’ovvietà della circostanza mi ha condotto nel chiedergli la razza e non a caso, un Rottweiler. Come nei film, ha iniziato a far scorrere con il suo pollice le pagine della galleria del suo cellulare e tra le immagini è emersa una foto di Cesare (presa chissà dove!). Tra stupore e pelle d’oca ha compreso nella mia balbuzie estemporanea che si trattava del mio cane e da li abbiamo iniziato a parlare.

Non c’è una ricetta, un consiglio, una linea guida da seguire con il proprio ANIMA-LE, c’è solo la conoscenza e l’educazione. Una razza che apprende molto nella loro testardaggine ma una razza che ti invade di emozioni e motivazioni.

Non a caso ho scisso la parola ANIMALE con ANIMA-LE, una parola apparentemente unica e indivisibile che per due terzi prevede l’incorporazione letteraria di ANIMA… non a caso.

Una traccia che non vuole essere l’ennesima ripetizione, benché giusta e necessaria verso un’informazione animalista, ma un tratto in più verso questi esseri superiori che ci accompagnano per buona parte della nostra vita.

Ovvio che l’informazione sugli animali non paga nell’immediato, anzi non paga proprio e ce ne accorgiamo da quanti testimonial umani si occupano di loro, talmente pochi che ce li ricordiamo a memoria: Vittoria Brambilla, Edoardo Stoppa per citare qualche italiano… e pochi altri. Questi “risorse umane” così speciali però vengono accomunate dall’opinione pubblica spesso indifferente e schiva, dalla loro volontà persistente di insistere nelle loro azioni e non come i fuochi di paglia della Gialla Greta… ormai scomparsa. Dicotomie necessarie nell”ottica della ragione. Da una parte una volontà concreta di fare qualcosa nell’immediato, dall’altra uno sterile e laborioso copione promozionale, riempitivo di mesi privi di cronaca e distrattore necessario per ciò che in realtà sta succedendo nel mondo.

La mia Rott è un’anima eletta. A volte rientrando prima dall’ufficio la trovo sul terrazzo a guardare i suoi simili che passeggiano nel parco antistante a casa. Non chiede nulla, solo affetto. Non pretende nulla, solo attenzione. Non si arrabbia per nulla, attende. Quanto imparare dagli animali? Quanto apprendere dalle prime lettere, quasi un disegno divino che per mezzo di loro ci invita alla riflessione, raccomandandoci proprio all’ANIMA.

Dio non ha mai giocato a dadi e ve lo garantisco, guardando negli occhi la mia Cleopatra. Ci ha fornito gli strumenti in modo indiretto, quasi nascosto, solo per stimolare il nostro pensiero e la nostra intelligenza.

Pensiamoci.

Ma soprattutto riflettiamo, che ciò che respira il nostro stesso ossigeno stuprato ed inquinato chimicamente da una civiltà sempre più corrotta ed impotente vive accanto a noi in un mondo che vorremmo tutti più splendidamente vivibile.

Un Rottweiler non si corrompe con il biscottino, non si illude con le pratiche infantili, spesso utilizzate nei rinforzi positivi dagli addestratori. Un Rott con il suo carattere ti insegna a vivere.

Ma saremo capaci di interpretare tutto questo? Personalmente mi sto ancora applicando ed ogni giorno è una scoperta per me soprattutto confrontandomi con gli addetti ai lavori in ambito psichiatrico i quali sostengono che in particolare i cani (in senso di animali domestici) sognano, hanno sentimenti, provano sensazioni!

 

From the motto “Citius Altius Fortius” to the most hypocritical phrase… “the important thing is not to win but to participate” – Dal motto “Citius Altius Fortius” alla più ipocrita frase… “l’importante non è vincere ma partecipare” (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti).

 

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Immagine tratta da: https://en.wikipedia.org/wiki/Ethelbert_Talbot

 

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Immagine tratta da: https://biografieonline.it/biografia-pierre-de-coubertin

Never the most hypocritical phrase of the very famous quote “the important thing is not to win but to participate” among other things, erroneously attributed to Pierre De Coubertin cited by himself and taken instead from the statements of Ethelbert Talbot Archbishop of the Cathedral of St. Paul in London that the pronounced on the occasion of the opening of the 1908 London Olympic Games.

Phrase instead, which provides the true meaning of a competitive sporting event, where one competes and confronts, to overcome our limits and the opponent’s performances, was coined by Pierre De Coubertin himself: “Citius Altius Fortius ” which is to mean stronger, faster and higher, true model of that positivist culture prone to endless progress, unlimited growth, commitment to confrontation with an adversary aimed at bringing out the winner, the best, the best performing.

This is talking about sport without hypocrisy, this is objectively analyzing a fact, because if we all stop to reflect on these few lines, we can only verify for ourselves that where there is a competition, a competition, an event aimed at sports activities competitive, undoubtedly a comparison emerges, a measurable result, a performance, a ranking, a national support for one or the other party, etc.

If we compare the images shown above, 99.9 percent of us in a hypothetical television quiz would not have been able to put the first image next to the surname of the represented and then the story, but at the same time also the curiosity, teach us that sometimes it is always appropriate getting into the deepening of the sources that settle, remain and enrich our soul and our intellect.

A brief suggestion (obviously deviated from the playful, propedeutic and infantile part that involves boys in sport) for those who continue to support this phrase in a competitive context, the same assumes a widely dissonant cognitive value, in other words contradictory, due to the very nature of competition. We teach this simple concept right away without exacerbating the true meaning of both mottos.

Mai frase più ipocrita della famosissima citazione “l’importante non è vincere ma partecipare” tra l’altro, erroneamente attribuita a Pierre De Coubertin da lui stesso citata e presa invece dalle affermazioni di Ethelbert Talbot Arcivescovo della cattedrale di San Paolo di Londra che la pronunciò nell’occasione dell’apertura dei Giochi Olimpici di Londra del 1908.

Frase invece, che fornisce il senso vero di una manifestazione agonistica sportiva, dove si gareggia e ci si confronta, per superare i nostri limiti e le performance dell’avversario, fu coniata proprio dallo stesso Pierre De Coubertin: “Citius Altius Fortius “ che sta a significare più forte, più veloce e più alto, vero modello di quella cultura positivista incline al progresso senza fine, ad una crescita illimitata, all’impegno nel confronto con un avversario volto a far emergere il vincitore, il migliore, il più performante.

Questo è parlare di sport senza ipocrisia, questo è analizzare oggettivamente un fatto, poiché se ci fermiamo tutti a riflettere su queste poche righe, possiamo solo verificare di persona che laddove c’è una competizione, una gara, una manifestazione volta all’attività sportiva agonistica, emerge indubbiamente un confronto, un risultato misurabile, una prestazione, una classifica, un tifo nazionale per una o l’atra parte, ecc.

Se confrontiamo le immagini sopra esposte, il 99,9 per cento di noi in un ipotetico quiz televisivo non avrebbe saputo accostare la prima immagine al cognome del rappresentato e poi la storia, ma parallelamente anche la curiosità, ci insegnano che a volte è sempre opportuno addentrarci nell’approfondimento delle fonti che sedimentano, rimangono ed arricchiscono la nostra anima ed il nostro intelletto.

Un breve consiglio (discostata ovviamente la parte ludica, propedeutica ed infantile che coinvolge i ragazzi nello sport) per chi continua nel sostenere in ambito competitivo questa frase, la stessa assume un valore ampiamente dissonante cognitivo, in altri termini contraddittorio, per la natura stessa della competizione.

Insegniamo sin da subito questo semplice concetto senza esasperare il vero significato di entrambi i motti.

 

Universiadi Napoli 2019 Universiadi of Napoli 2019 (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

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In queste mattine di inizio Luglio quando il caldo ci sta, per ovvi motivi di stagione, ma in un Italia sempre più nervosa ed isterica da una politica sempre meno garantista e determinata, il deserto della stampa è sempre più evidente rispetto ad un calcio impegnato sostanzialmente nella cronaca del gossip di mercato.

Ma si che ci frega, poveri illusi tanto nel panorama federale del mondo comunque siamo rappresentati dal vero RE di questa battaglia goliardica ed insensata delle arti marziali. Fortunatamente c’è il Judo a farci respirare quelle immagini di kimoni bianchi che vagamente richiamano alle nostre radici di una disciplina affascinante praticata da milioni di persone su questa terra.

Che belli gli altri sport! Che belle le immagini di questi atleti universitari sfidare l’acqua di una vasca, il vento contro una freccia, l’equilibrio su una trave e via discorrendo.

Una belle cerimonia di apertura degna di una città come Napoli che da Romano mi rincresce dirlo sta compiendo passi da gigante nel tessuto sociale cittadino e nella rete di contatti con i trasporti, lo sport, il turismo e ancora via discorrendo.

Mentre Roma, battuta da Milano e Cortina per la miopia di un’amministrazione intenta nel cercare fondi per ripulire le strade, il resto della nazione si sacrifica oggi per guardare più lontano e così, Napoli certamente si ritroverà infrastrutture moderne già dedicate alle olimpiadi (leggasi Stadio San Paolo), Milano e Cortina non saranno da meno e Roma si accontenterà del fumo della pipa trovandosi tra qualche anno a non sapere come gestire l’immondizia.

Il voler fare secondo noi è alla base di tutto ma così è certamente l’orgoglio di voler essere, fosse solo per autostima e dignità personale.

Un po’ come nel karate dove la vastità mondiale di mille forme espressive di questa arte sportiva cede inevitabilmente per gli egoismi e le apparizioni personali. Fatevi un giro nei social, provate ad analizzare e criticare con giudizio ciò che vedete! come Può uno sport rincorrere successo e credibilità se continuiamo nel mettere al centro esclusivamente la nostra becera cultura di autocelebrazione. Fateci caso, in nessun ambiente succede, nemmeno nell’odiatissimo calcio. Appariamo per ciò che siamo senza forse e senza ma. Non vogliamo crescere, non desideriamo professionalizzarci, siamo talmente catturati dal dover postare prima degli altri solo pranzi conviviali, foto di gruppo e tra non molte le canoniche pulizie dei tatami (il mio dojo è più sterilizzato del tuo).

Si ripete tutto da anni, tra anestesisti del sistema forti nel premiare questo piuttosto che quello e venditori di fumo, che anziché contrastare un sistema di qualifiche costoso e non per tutti per concorrere veramente alla rappresentazione della nostra Italia nel mondo con chi potrebbe farcela ma non ha il becco di un quattrino (talenti veri) si dedicano al commercio ed alle pubbliche relazioni a suon di riconoscimenti.

Non ci vuole un genio nel comprendere che questa piattaforma politicamente non corretta non funziona e se continueremo con questo gioco di espressività trite e ritrite di cui nemmeno i cataloghi vacanze famiglia si servono più, potremmo dimenticare anche il 2024 con Los Angeles.

Uno sport che premia una piccola casta, tra l’atro non composta da veri talenti è uno sport sempre più malato, non capace di effettuare quel cambio passo, tipico dei ciclisti nell’affrontare le “discese ardite e le risalite” per dirla alla Battisti.

Allora ci chiediamo veramente di come uno scoglio possa arginare il mare? Per continuare citando la canzone?

Tra i porta bandiera delle cento nazioni rappresentanti le Universiadi primeggiavano rappresentanti del tiro con l’arco, del tiro a segno, del calcio, della ginnastica, del nuoto, sport che nel silenzio più totale, e minori rispetto al nostro in termini di praticanti e forse di diffusione, hanno compiuto passi da gigante nel corso del tempo senza postare pranzi, cene, foto di gruppo e lavaggi di tatami prima di essere riposti.

Uomini che in questi sport si sono concentrati sugli stessi sport senza mai enfatizzare viaggi faticosi ed impegni mostruosi nello stare lontani da casa, accompagnando l’atleta di turno e dello stesso atleta facendolo diventare il simbolo di un’illusione che raramente lo appagherà finché appunto non sarà cambiato il sistema.

E’ veramente facile tracciare un giudizio sul circostante. Manca la formazione, manca il ricambio dei formatori, manca il coraggio di affrontare alcune problematiche, meglio il silenzio e continuare a vivere così nell’elemosinare un ritaglio di tre centimetri per sei dallo pseudo giornalista di turno che a volte riesce a dedicare qualche parola per il karate.

Buon caldo a tutti, con tapparelle chiuse, silenzio e refrigerio della penombra… forse i nostri nonni avevano ragione!

On these early July mornings when the heat is there, for obvious reasons of the season, but in an Italy increasingly nervous and hysterical by a policy increasingly less guaranteed and determined, the desert of the press is increasingly evident compared to a committed football basically in the chronicle of market gossip.

But yes, we care, poor deluded so much in the federal panorama of the world anyway we are represented by the real RE of this goliardic and senseless battle of martial arts. Fortunately there is the Judo to make us breathe those images of white kimoni that vaguely recall to our roots of a fascinating discipline practiced by millions of people on this earth.
How beautiful other sports! How beautiful the pictures of these university athletes defy the water of a tub, the wind against an arrow, the balance on a beam and so on.

A beautiful opening ceremony worthy of a city like Naples that I regret to say is making great strides in the social fabric of the city and in the network of contacts with transport, sport, tourism and still away.

While Rome, beaten by Milan and Cortina for the short-sightedness of an administration intent on seeking funds to clean up the streets, the rest of the nation sacrifices itself today to look further and so, Naples certainly will find modern infrastructure already dedicated at the Olympics (leggasi Stadio San Paolo), Milan and Cortina will not be outdone and Rome will settle for the smoke of the pipe finding in a few years not knowing how to handle the garbage.

Wanting to do in our opinion is the basis of everything but so is certainly the pride of wanting to be, if only for self-esteem and personal dignity.

A bit like in karate where the worldwide vastness of a thousand forms of expression of this sporting art inevitably yields to selfishness and personal appearances. Take a tour of social media, try to analyze and criticize judiciously what you see! How Can a sport chase success and credibility if we continue to focus exclusively on our beautiful culture of self-celebration.

Make a point, in no environment, not even in the halof football. We will look for who we are without perhaps and without but. We do not want to grow, we do not want to professionalize, we are so impressed by having to post before others only convivial lunches, group photos and among not many canonical tatami cleanings (my dojo is more sterilized than yours).

It’s been repeated for years, between strong system anesthesiologists in rewarding this rather than that and smoking sellers, which instead of countering an expensive qualification system and not for everyone to really contribute to the representation of our Italy in the world with those who could make it but do not have the beak of a four-year-old (real talents) devote themselves to commerce and public relations to the sound of recognition.

It doesn’t take a genius to understand that this politically incorrect platform doesn’t work and if we continue with this game of trite expressiveness and triteness that even family holiday catalogs don’t use anymore, we might forget 2024 with Los Angeles.

A sport that rewards a small caste, among the atro not composed of real talents is an increasingly sick sport, not able to make that change of pace, typical of cyclists in facing the “bold descents and ascents” to tell Battisti.
So we really wonder how a rock can stem the sea? To continue quoting the song?

Among the flag bearers of the hundred nations representing the Universiades were the representatives of archery, shooting, football, gymnastics, swimming, sport that in total silence, and less than ours in terms of practitioners and perhaps of diffusion, they have made great strides over time without posting lunches, dinners, group photos and washes of tatami before being stowed.

Men who in these sports have focused on the same sports without ever emphasizing strenuous journeys and monstrous commitments in staying away from home, accompanying the athlete on duty and the same athlete making him the symbol of an illusion that rarely Will satisfy him until the system has changed.

It is really easy to draw a judgment on the surrounding. Lacks training, lacks the turnover of the trainers, lacks the courage to face some problems, better silence and continue to live thus in begging a cutout of three centimeters by six from the pseudo journalist on duty who sometimes manages to devote a few words to karate.

Good heat to all, with closed shutters, silence and cooling of the penumbra… maybe our grandparents were right!

Giudicare gli altri. Judge others (by Carmen Sansonetti and Massimo Giuliani)

 

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We are often in a position to be told that before judging others we should start by judging ourselves, in fact very often we confuse the word judgment, giving it a heavy and negative meaning when then, dwelling only a We can certainly analyse how the act of judging is so relevant and fundamental to using our agency wisely.

In life, judgment is necessarily judged and judgment is only the final part of an elaborate system of assessments, doubts, uncertainties, comparisons, self-analysis, findings, afterthoughts, etc.

You judge a student, you judge an employee, you judge an athlete, you judge a person any rea of having committed a crime against a fellow, an animal, an asset, in short, where his actions objectively have transgressed to norms.

The difference does not make the act of judging, the difference makes common sense in the measure framed within norms that the mass follows because they are considered right and the right (NOT THE PARTOF THAT THE RESIN JULY) is identified in the product of millennia of studies , research, social experiments. The opposite is true, in other words it is wrong to judge others incorrectly.

Throughout our lives we make judgments about many things, ideas, situations and people that we encounter in the course of our lives. For many important decisions, it is necessary to mature, making a judgment on people, as in the choice of friends, in the vote to the representatives of the government or in the choice of spouse.
The judgments we make to others, with the above considerations, can actually help to provide them with the necessary guidance and, in some cases, offer protection to ourselves and our family.

Social media has partly dismantled these balances by providing a voice to everyone (apparently providing a voice to all), those voices that within the limits of common sense continue to be published without incurring censorship, real penalties to be served in terms of blocking account for one, two x days or months depending on the severity of what you have said.

Freedom! This sacred word of which we all drink and do not fully value except at the moment that is taken away from us.

Judgment is part of human nature, but it must be elevated to such impartiality and without conditioning that only our most incisive and decisive culture can be able to manifest it.

Spesso ci troviamo nella condizione di sentirci dire che prima di giudicare gli altri dovremmo partire dal giudicare noi stessi, in realtà molto volte si confonde la parola giudizio, attribuendogli un significato pesante e negativo quando poi, soffermandoci solo un attimo possiamo certamente analizzare di come l’atto di giudicare è talmente rilevante e fondamentale per utilizzare saggiamente il nostro libero arbitrio.

Nella vita, necessariamente si giudica ed il giudizio è solo la parte finale di un sistema elaborato di valutazioni, dubbi, incertezze, confronti, auto analisi, constatazioni, ripensamenti, ecc.

Si giudica uno studente, si giudica un dipendente, si giudica un atleta, si giudica una persona qualsiasi rea di aver commesso un delitto nei confronti di un suo simile, di un animale, un bene, insomma, dove le sue azioni oggettivamente hanno trasgredito a delle norme.

La differenza non la fa l’atto del giudicare, la differenza la fa il buon senso nella misura inquadrata all’interno di norme che la massa segue poiché ritenute giuste ed il giusto (NON LA MAGGIORANZA CHE LO RITIENE GIUSTO) è identificato nel prodotto di millenni di studi, ricerche, esperimenti sociali. E’ vero invece il contrario, in altri termini è sbagliato giudicare gli altri in modo errato.

Nel corso della nostra esistenza ci facciamo un giudizio su molte cose, sulle idee, le situazioni e le persone che incontriamo nel corso della vita stessa. Per molte decisioni importanti, bisogna maturare, concretizzando un giudizio sulle persone, come nella scelta degli amici, nel voto ai rappresentanti del governo o nella scelta del coniuge.

I giudizi che emettiamo verso gli altri, con le considerazioni di cui sopra, in realtà possono contribuire nel fornire loro la guida necessaria e, in certi casi, offrire protezione a noi stessi e alla nostra famiglia.

I social hanno in parte scardinato questi equilibri fornendo voce a tutti (apparentemente fornendo voce a tutti), quelle voci che nei limiti del buon senso continuano ad essere pubblicate senza incorrere in censure, vere e proprie pene da scontare in termini di blocco dell’account per uno, due x giorni o mesi a seconda la gravità di ciò che si è detto.

La libertà! Questa sacra parola di cui tutti ci beiamo e non valorizziamo pienamente se non solo nel momento che ci viene tolta.

Il giudizio fa parte della natura umana ma dovrà essere elevato ad un’imparzialità tale e senza condizionamenti che solo la nostra cultura più incisiva e determinante possa riuscire a manifestarlo tale.

 

Basterebbe veramente poco, in un mondo che non a caso gira al contrario…It would be very little, in a world that not surprisingly turns backwards… (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

 

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Basterebbe veramente poco per sentirsi felici ed invece viviamo in un mondo di ovvietà continue! Basterebbe analizzare il comportamento sui social per notare la miriade di ovvietà descritte e taluni si credono talmente furbi che dall’alto della loro cattedra (ancora non certificata) riescono anche a delineare tratti di sinteticità a favore di noi poveri imbecilli che ai loro occhi appariamo ignoranti. Allora via con le spiegazioni, con le sintesi, con l’argomentare fatti di cronaca (quando va bene) o problematiche di alta finanza (quando ci dice male).

Tutti ignari che nel novanta per cento dei casi, noi poveri dementi, non ci accorgiamo che il contenuto di queste “Accademiche” tesi si inquadrano in un artigianale copia e incolla, preso ad cazzum senza verificare le fonti (norma basilare e risaputa da chi l’università l’ha fatta veramente).

Teorie complottiste, raggiri mediatici, finanche partigianerie politiche volte a questo e quello schieramento.

Tutto, il mondo intendiamo, gira solo ed esclusivamente sulla fama, sul sesso e sul denaro, tre elementi fondamentali che hanno portato le religioni (non in ultimo la Bibbia) ad essere rivisitate ed aggiustate verso una linea monoteista… il verbo, l’unico, indottrinando schiere di credenti verso credi o ideali non comprovabili. Ha ragione Papa Francesco nell’affermare che sarebbe più auspicabile essere atei che andare in chiesa per poi odiare.

Travisiamo tutti la realtà in un mondo che non a caso gira al contrario, in un mondo che fino a qualche giorno fa (leggendo il giorno in una manciata di decenni) si è completamente atrofizzato.

Sono poche ormai le menti capaci di leggere, maturare una riflessione ed esporre il proprio pensiero senza stare alla finestra da furbi illusi ed esclamare il personale giudizio: trattasi sempre di copia ed incolla… fatti zero! Lasciando il disagio, lo sgomento, l’offuscamento della passione a qualche mente brillante che ancora crede nel cambiamento.

Ce ne accorgemmo tempo fa di fronte ad un diploma fatto in casa, arricchito da loghi, firme di nomi fantasiosi volti a suffragare l’autenticità e location inventate, quanti nel giro di qualche ora misero il like con tanto di complimenti per il risultato raggiunto, dopo averlo pubblicato e farcito di tanta storia.

Tutto falso e tutto inventato comprese fantomatiche Federazioni inesistenti. Nessuno legge, nessuno indaga, nessuno si accerta scientificamente (dove scientificamente sta solo per buon senso ed acume intellettivo) di quale bugia possa celarsi dietro l’angolo: un diritto ed un dovere civico se non, solo per la nostra autostima!

Così funziona la comunicazione nell’epoca moderna quando di moderno non c’è proprio nulla. Guardate voi stessi i tanti 9,99, 29,99, 39,99 troviamo ancora tra i prezzi ben esposti in vetrina! Riflettiamo su ciò che leggiamo di vero purtroppo c’è solo qualche notizia di cronaca nera dove il vero è sempre il deceduto.

It would take very little to feel happy and instead we live in a world of continuous obviousness! It would be enough to analyze the behavior on social media to note the myriad obviousities described and some believe themselves so clever that from the top of their chair (still uncertified) they also manage to outline traits of syntheticity in favor of us poor imbeciles that in their eyes we look ignorant. Then away with the explanations, with the summaries, with the argument facts of the news (when it goes well) or issues of high finance (when it tells us badly).

All unaware that in ninety percent of cases, we poor deeds, we do not notice that the content of these “Academics” thesis are framed in a handcrafted copy and paste, taken in cblue without checking the sources (basic norm and known by those at the university he really did it.)

Conspiracy theories, media deception, even political partisanship aimed at this and that of the party.

Everything, the world we mean, revolves exclusively on fame, sex and money, three fundamental elements that have led religions (not least the Bible) to be revisited and adjusted towards a monotheistic line… the verb, the only one, indoctrinating legions of believers towards unproven beliefs or ideals. Pope Francis is right to say that it would be more desirable to be an atheist than to go to church and then hate.

We all misrepresent reality in a world that not surprisingly turns backwards, in a world that until a few days ago (reading the day in a matter of decades) has completely atrophied.
Few minds are now able to read, mature a reflection and expose their thoughts without standing at the window by clever deluded and exclaiming the personal judgment: it is always a copy and paste… zero! Leaving the discomfort, the dismay, the blurring of passion to some brilliant mind who still believes in change.

We noticed a long time ago in front of a homemade diploma, enriched by logos, signatures of imaginative names aimed at supporting authenticity and invented locations, those within a few hours put the like with compliments for the result achieved, after have it published and stuffed with so much history.

All fake and all invented including phantom non-existent federations. No one reads, no one investigates, no one is scientifically ascertained (where scientifically it is only for common sense and intellectual acumen) what lie can lie around the corner: a right and a civic duty if not, only for our self-esteem!

This is how communication works in the modern era when there is nothing at all modern. Look for yourself the many 9.99, 29.99, 39.99 we still find among the prices well displayed in the showcase! Let’s reflect on what we read of truth unfortunately there is only some news of the news where the truth is always the deceased.

 

Fa caldo, e forse nemmeno la Mafia ucciderebbe ancora d’Estate! It’s hot, and maybe not the Mafia would kill only in the summer! (by Massimo Giuliani and Carmen Sansonetti)

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Tempo di vacanze, inizia luglio, fa caldo, molto caldo. Tra le sofferenze di un cane appena operato ed un lavoro che non ci consente di distogliere l’attenzione se non per un alleggerimento più informale nel modo di apparire, ammessa la camicia bianca e i jeans anche in aula, ci chiediamo cosa succederà con il famoso settembre!  Quasi uno spartiacque temporale che vede una rottura definitiva nel management aziendale… ma la vita prosegue ed anche il lavoro: è solo illusione!

Forse oggi, con questo caldo, nemmeno la Mafia ucciderebbe e non per il caldo ma perché il coraggio ed i valori, quelli veri, non valgono più il costo della vita e nemmeno di una vita persa che fa clamore a distanza di anni.

Oggi si diventa eroi semplicemente disobbedendo dove però nella parola disobbedienza non emerge il coraggio e la consapevolezza, ma l’incoscienza di apparire, si insomma, del Rouge ou Noir di una “capitana coraggiosa, forse ignara e poco sensibile alle norme che da millenni regolano il mondo.

La differenza è proprio in questo passaggio. I leader quelli veri, oltre ad avere ideali politici ed estrema consapevolezza del sistema, avevano rispetto per le istituzioni senza una strafottenza basata sul nulla e soprattutto con una cultura forte che le o gli avrebbe tutelati/e in caso di debacle.

Crediamo tutti in effimeri esseri cha a mala pena durano una stagione, incapaci di leggere i meccanismi intrinsechi di un sistema basato al giorno d’oggi esclusivamente sull’apparire, forse consigliati male! E questo è, come direbbe qualcuno bravo!

Ma svegliamoci! Non è questa la vita, non è questo il cambiamento societario, sono solo fuochi di paglia e la gente purtroppo ci crede perché non ha altro!

La Mafia non uccide più d’estate ma nemmeno d’inverno perché i protagonisti del cambiamento non fanno paura, sono innocue meteore che sfiorano il nostro pianeta intellettivo e non si sprecano per esse.

E’ doloroso a dirsi, ma quando il sistema Stato subisce un disallineamento, lo fa per cose serie. Svegliatevi!

Holiday time, starts July, it’s hot, very hot. Between the suffering of a newly operated dog and a job that does not allow us to divert attention except for a more informal lightening in the way of appearing, admitted the white shirt and jeans even in the classroom, we wonder what will happen with the famous September! Almost a time watershed that sees a definitive break in the management of the company… but life goes on and also work: it is only illusion!

Perhaps today, in this heat, not even the Mafia would kill and not because of the heat but because courage and values, the real ones, are no longer worth the cost of living and not even of a life lost that makes a lot of hype after years.

Today we become heroes simply by disobeying where, however, in the word disobedience does not emerge courage and awareness, but the recklessness of appearing, in short, of the Rouge ou Noir of a “courageous captain, perhaps oblivious and not sensitive to the norms that give millennia rule the world.

The difference is right in this step. The real leaders, in addition to having political ideals and extreme awareness of the system, had respect for the institutions without a non-anything-based extravagade and above all with a strong culture that would protect them in the event of a debacle.

We all believe in ephemeral beings that barely last a season, unable to read the intrinsic mechanisms of a system based nowadays solely on appearing, perhaps ill-advised! And that’s, as someone good would say!
But let’s wake up! This is not life, this is not corporate change, it’s just straw fires and people unfortunately believe it because they have nothing else!

The Mafia no longer kills in summer but not even in winter because the protagonists of change are not afraid, they are harmless meteors that touch our intellectual planet and do not waste themselves on them.

It is painful to tell, but when the state system is misaligned, it does so for serious things. Wake up!

 

Fear and courage – La paura e il coraggio (by Carlo Pedrazzini)

 

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Train courage and determination, beauty and harmony, will, respect and kindness, as well as intuition, decision-making ability, inner calm and much more (like the state of mushin): with karate you can.

These universal values ​​can be understood, as well as understood cognitively, if they are experienced, and over time they can anchor themselves in the consciences of young people, becoming personal assets … This is in theory. In practice, it is good for the teacher to know the psycho-technical mechanisms that make the experiences through which the educational value we want to deepen be lived in a conscious way. Take courage, for example.

In kumitè you often have to face dangerous moments, recruiting courage to do it, and someone struggles. But it is necessary to explain to the student that fear is natural, and that having courage does not mean not being afraid, but knowingly facing something that you are afraid of (otherwise it is unconsciousness).

Fear is not our enemy, but our ally. A gift of Nature. It is generated by the survival instinct, without which fast and timely reactions would not exist to safeguard our safety. These spontaneous defensive automatisms are activated by bypassing the time needed to organize an evasion aware of the danger. For example: falling to the ground, we spontaneously try to grab a support, and if we fall we bring the arms to protect the head; if we are receiving a slap we turn the head of instinct; and so on…

No one taught us these actions, we simply have them inside, inherited from Mother Nature, and reinforced by the experience of the first days, months and years of existence.

No student should be ashamed of being afraid, otherwise we should all do it. But to overcome it requires an effort, first of acceptance, then of concentration towards a higher goal: “surviving”. There is therefore a profound link between fear, courage and fighting techniques. Fear, as an ally, makes us feel the danger and react instantly; courage makes us face danger with organized technical actions; kumitè uses reaction timeliness, to automate complex responses other than simple flight or protection.

The aim is to bring home a winning result in the championship, or defeat the opponent in an ideal mortal duel if we adhere to the Bushido culture, as traditional karate does. An informed and aware teacher transmits confidence and conviction and informs his student / athlete about what he is assimilating beyond the technique: sublimate fear by making his own, or at least understanding (taking with him), the value of courage.

Those who follow this protocol are on the Way of karate-Do, because they are exploring their limits and testing their potential. In the next post I will talk about how to teach something that goes from the inside out to the gym.

http://www.funakoshi.it

Allenare coraggio e determinazione, bellezza e armonia, volontà, rispetto e gentilezza, oltre a intuizione, capacità decisionale, calma interiore e molto altro (come lo stato di mushin): con il karatè si può.

Questi valori universali possono essere compresi, oltre che capiti cognitivamente, se vengono sperimentati, e con il tempo possono ancorarsi nelle coscienze dei giovani, diventando patrimonio personale… Questo in teoria. In pratica è bene che l’insegnante conosca i meccanismi psico-tecnici che fanno vivere in modo consapevole le esperienze attraverso le quali viene trasmesso il valore educativo che si vuole approfondire. Prendiamo ad esempio il coraggio.

In kumitè si devono spesso affrontare momenti pericolosi, reclutando dosi di coraggio per farlo, e qualcuno fa fatica. Ma è necessario spiegare all’allievo che il timore è naturale, e che avere coraggio non significa non aver paura, bensì affrontare consapevolmente qualcosa di cui si ha paura (altrimenti è incoscienza).

La paura non è nostra nemica, ma nostra alleata. Un dono della Natura. Essa è generata dall’istinto di sopravvivenza, senza il quale non esisterebbero reazioni veloci e tempestive a salvaguardia della nostra incolumità. Questi automatismi difensivi spontanei si attivano bypassando il tempo che serve a organizzare un’evasione consapevole dal pericolo. Ad esempio: cadendo a terra, cerchiamo spontaneamente di afferrare un sostegno, e se cadiamo portiamo le braccia a protezione della testa; se stiamo ricevendo una sberla giriamo la testa d’istinto; e così via…

Nessuno ci ha insegnato queste azioni, semplicemente le abbiamo dentro, ereditate da Madre Natura, e rinforzate dall’esperienza dei primi giorni, mesi e anni di esistenza.

Nessun allievo si deve vergognare di avere paura, altrimenti lo dovremmo fare tutti. Ma per superarla si richiede uno sforzo, prima di accettazione, poi di concentrazione verso un obiettivo superiore: “sopravvivere”. C’è quindi un legame profondo fra paura, coraggio e tecniche di combattimento. La paura, come alleata, ci fa sentire il pericolo e reagire istantaneamente; il coraggio ci fa affrontare il pericolo con azioni tecniche organizzate; il kumitè utilizza la tempestività di reazione, per automatizzare risposte complesse diverse dalla semplice fuga o protezione.

Il fine è di portare a casa un risultato vincente al campionato, o sconfiggere l’avversario in un ideale duello mortale se aderiamo alla cultura del Bushido, come fa il karatè tradizionale. Un insegnante informato e consapevole trasmette fiducia e convinzione e ragguaglia il proprio allievo/atleta su ciò che sta assimilando al di là della tecnica: sublimare la paura facendo proprio, o almeno comprendendo (prendendo con sé), il valore del coraggio.

Coloro che seguono questo protocollo si trovano sulla Via del karatè-Do, perché stanno esplorando i propri limiti e testando le proprie potenzialità. Nel prossimo post parlerò di come insegnare qualcosa che da Dentro vada Fuori dalla palestra.

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